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	<title>Psicologo Online &#8211; Dott.ssa Beatrice Planas | Con 30 anni di esperienza</title>
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	<description>Psicologo Online &#124; Con oltre 30 anni di esperienza</description>
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	<title>Psicologo Online &#8211; Dott.ssa Beatrice Planas | Con 30 anni di esperienza</title>
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		<title>Come combattere la depressione: cura e testimonianze</title>
		<link>https://www.psicologabeatriceplanas.it/come-combattere-depressione-cura-testimonianze/</link>
				<pubDate>Sun, 26 Apr 2020 04:25:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Beatrice Planas]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicologo Prato]]></category>
		<category><![CDATA[Combattere la depressione]]></category>
		<category><![CDATA[Curare la depressione]]></category>
		<category><![CDATA[Depressione rimedi]]></category>
		<category><![CDATA[Guarire dalla depressione in modo naturale]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Quali sono i sintomi e come combattere la depressione. Come si manifesta la depressione e quali sono i sintomi? Prima di ...</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p><em>Quali sono i sintomi e come combattere la depressione.</em></p>
<h2>Come si manifesta la depressione e quali sono i sintomi?</h2>
<p>Prima di parlare di <strong>come si manifesta la depressione</strong> e di <strong>quali sono i <a href="https://www.psicologabeatriceplanas.it/sintomi-depressione-psicologo-prato/">sintomi</a></strong> è bene fare una precisazione. Si può parlare di depressione quando il tono dell’umore perde il suo naturale carattere di flessibilità, cioè quando è sempre basso e non subisce modifiche neanche in momenti che dovrebbero essere felici. <strong>Caratteristica della depressione</strong> è la tendenza a vedere tutto nero attorno a sé, giudicare e pensare negativamente qualsiasi situazione.</p>
<p>Da un punto di vista più specifico, possiamo dire che <strong>i sintomi della depressione</strong> si dividono in: s<strong>omatici, emotivi, comportamentali e cognitivi</strong>. Conoscerli è il modo migliore per capire <strong>come combattere la depressione</strong>.</p>
<h3>I sintomi somatici della depressione</h3>
<p>I <strong>sintomi somatici della depressione</strong> più comuni sono:</p>
<ul>
<li>perdita di energie e senso di fatica</li>
<li>disturbi della concentrazione e della memoria,</li>
<li>nervosismo e agitazione,</li>
<li>perdita o aumento ingiustificato di peso,</li>
<li>disturbi del sonno (insonnia o ipersonnia),</li>
<li>mancanza di desiderio sessuale,</li>
<li>dolori fisici.</li>
</ul>
<h3>I sintomi emotivi della depressione</h3>
<p>I <strong>sintomi emotivi della depressione</strong> più comuni sono:</p>
<ul>
<li>tristezza,</li>
<li>angoscia,</li>
<li>disperazione,</li>
<li>senso di colpa,</li>
<li>senso di vuoto,</li>
<li>mancanza di speranza nel futuro,</li>
<li>perdita di interesse per qualsiasi attività,</li>
<li>irritabilità e ansia.</li>
</ul>
<h3>I principali sintomi comportamentali della depressione</h3>
<p>I <strong>sintomi comportamentali della depressione</strong> invece, sono:</p>
<ul>
<li>riduzione delle attività quotidiane,</li>
<li>isolamento sociale,</li>
<li>comportamenti passivi,</li>
<li>riduzione dell’attività sessuale</li>
<li>tentativi di suicidio.</li>
</ul>
<h3>I principali sintomi cognitivi della depressione</h3>
<p>I <strong>sintomi cognitivi della depressione</strong> invece, sono:</p>
<ul>
<li>rallentamento ideativo,</li>
<li>incapacità decisionale,</li>
<li>disturbi della concentrazione e della memoria,</li>
<li>ruminazione depressiva,</li>
<li>pensieri negativi su tutto ciò che circonda,</li>
<li>autovalutazione,</li>
<li>autocommiserazione,</li>
<li>percezione del tempo rallentato.</li>
</ul>
<h2> Quali sono le cause della depressione?</h2>
<p>Le <strong>cause della depressione sono</strong> molteplici e diverse da persona a persona, cambiano a seconda della genetica, dell’ambiente sociale in cui si cresce, dei traumi vissuti come lutti e licenziamenti. È una malattia che può colpire chiunque e spesso è un sentimento di perdita a dare inizio al manifestarsi del disturbo. Ci sono infatti due fattori di rischi principali:</p>
<ul>
<li>il <strong>fattore biologico</strong>: alcuni nascono con una predisposizione alla depressione maggiore rispetto agli altri</li>
<li>il <strong>fattore psicologico</strong>: le esperienze di vita e i comportamenti appresi possono rendere vulnerabile alla depressione.</li>
</ul>
<h2>Combattere la depressione</h2>
<p>Per <strong>combattere la depressione</strong> in maniera efficace bisogna ricorrere alla <strong>terapia con antidepressivi</strong> e alla <strong>psicoterapia</strong>, entrambe di fondamentale importanza.</p>
<p>La prima è unicamente sintomatica, agisce sui sintomi ed è necessaria nei casi in cui la depressione inibisce la vita sociale, lavorativa e affettiva. Ma da sola non basta: <strong>chi soffre di depressione</strong> ha bisogno di un continuo <strong>supporto psicologico</strong> e di un vero e proprio percorso di <strong>psicoterapia</strong>.</p>
<h3>Come uscire dalla depressione da soli</h3>
<p>Negli anni in cui ho lavorato come <strong>Psicologo Prato</strong>, una delle domande che mi hanno posto più spesso è stata “<strong>come uscire dalla depressione da soli</strong>?” Non c’è un’unica risposta, in realtà. Perché dipende molto dalla gravità della situazione. La depressione, quella clinica, è una patologia che si radica così forte nella persona da risultare praticamente impossibile che se ne possa uscire da soli. Tuttavia, ci sono tutta una serie di <strong>esercizi</strong> che possono <strong>aiutare a rilassarsi</strong> e ad affrontare meglio le situazioni quotidiane. <strong>Per combattere la depressione</strong> il più efficacemente possibile.</p>
<h3>Esercizi per ansia e depressione: come combattere la depressione</h3>
<p>Se volete sapere quali sono i principali <strong>esercizi per l’ansia e depressione</strong> che si possono fare da soli a casa basti pensare a tutte le <strong>tecniche di rilassamento</strong> possibili. Infatti, sono utili soprattutto se la depressione è associata a sintomi ansiogeni. Imparare a <strong>respirare correttamente</strong> può essere d’aiuto nei momenti di crisi. In linea generale, comunque, il consiglio è di vivere in maniera sana, anche dal punto di vista della alimentazione, evitando cibi eccitanti o troppo grassi e pieni di zuccheri. Da eliminare completamente alcool e droghe. Fare molto sport, dormire bene e soprattutto cercare di non isolarsi.</p>
<h3>Come combattere la depressione con una cura naturale</h3>
<p>Non esiste una vera e propria <strong>cura naturale della depressione.</strong> Essa deve sempre essere accompagnata dalla <strong>psicoterapia</strong> e dai farmaci. Tuttavia anche qui si possono trovare dei rimedi palliativi e temporanei che possono migliorare la situazione e favorire la <strong>guarigione dalla depressione</strong>.</p>
<p>L’<strong>erba di San Giovanni</strong> (conosciuta anche come <strong>Iperico</strong>) e la Rhodiola possono alleviare l’umore. Passiflora, <strong>Valeriana</strong>, <strong>Camomilla</strong>, Biancospino, <strong>Melissa</strong>, Arancio amaro e <strong>Tiglio</strong> possono conciliare il sonno, ridurre gli spasmi muscolari e rilassare in maniera completamente naturale.</p>
<h2>Quali sono i farmaci della depressione?</h2>
<p>Per la <strong>cura della depressione</strong> sono disponibili numerosissime cure. La scelta di un farmaco piuttosto che di un altro dipende molto dal medico e dalla gravità della condizione. Alcuni malati manifestano una depressione così lieve che non hanno bisogno di farmaci, mentre altri manifestano una depressione così profonda da non riuscire a riemergere.</p>
<p>Comunque sia, <strong>quali sono</strong><strong> i farmaci della depressione</strong>? Le principali categorie di farmaci utili a <strong>combattere la depressione </strong>si chiamano <strong>farmaci antidepressivi</strong>.</p>
<h2>Quanto tempo ci vuole per guarire dalla depressione?</h2>
<p>Le <strong>terapie dei disturbi psichiatrici</strong> sono diverse da quelle delle malattie fisiche: richiedono più tempo affinché il paziente guarisca. Dal momento in cui esso si rivolge al medico e comincia ad <strong>assumere dei farmaci antidepressivi</strong> occorre un intervallo di tempo variabile da 2 a 4 settimane perché i suoi sintomi si riducano. Generalmente in 2-4 mesi si può verificare la <strong>remissione dell’episodio depressivo</strong>, cioè la completa scomparsa dei sintomi. È importante che le cure vengano seguite fino alla completa scomparsa dei sintomi (terapia della fase acuta) e protratte per almeno 4-6 mesi dopo la guarigione (terapia di mantenimento), altrimenti il paziente potrebbe avere facilmente una ricaduta. Ma per capire <strong>quanto tempo ci vuole per guarire dalla depressione</strong> bisogna valutare bene caso per caso e capire la gravità della situazione iniziale.</p>
<h2>Uscire dalla depressione: testimonianze</h2>
<p>Su internet è pieno di siti web che riportano le <strong>testimonianze di come si può uscire dalla depressione</strong>. Come la storia di una donna, una mia paziente, Maria (nome di fantasia) che ha accettato di far parte di questo articolo, con la sua esperienza. Maria è <strong>entrata in depressione</strong> per una serie di fattori legati soprattutto alla sua vita personale e al carattere. Ha dedicato tutta la sua vita alla famiglia, ma questo l’ha portata ad essere frustrata. A sessant’anni le sembrava di non aver fatto nulla per se stessa e così ha iniziato a prendere <strong>pillole antidepressive</strong>. Ma si è accorta ben presto che da sole queste non funzionavano. Così un giorno, mentre stava stirando i panni, si è ricordata di una cosa che c’eravamo detti in seduta, sulla libertà. In questo modo, è uscita di casa, ha preso la macchina e ha iniziato a girare senza meta. Si è sentita libera, per la prima volta. Ha capito quali era i suoi bisogni e da allora ha iniziato ad ascoltarli, a dedicare più tempo a se stessa. Ha presto capito, insomma, <strong>come uscire dalla depressione</strong>.</p>
<h2>Perché la depressione ricompare?</h2>
<p>Quando le persone iniziano a pensare di nuovo in modo negativo, ecco che <strong>la depressione ricompare. Ma perché? </strong>Perché è il pensiero che genera l’emozione! Durante i primi episodi depressivi questa emotività non si sente fortissima, ma dopo che il corpo inizia a viverne di diversi si entra come in un circolo vizioso, per cui un pensiero solo basta a far azionare la<strong> sensazione di essere depressi</strong>. E ricompare la depressione, riattivando i vecchi pensieri negativi che si credevano scomparsi.</p>
<h2>Come si può prevenire la ricaduta della depressione?</h2>
<p>Quando ci si sente male, quando i pensieri negativi iniziano ad ossessionare le nostri menti, tornare immediatamente dal proprio terapista può essere salvifico. Lui saprà sicuramente indirizzarti su come affrontare e <strong>come combattere la depressione</strong>.</p>
<h2>Psicologo Prato: come combattere la depressione</h2>
<p>Per <strong>combattere la depressione</strong> e uscire fuori dal tunnel nero, hai bisogno di scegliere il giusto terapista. Se sei interessato ai miei servizi, <a href="https://www.psicologabeatriceplanas.it/contatti/">contattami</a>.</p>
<h2>Psicologo online: su whatsapp o in video chiamata</h2>
<p>In un momento così critico è così complesso è normale avere un po’ di cedimento e di debolezza. Per questo, ho attivato il servizio Psicologo Online, così posso continuare a starti vicino anche se a distanza.</p>
<p>Se desideri <a href="https://www.psicologabeatriceplanas.it/contatti/">prenotare una <strong>consulenza psicologica online clicca qui.</strong></a></p>
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		<title>Dipendenza da internet: sintomi, casi, conseguenze, a chi rivolgersi</title>
		<link>https://www.psicologabeatriceplanas.it/dipendenza-da-internet-sintomi-casi-conseguenze-a-chi-rivolgersi/</link>
				<pubDate>Sat, 25 Apr 2020 18:48:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Beatrice Planas]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicologo Prato]]></category>
		<category><![CDATA[Casi di dipendenza da internet]]></category>
		<category><![CDATA[Dipendenza da internet e videogiochi]]></category>
		<category><![CDATA[Dipendenza da internet sintomi]]></category>
		<category><![CDATA[Dipendenza dalla tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Dipendenze da social network]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Ore e ore passate con la testa sugli smartphone. Whatsapp, Facebook, Instagram, foto, e poi di nuovo whatsapp e così via. ...</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>Ore e ore passate con la testa sugli smartphone. Whatsapp, Facebook, Instagram, foto, e poi di nuovo whatsapp e così via. La dipendenza da internet può essere terribile e difficilmente ci si accorge di avere un problema. Come riconoscerla e come superarla?</p>
<h2>Dati Istat sulla dipendenza da internet</h2>
<p>Secondo un’indagine Istat in Europa circa il 70% della popolazione fa uso quotidiano di internet. <strong>I dati istat sulla dipendenza da internet</strong> sono alquanto preoccupanti. In particolar modo a farne uso sono gli adolescenti tra i 13 e i 20 anni, che sono soliti isolarsi. Circa il 75% dei ragazzi tra i 12 e i 14 anni si collega a internet tutti i giorni, mentre tra i 15 e i 19 anni si collega l’89%, un po’ di meno invece tra i 20 e i 24, la cui percentuale scende all’82%. Le percentuali calano solo tra gli over 60, fascia in cui solo il 25% fa uso quotidiano di internet.</p>
<h2>Sintomi dipendenza da internet</h2>
<p>I principali sintomi della <strong>dipendenza da internet</strong> sono il bisogno di trascorrere in rete tanto tempo e sentire la necessità di connettersi sempre più spesso con maggiore frequenza. Agitazione nel caso in cui non ci riesca a connettere a internet, l’incapacità o la difficoltà di interrompere l’utilizzo di internet e continuare a usare il web nonostante la consapevolezza di aver sviluppato problemi sociali. Inoltre chi ha una grave <strong>dipendenza da internet</strong> sente il bisogno di usarlo anche di notte, o di tornare a casa in fretta per connettersi online tramite un computer. <strong>La dipendenza da computer</strong>, infatti, è strettamente collegata alla <strong>dipendenza dal web</strong>.</p>
<h2>Cause della dipendenza dalla tecnologia</h2>
<p>Le <strong>cause della</strong><strong> dipendenza dalla tecnologia</strong> sono il miglioramento della vita delle persone. Tramite internet si può inoltre allargare la propria cerchia di amici, si cercano confronti con personalità diverse per rafforzare la propria immagine caricando foto o video. L’utilizzo di social network infatti favorisce la possibilità di dare al resto della comunità esterna un’immagine di sé molto ben delineata tramite messaggi brevi (post, tweet etc…)</p>
<h2>Adolescenza e dipendenza da internet</h2>
<p>La <strong>dipendenza da internet</strong> è un fenomeno che riguarda principalmente l’<strong>adolescenza</strong> dai 13 ai 19 anni. In particolar modo tramite l’utilizzo del loro smartphone. Il fenomeno riguarda sempre più spesso anche i bambini. A volte i genitori impongono un uso limitato, ma i figli cercano sempre di evitare queste imposizioni e usarlo con maggior frequenza, ma ovviamente devono farlo di nascosto dai genitori. È perciò importante che i genitori capiscano se nei loro figli c’è la predisposizione a sviluppare tale disturbo per poterlo, eventualmente, prevenire. È fondamentale che i genitori si occupino di <strong>prevenzione della dipendenza da internet</strong>. Spesso il disturbo da <strong>dipendenza da internet</strong> può essere collegato ad altri disturbi, perciò prevenire la <strong>dipendenza da internet</strong> può risultare utile anche per altri motivi.</p>
<h2>Casi di dipendenza da internet</h2>
<p>La <strong>dipendenza da internet</strong> si può manifestare in diverse tipologie. Tra <strong>i casi di dipendenza da internet </strong>più diffusi sicuramente rientra la <strong>dipendenza da siti pornografici</strong> o <strong>da sesso virtuale</strong> utilizzando chat online o chat-room per soli adulti. Anche più semplicemente <strong>dipendenza da comunità virtuali</strong> e chat in cui instaurare relazioni con persone incontrate online con la tendenza a trasformare gli amici virtuali in amici reali. Un’altra tipologia di dipendenza è legata al <strong>gioco d’azzardo</strong> online come il poker, nonché aste online e shopping compulsivo su siti di e-commerce. Un altro tipo è la ricerca di informazioni tramite il web o giochi di ruolo o <strong>dipendenza da videogiochi </strong>online o su console fisse/portatili. Anche se le più diffuse rimangono le <strong>dipendenze da social network</strong>.</p>
<h2>Conseguenze della dipendenza da internet</h2>
<p>Le <strong>conseguenze della dipendenza da internet</strong> possono variare da effetti lievi a effetti anche più pesanti. Chi fa un eccessivo utilizzo di Internet può riscontrare apatia, stanchezza, difficoltà ad alzarsi dal letto, modifiche delle abitudini della vita, irascibilità, nervosismo, ansia, agitazione psicomotoria, depressione quando si è off-line, calo del rendimento scolastico o professionale e abbandono dei propri amici e delle proprie relazioni in generale.</p>
<h2>Come uscire dalla dipendenza dal web</h2>
<p><strong>A chi rivolgersi </strong>e <strong>come uscire dalla dipendenza dal web</strong>? Può essere importante rivolgersi a uno specialista nei casi più gravi. L’approccio da utilizzare può essere il medesimo per qualsiasi altro tipo di dipendenza, il cui scopo sarà quello di gestire e controllare gli impulsi. I <strong>rimedi della dipendenza da internet</strong> sono: ridurre gradualmente l’utilizzo di internet individuando delle alternative che possano essere ugualmente gratificanti e aiutare i soggetti coinvolti a recuperare i loro rapporti precedentemente interrotti o persi. Occorre quindi ridurre giornalmente la quantità di tempo trascorsa su internet e cercare di sostituirle con momenti sociali in compagnia di altre persone.</p>
<p>Nei casi più gravi, può essere utile iniziare una <strong>terapia psicologica</strong>.</p>
<h2>Psicologa a Prato e dipendenza dal web</h2>
<p>Come psicologa a Prato tratto casi di <strong>dipendenza dal web su adolescenti e adulti</strong> con terapie volte a sostituire ed eliminare la dipendenza. Per avere informazioni o richiedere un preventivo, <a href="https://www.psicologabeatriceplanas.it/contatti/">scrivimi qui</a>.</p>
<h2>Psicologo online: su whatsapp o in video chiamata</h2>
<p>Se da solo pensi di non riuscire a farcela, se hai <strong>crisi di panico</strong> sempre troppo spesso, ti senti male o hai semplicemente bisogno di parlare con un professionista, ho attivato il servizio “<strong>psicologo online</strong>” che consente a tutti i pazienti di poter parlare con uno <strong>psicologo su whatsapp</strong> o <strong>in video chiamata</strong>.</p>
<p>In un momento così critico è così complesso è normale avere un po’ di cedimento e di debolezza. Io voglio restare vicina a queste persone e continuare a dare il mio contributo dove ce ne bisogno.</p>
<p>Vuoi <a href="https://www.psicologabeatriceplanas.it/contatti/">prenotare una <strong>consulenza psicologica online</strong></a>? Scrivimi e scopri come fare.</p>
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		<title>Cos&#8217;è la psicoterapia e come funziona</title>
		<link>https://www.psicologabeatriceplanas.it/psicoterapia-psicologo-prato/</link>
				<pubDate>Sat, 25 Apr 2020 15:00:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Beatrice Planas]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicologo Prato]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologo online]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologo psicoterapeuta]]></category>
		<category><![CDATA[Studio psicoterapia Prato]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Cos&#8217;è la psicoterapia e cosa fa uno psicoterapeuta? Tutte le domande e le risposte sulla materia. Cosa fa uno psicoterapeuta? Una ...</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p><em>Cos&#8217;è la psicoterapia e cosa fa uno psicoterapeuta? Tutte le domande e le risposte sulla materia.</em></p>
<h2>Cosa fa uno psicoterapeuta?</h2>
<p>Una delle domande che sento più spesso è <strong>cosa fa uno psicoterapeuta</strong>. Lo psicoterapeuta è un laureato in psicologia o medicina, iscritto anche all’ordine professionale degli psicologi o dei medici, che intraprende un corso di specializzazione in psicoterapia riconosciuto dallo Stato di almeno 4 anni. In più, è l’unica figura professionale riconosciuta dallo Stato che può fornire come servizio la <strong>psicoterapia</strong>.</p>
<h2>In cosa consiste la psicoterapia?</h2>
<p>Se vi state chiedendo <strong>in cosa consiste la psicoterapia</strong>, la risposta è da considerarsi un qualcosa di “altro”. Un ambito di pertinenza almeno parzialmente indipendente sia dalle conoscenze psicologiche che da quelle mediche. Essendo la psicoterapia un’area che non si sovrappone come conoscenze né alle scienze psicologiche né a quelle mediche, va considerata come uno strumento conoscitivo indipendente non assimilabile né all’una né all’altra. Infatti, ha un percorso formativo e un titolo professionale proprio.</p>
<h2>Lo psicologo psicoterapeuta può prescrivere farmaci?</h2>
<p>Lo <strong>psicologo psicoterapeuta non può prescrivere farmaci</strong> (non essendo un medico), così come il <strong>medico psicoterapeuta</strong> non può fornire <strong>servizi psicologici. </strong>Questi ultimi infatti (come la terapia psicologica, colloquio psicologico, la somministrazione di test, etc) caratteristici dello psicologo (non essendo infatti uno psicologo non ha le competenze delle scienze psicologiche acquisite durante il corso di laurea di psicologia).</p>
<h2>Come si diventa psicoterapeuti?</h2>
<p>Per capire <strong>come si diventa psicoterapeuti</strong> bisogna frequentare le scuole di specializzazione che permettono l’iscrizione all’<strong>albo degli psicoterapeuti</strong>. Esse sono molte e molto diverse fra loro. Ognuna trae origine da un quadro teorico differente utilizzando tecniche o combinazioni di tecniche che riflettono l’unicità dell’impostazione teorica che rende ciascuna scuola diversa dalle altre. Tale unicità non è fondata su evidenze scientifiche ma sull&#8217;approccio teorico dal quale origina.</p>
<h2>Perché scegliere la psicoterapia?</h2>
<p>Ma quindi <strong>perché scegliere la psicoterapia</strong>? La risposta è da ricercare nella stessa natura umana. Le persone hanno bisogno di sentirsi guardate e pensate. Hanno bisogno di sentire di essere presenti nella mente del curante. Questa è la caratteristica intrinseca della mente umana. Il bisogno di essere in una <strong>relazione emotiva </strong>significativa per poter guardare dentro se stessi e <strong>superare tutte le paure</strong> e i <strong>problemi quotidian</strong>i dell’animo.</p>
<h2>Psicologo Prato e Psicoterapia</h2>
<p>Da oltre 30 anni lavoro come <strong>Psicologo Prato.</strong> Seguo i miei pazienti in un <strong>percorso di psicoterapia e riabilitazione</strong> volto a ritrovare la coscienza del sé e dell’Io per superare tutti i problemi che possono accompagnare le nostre vicissitudini quotidiane.</p>
<p>Problemi di <strong>ansia</strong>, di <strong>autostima</strong>, di <strong>coppia</strong>, di <strong>rabbia</strong>, di <strong>dipendenza</strong>, <strong>paure</strong> e <strong>fobie</strong>…</p>
<p>Se senti di aver bisogno di parlare con qualcuno, scrivimi nella <a href="https://www.psicologabeatriceplanas.it/contatti/">Pagina Contatti</a>.</p>
<h2>Psicologo online su Whatsapp o in videochiamata</h2>
<p>Vista la situazione di emergenza nazionale dovuta alla diffusione del <strong>coronavirus</strong> e alla <strong>solitudine della quarantena</strong>, per continuare ad offrire il mio sostegno alle persone che ne hanno più bisogno ho deciso di attivare il servizio di consulenza <strong>Psicologo online</strong>: lo <strong>psicologo Prato in Videochiamata</strong>. Anche su <strong>whatsapp</strong>.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>&nbsp;</p>
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		<title>Come uscire dalla dipendenza affettiva (amore, amicizia)</title>
		<link>https://www.psicologabeatriceplanas.it/come-uscire-dalla-dipendenza-affettiva-amore-amicizia-genitore/</link>
				<pubDate>Sat, 25 Apr 2020 12:09:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Beatrice Planas]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicologo Prato]]></category>
		<category><![CDATA[Dipendenza affettiva amicizia]]></category>
		<category><![CDATA[Dipendenza affettiva maschile]]></category>
		<category><![CDATA[Dipendenza affettiva sintomi]]></category>
		<category><![CDATA[Dipendenza affettiva soluzioni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.psicologabeatriceplanas.it/?p=2534</guid>
				<description><![CDATA[<p>Ami cosi tanto un’altra persona da non poterne fare a meno? Il solo pensiero di lasciare il tuo o la tua ...</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.psicologabeatriceplanas.it/come-uscire-dalla-dipendenza-affettiva-amore-amicizia-genitore/">Come uscire dalla dipendenza affettiva (amore, amicizia)</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.psicologabeatriceplanas.it">Psicologo Online - Dott.ssa Beatrice Planas | Con 30 anni di esperienza</a>.</p>
]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p><em>Ami cosi tanto un’altra persona da non poterne fare a meno? Il solo pensiero di lasciare il tuo o la tua partner ti manda in crisi? Allora, potresti soffrire di dipendenza affettiva, ma come uscirne? </em></p>
<h2>Dipendenza affettiva: significato</h2>
<p>Il significato delle parole “<strong>dipendenza affettiva</strong>” bisogna ricercarlo nelle <strong>ossessioni</strong>. Essa infatti è un amore morboso e razionale che diventa ossessione. Si instaura tra due persone che hanno un rapporto molto intimo e simbiotico ed è molto difficile capire <strong>come uscire dalla dipendenza affettiva</strong>.</p>
<h2>Come riconoscere la dipendenza affettiva</h2>
<p>Per capire <strong>come riconoscere la dipendenza affettiva</strong> bisogna partire dai simboli. Quali sono le avvisagli e i campanelli di allarme che ci avvertono che siamo dipendenti da qualcuno? Riconoscerli ci aiuterà a prendere consapevolezza del problema, a non trascurarlo, a essere più vigili e attenti verso noi stessi.</p>
<h2>Ma quali sono i sintomi della dipendenza affettiva</h2>
<p>In realtà, quando parliamo di dipendenza affettiva, il termine “<strong>sintomi</strong>” non è propriamente corretto, perché evoca automaticamente la presenza di una malattia. Ma la <strong>dipendenza emotiva</strong> è una malattia? In un certo senso lo è, ma qualcuno potrebbe obiettare che non è fisicamente invalidante né pericoloso. Comunque, <strong>i sintomi della dipendenza affettiva</strong> hanno in comune una cosa: ci dicono che siamo dipendenti da qualcuno o qualcosa, senza la quale ci sembra di morire. Questo significa chi soffre di dipendenza affettiva ha <strong>pensieri ossessivi nei confronti del proprio partner</strong>.</p>
<h2>Dipendenza affettiva cause</h2>
<p>Le <strong>cause della dipendenza affettiva</strong> vanno ricercate in profondità nella persona che ne soffre. La morbosità infatti dipende dal fatto che chi ne soffre e chi la provoca sono in fondo gratificati da questa relazione o comunque pensano che lo saranno in futuro. Per cui, possiamo dire che la dipendenza è causata dalla ricerca di sicurezza personale e la ricerca continua e spasmodica di una protezione, di uno scherno emotivo.</p>
<h2>Dipendenza emotiva e amore</h2>
<p><strong>Dipendenza emotiva e amore</strong> sono due termini molto diversi l’uno dell’altro, che non vanno mai confusi: un conto è vivere una relazione sana, un altro accontentarsi delle briciole. Ma come mi accorgo della differenza? Si tratta di dipendenza e non di amore quando:</p>
<ul>
<li>La relazione è logorante, ma si tenta in tutti i modi di restare uniti</li>
<li>Si ha paura di rimanere soli</li>
<li>Si ha il bisogno eccessivo di avere conferme</li>
<li>Si mettono in secondo piano i propri bisogni</li>
<li>Si accetta che l’altro/a sia geloso/a e possessivo/a</li>
<li>Ci si illude che il proprio partner possa cambiare</li>
<li>Se una relazione dovesse finire, se ne cerca subito un&#8217;altra che la rimpiazzi</li>
</ul>
<h3>La dipendenza emotiva maschile</h3>
<p><strong>La dipendenza emotiva maschile</strong> non si differenzia molto da quella femminile. È più nascosta è più drammatica, se ne parla di meno ed è meno accettata socialmente, quindi in alcuni casi i colpiti ne soffrono di più. Essa dipende dai rapporti che in passato si hanno avuto con i propri genitori. Se la figura materna di riferimento quando si è bambini è un modello negativo, lo sviluppo del piccolo potrebbe presentare qualche problema e sfociare in <strong>rapporti ossessivi con il partner</strong>.</p>
<h3>La dipendenza emotiva femminile</h3>
<p><strong>La dipendenza emotiva femminile</strong> colpisce anche le donne più avvenenti e in gamba, più realizzate a livello professionale e capaci di affrontare le enormi sfide della vita quotidiana. Questo ci fa capire che la patologia ha radici profondamente radicate nella psiche del soggetto che ne soffre, il quale riveste il ruolo di donatore d’amore a senso unico e vede nel rapporto con l’altro l’unico motivo della propria esistenza.</p>
<h3>Dipendenza affettiva in amicizia</h3>
<p><strong>La dipendenza affettiva</strong> può manifestarsi anche <strong>in amicizia</strong>, non per forza bisogna che le persone siano innamorate. Emotivamente le relazioni di <strong>dipendenza tra amici</strong> possono apparire innocue o addirittura salutari, poi però possono condurre a comportamenti dannosi o forme di vera e propria schiavitù, con frequenti attacchi di gelosia e possessività, dove le altre persone sono viste solo come un pericolo e una minaccia per la relazione.</p>
<h2>Come uscire dalla dipendenza affettiva?</h2>
<p>La <strong>psicoterapia</strong> ti aiuta a capire <strong>come uscire dalla dipendenza affettiva</strong>. Di solito richiede un impegno a medio-lungo termine, ma è uno degli approcci più efficaci. Il terapeuta o lo <strong>psicologo</strong> ti aiutano ad analizzare la radice dei tuoi problemi di dipendenza e ti permette di vedere le problematiche di dipendenza così come la <strong>paura dell’abbandono</strong> come derivanti da una relazione morbosa e malata. Prendere coscienza di sé è il primo passo verso la guarigione.</p>
<h2>Psicologo Prato: dipendenza emotiva</h2>
<p>Da oltre trent’anni, come <strong>psicologo a Prato</strong> mi occupo di <strong>dipendenza emotiva</strong> maschile, femminile e in caso di amicizia. Seguo il paziente in un percorso teso a fargli prendere coscienza di sé e del problema, per poter affrontare e superare le sfide di ogni giorno.</p>
<p>Se pensi di essere dipendente da qualcuno <a href="https://www.psicologabeatriceplanas.it/contatti/">non esitare a contattarmi</a>. La mia esperienza di psicoterapeuta a tua completa disposizione.</p>
<h2>Psicologo online &#8211; whatsapp o in video chiamata</h2>
<p>Se hai <strong>crisi di panico</strong> sempre troppo spesso, usufruisce del servizio “<strong>psicologo online</strong>” che consente a tutti di parlare con uno <strong>psicologo su whatsapp</strong> oppure <strong>in video chiamata</strong>.</p>
<p>Hai bisogno di <a href="https://www.psicologabeatriceplanas.it/contatti/">prenotare una <strong>consulenza online</strong></a>? Scrivimi subito!</p>
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		<title>Bassa autostima in amore: cosa fare e come superarla?</title>
		<link>https://www.psicologabeatriceplanas.it/bassa-autostima-in-amore-cosa-fare-come-superarla/</link>
				<pubDate>Sat, 25 Apr 2020 04:36:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Beatrice Planas]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicologo Prato]]></category>
		<category><![CDATA[Bassa autostima in amore]]></category>
		<category><![CDATA[Insicurezza e bassa autostima]]></category>
		<category><![CDATA[Mancanza di autostima]]></category>
		<category><![CDATA[Problemi di autostima come risolverli]]></category>
		<category><![CDATA[Scarsa autostima]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>La bassa autostima in amore non ti permette di vivere al meglio le relazioni? Scopri come fare a superarla! Autostima e ...</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p><em>La bassa autostima in amore non ti permette di vivere al meglio le relazioni? Scopri come fare a superarla!</em></p>
<h2>Autostima e amore</h2>
<p><strong>Autostima e amore</strong> sono legati tra loro dall’inizio alla fine di una storia, perché impedisce di accontentarsi, aumenta la sicurezza dell’approccio, mitiga le aspettative negative e sostiene la convinzione di essere trattati con rispetto e amore. <strong>Per amare qualche bisogna amare prima se stessi</strong>.</p>
<p>La <strong>bassa autostima in amore</strong> non va sottovalutata: crea la <strong>fiducia in sé</strong> che ci permette di amare l’altro e crea anche quell’alone incantatore che ci può rendere irresistibili agli occhi degli altri. Per questo, è fondamentale averla.</p>
<h2>Bassa autostima cause</h2>
<p>L’esperienza come <strong>Psicologo Prato</strong> mi ha fatto capire che le <strong>cause di</strong> <strong>bassa autostima </strong>affondano le radici nell’infanzia. Subito a scuola e in famiglia ci viene insegnato a paragonarci a qualcun altro, un modello ideale nei confronti del quale inevitabilmente ci sentiamo inferiori. In più, sempre da bambini impariamo a giudicarci sulla base dei giudizi altrui, soprattutto i nostri genitori.</p>
<p><strong>Se l’argomento ti interessa, leggi anche <a href="https://www.psicologabeatriceplanas.it/problemi-di-bassa-autostima-psicologo-prato/">PROBLEMI DI BASSA AUTOSTIMA: COME AMARSI DI PIÙ</a></strong></p>
<h2>Bassa autostima e tradimento</h2>
<p>Subire un tradimento è un colpo molto forte alla propria autostima e potrebbe arrivare a minare l’equilibrio costruito, in relazione ma soprattutto con se stessi. La persona che lo subisce, infatti, si ritrova come proiettata in un’altra realtà, dove deve fare i conti con un forte senso di smarrimento e di vuoto. Si ha come l’impressione che la propria esistenza perda di significato, cambiano i rapporti di fiducia che si erano difficilmente instaurati con il proprio partner. <strong>Bassa autostima e tradimento</strong> si alimentano a vicenda.</p>
<p>Inevitabilmente i rapporti non possono più essere gli stessi: la <strong>fiducia in se stessi</strong> e negli altri entra in crisi e suscita sentimenti di <strong>autovalutazione</strong>. Ci disprezziamo perché a volte iniziamo a pensare che la colpa è anche se nostra, che se fossimo stati diversi da come siamo forse le cose sarebbero andate diversamente.</p>
<p>In alcuni casi, la <strong>bassa autostima in amore</strong> dovuta a un <strong>tradimento</strong> <strong>può portare anche alla</strong> <strong>depressione</strong>.</p>
<h2>Essere se stessi in amore</h2>
<p>Una regola fondamentale per <strong>essere felici con gli altri</strong> è <strong>essere se stessi in amore</strong>, <strong>stare bene col proprio corpo</strong> e <strong>avere un’alta percezione di sé</strong>. Non dimenticatelo: per amare bisogna prima di ogni cosa amarsi. Perché quando manca l’amor proprio, siamo come degli estranei e iniziano i <strong>problemi di autostima</strong>. In questo caso, le relazioni che instauriamo con gli altri non sono completamente sincere e tendiamo a creare dei vincoli che non ci apportano nessun vantaggio.</p>
<p><strong>PER APPROFONDIRE, LEGGI: <a href="https://www.psicologabeatriceplanas.it/insicurezza-in-amore-cause-comportamento-come-combatterla/">INSICUREZZA IN AMORE, CAUSE, COMPORTAMENTO E COME COMBATTERLA</a> </strong></p>
<p>Come risolvere i problemi di bassa autostima</p>
<p>Per capire <strong>come risolvere i problemi di bassa autostima</strong> <strong>in amore </strong>e nella vita bisogna mettersi in gioco e uscire dalla propria confort-zone, lo spazio vitale dove risiedono tutte le attività che minimizzano stress e rischio. La prima cosa che dobbiamo fare è <strong>imparare ad accettarci così come siamo</strong>, con i nostri pregi e difetti, con i nostri limiti, le nostre paure, il nostro status sociale, il nostro aspetto fisico. Dobbiamo concentrarci su quello che noi vogliamo per noi stessi, senza pensare agli altri. Questo potrebbe servirci per il passaggio successivo: riappropriarsi di una buona immagine di sé: bisogna aprire una profonda riflessione con il nostro io e smetterla di auto-svalutarsi.</p>
<p><strong>Per avere un punto di vista più approfondito sull’argomento leggi: <a href="https://www.psicologabeatriceplanas.it/bassa-autostima-cause-sintomi-rimedi/">BASSA AUTOSTIMA: CAUSE E RIMEDI</a></strong></p>
<h2>Psicologo Prato: bassa autostima in amore</h2>
<p>Come <strong>Psicologo Prato</strong>, tratto i <strong><a href="https://www.psicologabeatriceplanas.it/services/problemi-di-autostima/">problemi di bassa autostima</a></strong> attraverso un percorso volto a rivalutare se stessi, per permettere alle persone di tornare ad amarsi o imparare a farlo.</p>
<p>Se hai bisogno di un consulto o anche solo se vuoi parlare con un professionista, <a href="https://www.psicologabeatriceplanas.it/contatti/">scrivimi</a>.</p>
<h2>Psicologo online: su whatsapp o in video chiamata</h2>
<p>Se da solo pensi di non riuscire a farcela, se hai <strong>crisi di panico</strong> sempre troppo spesso, ti senti male o hai semplicemente bisogno di parlare con un professionista, ho attivato il servizio “<strong>psicologo online</strong>” che consente a tutti i pazienti di poter parlare con uno <strong>psicologo su whatsapp</strong> o <strong>in video chiamata</strong>.</p>
<p>Vuoi <a href="https://www.psicologabeatriceplanas.it/contatti/">prenotare una <strong>consulenza psicologica online</strong></a>? Scrivimi e scopri come fare.</p>
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		<title>San Valentino in coppia: come comportarsi alla festa degli innamorati</title>
		<link>https://www.psicologabeatriceplanas.it/san-valentino-in-coppia-come-comportarsi-festa-degli-innamorati/</link>
				<pubDate>Fri, 24 Apr 2020 12:47:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Beatrice Planas]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicologo Prato]]></category>
		<category><![CDATA[Attenzioni verso il partner]]></category>
		<category><![CDATA[Regali al partner]]></category>
		<category><![CDATA[Rimpiangere un amore passato]]></category>
		<category><![CDATA[San Valentino in coppia]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Chi dice che San Valentino è il giorno dell’anno in cui dobbiamo essere perfetti con il nostro partner? Per voi, una ...</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.psicologabeatriceplanas.it/san-valentino-in-coppia-come-comportarsi-festa-degli-innamorati/">San Valentino in coppia: come comportarsi alla festa degli innamorati</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.psicologabeatriceplanas.it">Psicologo Online - Dott.ssa Beatrice Planas | Con 30 anni di esperienza</a>.</p>
]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p><em>Chi dice che San Valentino è il giorno dell’anno in cui dobbiamo essere perfetti con il nostro partner? Per voi, una guida su come comportarsi alla festa degli innamorati. </em></p>
<h2>Storia della festa di San Valentino</h2>
<p>La <strong>storia della Festa di San Valentino</strong> ha radici profonde. Esattamente, nell&#8217;Antica Roma si celebrava la <strong>Festa dei Lupercalia</strong> il 15 febbraio, riti di fertilità apparentemente in contrasto con la morale e l’idea di amore cristiano. In particolare, durante le celebrazioni, le matrone romane si offrivano, spontaneamente e per strada, alle frustate di un gruppo di giovani nudi devoti a Luperco.</p>
<p>Papa Gelasio I mise fine ai Lupercalia e spostò le celebrazioni al giorno prima, il 14 Febbraio, dedicato a <strong>San Valentino</strong>, facendolo diventare il <strong>protettore degli innamorati</strong>.</p>
<h2>I consigli dello psicologo per una bella esperienza di coppia a San Valentino</h2>
<p>Il <strong>giorno di San Valentino</strong> per molte persone è alquanto impegnativo. <strong>Chi ha una storia d’amore </strong>si sente obbligato di vivere un giorno all&#8217;insegna dell’amore, ignorando anche tutte le divergenze che <strong>in coppia</strong> si possono creare anche <strong>a San Valentino</strong>. Chi invece non ha ancora trovato un partner, e vorrebbe averlo, si trova a dover gestire la <strong>tristezza per la solitudine</strong> oppure il <strong>rimpianto per una relazione perduta</strong>.</p>
<p>Per aiutarvi a gestire al meglio questa occasione, leggete questi <strong>consigli</strong> <strong>della</strong> <strong>vostra psicologa di Prato</strong> <strong>per una bella esperienza di coppia a San Valentino</strong>.</p>
<h3>San Valentino in coppia: non aspettatevi il regalo della vita o il gesto più romantico di sempre</h3>
<p><strong>Aspettarsi il regalo della vita o un gesto romantico</strong> è costruire delle aspettative che potrebbero essere disattese. In più, è ingiusto pensare solo a fare un regalo stupefacente oppure sperare che l’altro abbia capito cosa vorremmo. Se la storia d’amore c’è, allora, il consiglio è quello di godersi il tempo insieme con allegria, pensando solo all&#8217;altra persona. Questo è l’unico modo di <strong>trascorrere un bel San Valentino in coppia. </strong></p>
<h3>Il sesso a San Valentino non deve essere migliore del solito</h3>
<p>Non bisogna preoccuparsi di offrire prestazioni sessuali indimenticabili solo perché è il 14 febbraio. <strong>Il sesso a San Valentino non deve essere migliore del solito</strong>. Le preoccupazioni per il “rendimento”, infatti, non fanno che aumentare le ansie in una situazione in cui invece dovremmo essere rilassati e tranquilli.</p>
<h3>San Valentino in coppia: non affliggiamo il partner</h3>
<p>Nel <strong>giorno degli innamorati</strong>, evitiamo le scenate e i pianti perché la nostra vita è diversa da quella che ci aspettavamo. Soprattutto non accusiamo l’altro del nostro stato d’animo e delle sue manchevolezze. Trascorrere il <strong>giorno di san Valentino</strong> <strong>in coppia</strong> significa essere tolleranti e speranzosi.</p>
<h3>Se litighiamo il giorno di San Valentino</h3>
<p><strong>Se litighiamo il giorno di San Valentino</strong> oppure se la nostra storia è già impantanata da un po’, si può chiedere una tregua momentanea. Con l’accordo di vestirci bene, evitare i problemi per almeno 24 ore e comportarci come se fosse il primo appuntamento. Una pausa dalla conflittualità può migliorare una situazione magari stagnante.</p>
<h3>Se siamo single a San Valentino</h3>
<p>Essere <strong>single a San Valentino</strong> non è poi così brutto. Godiamoci la sensazione di libertà: dai <strong>regali al partner</strong> alle cerimonie, dalle discussioni inevitabili se siamo in coppia… insomma possiamo comunque prenderci un giorno e dedicarlo a noi stessi, nella più completa tranquillità.</p>
<h3>Se rimpiangiamo un amore passato</h3>
<p><strong>Rimpiangere un amore passato</strong> è sbagliato. Ed è ancora più scorretto se questo accade proprio il giorno di San Valentino. Bisogna voltare pagina e predisporsi a una nuova relazione, altrimenti essa non arriverà mai.</p>
<h3>Parliamo al nostro partner</h3>
<p>Trascorrere <strong>San Valentino in coppia</strong> significa anche che se siamo felici, dobbiamo farlo sapere al nostro partner. Ringraziamolo per la sua presenza nella nostra vita e proponiamo attività che sappiamo possano piacergli. Sintonizziamoci con la sua mente e… divertiamoci come non mai. Sono questi gli ingredienti per rendere questo giorno indimenticabile.</p>
<h2>Attenzioni verso il partner… tutti i giorni dell’anno</h2>
<p>Comunque concentrare tutte le proprie risorse per far felice il proprio compagno/a solo nel giorno di San Valentino è sbagliato. Le <strong>attenzioni verso il partner</strong> dovrebbero esserci sempre: <strong>amatelo tutti i giorni dell’anno</strong>, perché l’amore, quello vero, non lo si dimostra solo il 14 di febbraio, ma i restanti 364 giorni.</p>
<p>Siamo tutti affascinati dall&#8217;atmosfera densa di cuori e di sentimentalismo, ma è nel corso della vita normale che si dimostra al proprio partner tutto l’amore che proviamo per lui/lei.</p>
<h2>Consigli per San Valentino &#8211; Psicologo a Prato</h2>
<p>Negli anni in cui ho lavorato come <strong>Psicologo a Prato</strong>, il giorno di <strong>San Valentino</strong> ha rappresentato per molto dei miei pazienti un muro invalicabile, fonte di molte sofferenze. Insieme, però, siamo riusciti a costruirci una corazza difficile da scalfire. Attraverso la <strong>psicologia</strong>, abbiamo trasformato il giorno di San Valentino in un giorno qualunque. E siamo riusciti a portare la nostra vita a un livello più alto di comprensione e di felicità.</p>
<p>Non bisogna che pensare che è obbligatorio trascorrere il giorno di <strong>San Valentino in coppia</strong>! Da soli si può essere felici allo stesso modo.</p>
<p>Ad ogni modo, se pensi di aver bisogno di supporto, <a href="https://www.psicologabeatriceplanas.it/contatti/">scrivimi</a>.</p>
<h2>Psicologo online</h2>
<p>Vuoi <a href="https://www.psicologabeatriceplanas.it/contatti/">prenotare una <strong>consulenza psicologica online</strong></a>? Scrivi a lo <strong>Psicologo Online</strong> e scopri come fare.</p>
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		<title>Depressione ansiosa: sintomi e terapia</title>
		<link>https://www.psicologabeatriceplanas.it/depressione-ansiosa-sintomi-terapia/</link>
				<pubDate>Fri, 24 Apr 2020 04:56:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Beatrice Planas]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicologo Prato]]></category>
		<category><![CDATA[Ansia e depressione]]></category>
		<category><![CDATA[Combattere la depressione]]></category>
		<category><![CDATA[Curare la depressione]]></category>
		<category><![CDATA[Depressione ansiosa]]></category>
		<category><![CDATA[Differenza tra ansia e depressione]]></category>
		<category><![CDATA[Quali sono i sintomi della depressione ansiosa]]></category>
		<category><![CDATA[Sintomi depressione ansiosa]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Quando l’ansia e la depressione viaggiano insieme la vita può diventare molto difficile. Scopri di più sui sintomi e su come ...</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p><em>Quando l’ansia e la depressione viaggiano insieme la vita può diventare molto difficile. Scopri di più sui sintomi e su come vincere la depressione ansiosa. </em></p>
<h2>Psicologo online: cos’è la depressione ansiosa?</h2>
<p>I consigli dello <strong>psicologo online</strong> per capire <strong>cos’è la depressione ansiosa</strong>, bisogna prima comprendere e distinguere le differenze con i principali disturbi che la caratterizzano. <strong>L’<a href="https://www.psicologabeatriceplanas.it/come-combattere-ansia-rimedi-naturali-farmacologici-umani/">ansia</a> e la <a href="https://www.psicologabeatriceplanas.it/come-combattere-depressione-cura-testimonianze/">depressione</a></strong>.</p>
<p>La prima è uno stato psicologico caratterizzato da uno stato di allerta senza che ce ne sia reale motivo, questo tramuta l’ansia in un’attesa infinita che logora mentalmente e fisicamente.</p>
<p>La depressione invece è uno stato patologico caratterizzato da <strong>umore disforico</strong>, <strong>apatia</strong> e <strong>abulia</strong>.</p>
<p>Quando queste due condizioni si manifestano insieme abbiamo a che fare con il <strong>disturbo ansioso depressivo misto</strong>.</p>
<h2>Sintomi depressione ansiosa</h2>
<p>Il DSM-IV considera il <strong>disturbo ansioso depressivo</strong> un quadro patologico a sé stante, anche se è molto difficile riconoscerlo. I <strong>sintomi della depressione ansiosa</strong> fondamentalmente sono:</p>
<ul>
<li>Umore disforico continuato per almeno un mese</li>
<li>Difficoltà di concentrarsi e di memoria</li>
<li>Bassa autostima e pessimismo, irritazione e facilità al pianto</li>
</ul>
<p>Questi sintomi hanno una ricaduta sugli impegni della vita quotidiana. Il disturbo ha un’incidenza del 2% e nel quadro clinico incidono molto: lo status sociale, la storia famigliare, eventuali traumi infantili e bassa autostima.</p>
<p>Sintomi fisici depressione ansiosa</p>
<p>Irritabilità, irrequietezza, cefalee, disturbi del sonno, ansia, senso di vuoto. Questi sono alcuni dei <strong>sintomi fisici della depressione ansiosa </strong>più comuni.</p>
<h2>Differenza tra ansia e depressione</h2>
<p>Per capire la <strong>differenza tra ansia e depressione</strong> bisogna conoscere molto bene come funzionano entrambi i disturbi. Con un esempio, possiamo dire che entrambi, sia il <strong>depresso</strong> che l’<strong>ansioso</strong>, possono arrivare a pensare di “non poter fare nulla di buono”. Tuttavia, mentre per il depresso questo dipende dalla mancanza totale di speranza o interesse, per l’ansioso invece è dovuto alla sensazione perenne che accadrà qualcosa di brutto da un momento all’altro.</p>
<p>Inoltre la <strong>persona depressa</strong> si considera inferiore agli altri e smette di avere anche cura delle cose che un tempo lo interessavano, come la famiglia o i figli. La <strong>persona ansiosa</strong> non perde mai l’interesse, ma è <strong>prigioniero delle sue paure</strong>.</p>
<h2>Psicologo Prato: Terapia</h2>
<p>Vista la natura mista di questo particolare tipo di disturbo, come <strong>Psicologo Prato</strong> posso dire che non è neanche così semplice capire <strong>come vincere la depressione ansiosa</strong>.</p>
<p>Le ultime ricerche hanno portato a orientarsi verso un tipo ti approccio neuro-scientifico che consiste nell’individuare <strong>cosa accomuna ansia e depressione</strong> in termini di squilibrio cognitivo ed emotivo.</p>
<p>La <strong>terapia per vincere i sintomi della depressione ansiosa</strong> è volta a far emergere i meccanismi di ragionamento del paziente, per poterli gestire coscientemente. Egli viene aiutato infatti a capire quando si attiva la sfera cognitiva e quando quella emotiva, in modo da permettergli di raggiungere un equilibrio sano tra le due sfere.</p>
<h2>Psicologo Prato: depressione ansiosa</h2>
<p>Se hai bisogno di uno <strong>Psicologo Prato</strong>, sono a tua disposizione per qualsiasi dubbio. Insieme possiamo intraprendere un percorso di cura che insegnerà al paziente ad <strong>uscire dalla depressione ansiosa</strong>.</p>
<p><a href="https://www.psicologabeatriceplanas.it/contatti/">Contattami senza impegno</a>.</p>
<h2>Psicologo online: su whatsapp o in video chiamata</h2>
<p>In un momento così critico è così complesso è normale avere un po’ di cedimento e di debolezza. Io voglio restare vicina a queste persone e continuare a dare il mio contributo dove ce ne bisogno. Per questo ho attivato il servizio &#8220;<strong>Psicologo Online&#8221; </strong>per offrire <strong>consulenza psicologica su whatsapp,</strong> in <strong>chat</strong> o in <strong>video chiamata</strong>.</p>
<p>Vuoi <a href="https://www.psicologabeatriceplanas.it/contatti/">prenotare una <strong>consulenza psicologica online</strong></a>? Scrivimi e scopri come fare.</p>
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										</item>
		<item>
		<title>Insicurezza in amore: cause, comportamento e come combatterla?</title>
		<link>https://www.psicologabeatriceplanas.it/insicurezza-in-amore-cause-comportamento-come-combatterla/</link>
				<pubDate>Thu, 23 Apr 2020 18:51:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Beatrice Planas]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicologo Prato]]></category>
		<category><![CDATA[Come combattere l'insicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[Insicurezza cronica]]></category>
		<category><![CDATA[Insicurezza e autostima]]></category>
		<category><![CDATA[Insicurezza e bassa autostima]]></category>
		<category><![CDATA[Insicurezza e depressione]]></category>
		<category><![CDATA[Insicurezza patologica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.psicologabeatriceplanas.it/?p=2488</guid>
				<description><![CDATA[<p>Hai mai pensato di non essere abbastanza per il tuo partner? Potresti soffrire di insicurezza in amore: scopri come riconoscerla e ...</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.psicologabeatriceplanas.it/insicurezza-in-amore-cause-comportamento-come-combatterla/">Insicurezza in amore: cause, comportamento e come combatterla?</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.psicologabeatriceplanas.it">Psicologo Online - Dott.ssa Beatrice Planas | Con 30 anni di esperienza</a>.</p>
]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><em>Hai mai pensato di non essere abbastanza per il tuo partner? Potresti soffrire di insicurezza in amore: scopri come riconoscerla e superarla.</em></p>
<h2>Insicurezza in amore cause</h2>
<p>Innamorarsi e voler bene a qualcuno è come donare e condividere la parte più intima di se stessi a un altro uomo o un’altra donna. Se non si è preparati e soprattutto disposti ad accettare le proprie debolezze e quelle del partner, la relazione è destinata a deteriorarsi a poco a poco.</p>
<p>Ecco perché molte persone fanno fatica e si trovano a provare una forte <strong>insicurezza di coppia</strong>. La coppia invece dovrebbe essere un luogo sicuro, dove mostrarsi senza riserve e senza preoccupazioni. Se ciò non è possibile, la relazione inizierà ad avvelenarsi. Se ci sono delle <strong>cause dell’insicurezza in amore</strong>, quindi, sono tutte da attribuire a se stessi, quasi mai all&#8217;altro.</p>
<h3>Insicurezza e bassa autostima</h3>
<p>Per amare qualcuno bisogna innanzitutto conoscersi bene ed essere capaci di amare se stessi e di accettare tutti i propri difetti. <strong>Insicurezza e bassa autostima</strong>, infatti, si leggono quasi come sinonimi. Questo perché l’autostima bassa condiziona l’amore: ci fa vivere in un’atmosfera densa di emozioni negative, generalmente attanagliata dalla <strong>paura di perdere l’amato</strong> o di <strong>essere lasciati</strong> e <strong>abbandonati</strong> e scatenando una serie di comportamenti deleteri come <strong>gelosia</strong> e accondiscendenza che portano l’amato a fuggire. Un circolo vizioso che si morde la coda… e che ci fa stare davvero male.</p>
<h2>Psicologo online: Persone insicure che vogliono far sentire insicuri gli altri</h2>
<p>Alla luce di quello che ci siamo detti, cosa pensa lo <strong>Psicologo Online</strong> su come si riconosce <strong>l’insicurezza</strong> e le <strong>persone insicure</strong>? Spesso, infatti, esse nascondono la propria insicurezza dietro un atteggiamento sprezzante e di superiorità nei confronti degli altri, quasi narcisistico. Non lo fanno per mancanza di umiltà, ma quello che Alfred Adler ha nominato “complesso di inferiorità”. Lo psicologo dice che le persone che si sentono insicure in amore e nella vita tendono a sublimare questo comportamento con una lotta per la sopravvivenza, dove trovo pace solo se riesco a rendere infelici gli altri.</p>
<h3>Uomo insicuro comportamento</h3>
<p>L’<strong>uomo insicuro </strong>assume un <strong>comportamento</strong> irrazionale, si perde in preoccupazioni inutili, nate dagli scenari drammatici che crea nella sua mente e che gli avvelenano i pensieri. Pensa di non avere le qualità adatte a farsi amare, di non essere abbastanza bello, abbastanza “uomo”, abbastanza ricco, attraente, simpatico, ecc… Questo lo porta a pensare che le persone intorno sono più adatte per il / la suo partner. Di conseguenza, entrano in gioco diversi fattori come la possessività o il ritirarsi in se stessi.</p>
<h3>Donne insicure</h3>
<p>Non c’è molta differenza tra l’atteggiamento delle <strong>donne insicure</strong> in amore e quello degli <strong>uomini insicuri</strong>. Entrambi odiano se stessi e hanno paura di perdere il proprio partner. Per questo adottano una serie di atteggiamenti deleteri che li portano ad avere numerosi e importanti problemi di coppia.</p>
<p>Una donna insicura è una donna che vuole controllare ogni cosa, arrivando però a soffocare la relazione. L’essere difensivi contro un pericolo infatti va bene se il pericolo è reale, ma se non lo è non fa altro che danneggiarci.</p>
<h2>Depressione e insicurezza</h2>
<p>Tra <strong>ansia</strong>, <strong>depressione e insicurezza</strong> corre un filo molto labile e sottile. Le persone con <strong>insicurezza dovuta all’ansia sociale</strong>, per esempio, a causa della <strong>bassa autostima</strong> non riescono a rivolgersi agli altri con serenità e ottimismo. Nonostante abbiano un forte desiderio di allacciare nuovi rapporti, si ritrovano con pochissime relazioni sociali, cosa che aumenta a dismisura il loro senso di <strong>insicurezza nella coppia</strong> e di inferiorità. Questa situazione il più delle volte può dar vita a stadi depressivi, che sarà difficile poi affrontare e superare a muso duro.</p>
<h2>Come combattere l’insicurezza</h2>
<p>A questo punto del nostro discorso viene spontaneo farsi una domanda: <strong>come combattere l’insicurezza</strong> <strong>in amore</strong>? Bisogna lavorare molto su se stessi, cercando di accettarsi per ciò che si è veramente, senza volersi per forza cambiare. Bisogna ancora ammettere che la vita, il mondo e l’universo non possono essere governati dalla perfezione, perciò tutto quello che possiamo fare è pensare in maniera positiva e senza paure. Una storia d’amore può terminare, a volte possiamo essere traditi: ma non è a causa nostra che accadono queste cose, semplicemente accadono, perché la vita è così: varia e imprevedibile.</p>
<p>Nei lunghi anni di esperienza come psicologa a Prato ho capito che se riusciamo a comprendere questo, possiamo veramente sconfiggere l’insicurezza.</p>
<h2>Insicurezza cronica o sindrome dell&#8217;impostore</h2>
<p>A volte ci sono persone che si sentono insicure anche quando ottengono risultati soddisfacenti, perché iniziano a pensare di non meritarli e continuano a provare una profonda insicurezza. In questi casi, si parla di <strong>insicurezza cronica</strong> o <strong>sindrome dell’impostore</strong>. Le persone affette non vogliono accettare che i traguardi raggiunti sono merito della loro intelligenza e delle loro abilità e si convincono che siano dovuti al caso o alla fortuna. Questo tipo di insicurezza deve essere superata, perché può portare a lungo andare a scompensi emotivi molti forti, fino ad arrivare alla depressione.</p>
<h2>Psicologa a Prato Insicurezza in Amore</h2>
<p>Come <strong>psicologa a Prato</strong> infatti seguo diverse persone che soffrono di <strong>insicurezza in amore</strong>. Insieme a loro individuiamo un cammino da percorrere per il superamento dei limiti imposti dalla propria autostima e per riscoprire un volto nuovo, e felice, di se stessi.</p>
<p>Se sei interessato a scoprirne di più, <a href="https://www.psicologabeatriceplanas.it/contatti/">richiedi un preventivo gratuito.</a></p>
<h2>Psicologo online in video o chat whatsapp</h2>
<p>Se hai bisogno di uno <strong>Psicologo Online</strong> in <strong>video</strong> o <strong>chat</strong> <strong>whatsapp</strong>, <a href="https://www.psicologabeatriceplanas.it/contatti/">prenota una <strong>consulenza psicologica online. </strong></a></p>
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		<title>Cerchi psichiatri, psicoterapeuti o psicologi a Prato?</title>
		<link>https://www.psicologabeatriceplanas.it/cerchi-psichiatri-psicoterapeuti-psicologi-a-prato/</link>
				<pubDate>Thu, 23 Apr 2020 12:41:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Beatrice Planas]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicologo Prato]]></category>
		<category><![CDATA[Bravo psicologo a Prato]]></category>
		<category><![CDATA[Differenza psicologo psichiatra]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologo psicoterapeuta]]></category>
		<category><![CDATA[Studio psicoterapia Prato]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Sei alla ricerca di psicoterapeuti o psicologi a Prato? Ma come si fa a capire qual è quello giusto? Una semplice ...</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p><em>Sei alla ricerca di psicoterapeuti o psicologi a Prato? Ma come si fa a capire qual è quello giusto? Una semplice guida, per chi ha bisogno di un aiuto concreto. </em></p>
<h2>Come trovare il giusto psicologo a Prato</h2>
<p>Ci sono momenti nella vita in cui sentiamo il bisogno di ricevere aiuto da una persona di cui ci fidiamo. I motivi possono essere vari. Magari abbiamo bisogno di fare un bilancio delle esperienze vissute oppure vogliamo parlare delle paure che ci legano a un nostro progetto futuro. Forse la fatica, il disagio, il malessere che ci ha provocato un avvenimento particolare sono cresciuti e non siamo più in grado di gestirle. Insomma, adesso ci troviamo in un momento in cui abbiamo bisogno di scegliere il professionista che faccia per noi. Ma <strong>come trovare il giusto psicologo a Prato</strong>?</p>
<h2>Guida alla scelta del migliore tra gli psicologi a Prato</h2>
<p><strong>Psicologo o psichiatra</strong>? <strong>Psicoterapeuta o Psicanalista</strong>? Quando si parla di professionisti della psicologia c’è sempre una gran confusione. <strong>Che differenza c’è</strong>? Come faccio a trovare <strong>a Prato lo psicologo giusto</strong> per le mie necessità?</p>
<p>In questa guida, cercherò di spiegarvi le differenze che esistono tra le diverse figure professionali in questione, per capire quale tra gli <strong>psicologi di Prato</strong> sia quello che fa al caso vostro.</p>
<h2>Cosa fa uno psicologo?</h2>
<p>Lo <strong>psicologo</strong> è un laureato in psicologia, che ha seguito un corso universitario di cinque anni e ha conseguito l’abilitazione superando l’esame di stato e iscrivendosi all&#8217;albo professionale.</p>
<h3>Psicologi a Prato: come capire quando ne ho bisogno</h3>
<p>Hai <strong>bisogno di uno psicologo</strong> quando vuoi monitorare lo stato generale del tuo benessere o per avere supporto in un momento difficile della tua vita. L’inizio di un nuovo lavoro, l’ingresso scolastico di tuo figlio, un matrimonio, una gravidanza, un lutto. In ogni caso, lo psicologo saprà se intervenire direttamente oppure se indirizzarti verso uno specialista differente.</p>
<h2>Psicologi e dottori in scienze psicologiche: differenze</h2>
<p>I <strong>dottori in scienze psicologiche</strong> non si possono annoverare tra <strong>gli psicologi</strong>. A differenza di questi, infatti, i dottori hanno conseguito lauree triennali e possono svolgere la loro attività solo sotto la supervisione di uno psicologo.</p>
<p>È utile farsi seguire da loro quando hai bisogno di realizzare progetti formativi diretti a promuovere lo sviluppo delle potenzialità della crescita personale e di integrazione sociale. Inoltre, i dottori in scienze psicologiche possono aiutarti a facilitare i processi di comunicazione.</p>
<h2>Cosa fa uno psicoterapeuta?</h2>
<p>Uno <strong>psicoterapeuta</strong> è un laureato in psicologia o in medicina e chirurgia e ha conseguito una laurea di specializzazione in psicoterapia, frequentando un corso quadriennale dopo la laurea.</p>
<p>Quando desideri fare <strong>psicoterapia</strong>. Se hai bisogno di curare l’ansia, l’insonnia, la depressione, i disturbi di personalità o di carattere, gli attacchi di panico, lo stress, le fobie, i disturbi dell’alimentazione (come anoressia, bulimia, ecc). Quando hai difficoltà a relazionarti con gli altri, ad affermarti professionalmente oppure quando hai problemi di coppia o disturbi della sessualità.</p>
<h2>Chi è lo psicoanalista?</h2>
<p>Lo psicoanalista è un laureato in <strong>psicologia</strong> o in medicina che ha seguito un training personale di tipo psicoanalitico. Cioè, lui stesso è stato paziente per moltissimi anni, ha curato i propri disturbi e ha appreso le tecniche per curare altre persone. La <strong>psicoanalisi</strong> non si preoccupa solo di risolvere i sintomi, ma vuole ricercarne le cause profonde, probabilmente perse nella nostra memoria.</p>
<h2>Cosa fa uno psichiatra?</h2>
<p>Uno <strong>psichiatra</strong> è un laureato in medicina e chirurgia che ha eseguito una specializzazione in psichiatria ed è iscritto all&#8217;albo nazionale degli psichiatri. Questo significa che può <strong>prescrivere farmaci</strong>. Di solito però gli psichiatri non sono disponibili o competenti a seguire un percorso di psicoterapia. Per questo in linea generale è auspicabile che psichiatri e psicologi lavorino insieme, seguendo il paziente, ognuno relativamente al proprio settore di competenza.</p>
<p>Si ricorre a uno psichiatra soprattutto in presenza di disturbi come schizofrenia, autismo o depressione maggiore. Quando, cioè, risulta indispensabile la prescrizione dei farmaci per il mantenimento dell’equilibrio psichico della persona.</p>
<h2>Chi è il neurologo?</h2>
<p>Il <strong>neurologo</strong> è un laureato in medicina e specializzato in neurologia, che si occupa dei disturbi del sistema nervoso centrale e periferico, come il morbo di Parkinson, di Alzheimer, di ictus, sclerosi multipla, epilessia, malattie ereditarie, ecc.</p>
<h2>Psicologi Prato: dove trovarli</h2>
<p>Se hai bisogno di cercare un <strong>professionista in psicologia</strong>, internet ci viene in aiuto. Una veloce ricerca di “<strong>psicologi Prato</strong>” su Google può già farci avere un’idea di quelli che sono gli esperti in circolazione.</p>
<p>Trovare quello giusto, però, potrebbe non essere così semplice. Soprattutto perché bisogna fidarsi del proprio terapista, per poter superare i problemi che ci affliggono. Iniziare a parlare con qualcuno, è la prima cosa da fare.</p>
<p>Se sei arrivato qui è perché probabilmente c’è qualcosa che ti turba nella testa. Io sono una <strong>psicoterapeuta</strong> e <strong>psicologa</strong> che lavora a <strong>Prato</strong>. Se pensi che possa essere la persona che stai cercando, puoi fidarti del mio lavoro e della mia <strong>esperienza</strong>.</p>
<p><a href="https://www.psicologabeatriceplanas.it/contatti/">Contattami, parlami del tuo problema e capiremo come risolverlo</a>.</p>
<h2>Psicologo online: su whatsapp o in video chiamata</h2>
<p>Se ne hai bisogno, sappi che ho attivato il servizio “<strong>psicologo online</strong>” che consente a tutti i pazienti di poter parlare con uno <strong>psicologo su whatsapp</strong> o <strong>in video chiamata</strong>.</p>
<p>Vuoi <a href="https://www.psicologabeatriceplanas.it/contatti/">prenotare una <strong>consulenza psicologica online</strong></a>? Scrivimi e scopri come fare.</p>
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		<title>Consigli per la quarantena &#8211; come gestire il periodo in isolamento sociale</title>
		<link>https://www.psicologabeatriceplanas.it/psicologo-prato-consigli-per-quarantena/</link>
				<pubDate>Thu, 23 Apr 2020 04:54:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Beatrice Planas]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicologo Prato]]></category>
		<category><![CDATA[Ansia e depressione]]></category>
		<category><![CDATA[Gestire l'ansia]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologo in videochiamata Whatsapp]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>I consigli dello psicologo Prato per affrontare al meglio la quarantena e renderla meno dannosa possibile. Non è di certo una ...</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p><em>I consigli dello psicologo Prato per affrontare al meglio la quarantena e renderla meno dannosa possibile.</em></p>
<p>Non è di certo una novità, lo sappiamo tutti perché lo stiamo vivendo sulla nostra pelle. È in atto una cosa mai vista prima, la diffusione di un <strong>virus estremamente contagioso</strong> e pericoloso per l’equilibrio del <strong>sistema sanitario nazionale</strong>, messo in crisi da un numero sempre più crescente di persone che necessitano di essere intubati in <strong>terapia intensiva</strong>. Ma le autorità hanno stretto il pugno: <strong>quarantena per tutta l’Italia</strong>, nessuno esca da casa se non per reali motivi di salute o per acquistare beni di prima necessità.</p>
<p>È un consiglio che deve essere seguito: perché se restiamo a casa e <strong>rispettiamo la</strong> <strong>quarantena</strong>, tutto andrà bene.</p>
<h2>Consigli per la quarantena dello Psicologo Online</h2>
<p>Per alcune persone, l’idea di una quarantena è buona al punto da sembrare una specie di strano sogno diventato realtà. Per altri, l’idea di essere tagliati fuori dal mondo esterno, da soli o con pochi familiari stretti, è fonte di terrore puro.</p>
<p>Quando le persone rimangono bloccate <strong>in casa per lunghi periodi di tempo</strong>, possono arrivare a sentire quasi di “<strong>impazzire</strong>”. Per questo, ho deciso di lasciarvi i <strong>consigli per la quarantena </strong>dello<strong> Psicologo Online</strong>, con l’auspicio che possa esservi d’aiuto.</p>
<h3>1. Rafforza le tue difese immunitarie</h3>
<p>La ricerca sugli effetti della solitudine suggerisce che quando le persone mancano di connessioni sociali hanno maggiori probabilità di soffrire di problemi di salute fisica.</p>
<p>Ad esempio, gli anziani che non possono uscire di casa a causa della mobilità ridotta sono più suscettibili alle malattie cardiache. Tuttavia c’è una buona notizia: è che il <strong>periodo di autoisolamento</strong> <strong>necessario per il coronavirus</strong> non dovrebbe comportare cambiamenti marcati nel funzionamento del sistema immunitario.</p>
<p>Tuttavia, durante la quarantena può essere una buona idea provare a <strong>migliorare la risposta immunitaria</strong>. L’esercizio fisico e l’assunzione di abbastanza vitamine possono aiutare qui (anche se contrariamente a ciò che dicono alcune fonti di Internet, NON SONO una cura).</p>
<p>Come <strong>psicologo Prato</strong> credo anche che l’ascolto di musica allegra o la visione di un film possano aumentare la tua funzione immunitaria.</p>
<h3>2. Ansia e tristezza in quarantena</h3>
<p>Per alcune persone, la <strong>quarantena porta tristezza</strong>, lievi problemi di umore o anche di salute mentale. L’isolamento a medio o lungo termine può essere collegato a problemi psicologici legati all’<strong>ansia</strong> e alla <strong>depressione</strong>, con una sintomatologia di irritazioni, problemi di sonno, memoria e concentrazione.</p>
<p>Per combattere questi problemi, trai <strong>consigli per una</strong> <strong>quarantena il più possibile serena</strong> c’è quello di mantenere una organizzazione per la giornata. Avere un programma prestabilito per i pasti e l’ora di andare a letto può aiutarti a rimanere in pista. Pianificare attività e fissare obiettivi può anche aiutarti a motivarti e a smettere di sentirti giù.</p>
<h3>3. Resta in contatto con i cari per scongiurare la quarantena</h3>
<p>Un ovvio motivo per cui le persone isolate possono sentirsi depresse o ansiose è che non possono attingere al supporto di amici e famiglie. Hanno meno aiuto per affrontare la situazione difficile e condividere le loro preoccupazioni.</p>
<p>Gli studi suggeriscono anche che senza tale supporto sociale, le persone possono rivolgersi a strategie negative di compensazione (come bere più alcol). Quindi tra i <strong>consigli per la quarantena</strong> c’è quello di rimanere in contatto con il tuo tessuto sociale. Questo può essere semplice come telefonare a un amico per due chiacchiere, inviare a qualcuno un’e-mail o partecipare a una discussione tramite i social media. Raggiungere un amico migliora la tua salute mentale molto più di bere un bicchiere o due di vino nel tentativo di bloccare le tue preoccupazioni.</p>
<h3>4. Non litigare con gli altri</h3>
<p>In alcuni casi, la <strong>quarantena</strong> <strong>si fa in casa con un piccolo gruppo di persone</strong>, siano esse familiari o amici. Ciò può limitare la solitudine, ma può presentare altre sfide, come la possibilità di litigi. Anche quelli che amiamo molto possono darci sui nervi quando restiamo fermi in casa a lungo.Quindi è una buona idea cercare di <strong>non litigare con gli altri</strong>.</p>
<h3>5. Fai esercizio fisico contro gli effetti negativi della quarantena</h3>
<p>L’<strong>esercizio fisico </strong>può contrastare gli <strong>effetti negativi della quarantena</strong>. Più in generale, i <strong>consigli per la quarantena</strong> contemplano 20 minuti di allenamento al giorno. Possono aiutare a sollevare l’umore attraverso il rilascio di endorfine, e ridurre la sensazione di tensione.<strong> </strong><strong> </strong></p>
<h2>Psicologo online in videochiamata Whatsapp</h2>
<p>I <strong>consigli dello psicologo online per la quarantena</strong> sono questi. Ne aggiungo uno, che è quello di restare a casa il più possibile e di limitare gli spostamenti.</p>
<p>Se la quarantena dovesse iniziare ad arrecarti dei disturbi e avessi bisogno di parlare con qualcuno scegli sempre una <strong>seduta online in videochiamata su Whatsapp o al telefono</strong>.</p>
<p>Per scoprire come funziona, <a href="https://www.psicologabeatriceplanas.it/contatti/">contattami</a>.</p>
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		<title>Disturbi di personalità: cosa sono, sintomi, tipologie, trattamento</title>
		<link>https://www.psicologabeatriceplanas.it/disturbi-di-personalita-cosa-sono-sintomi-tipologie-trattamento/</link>
				<pubDate>Wed, 22 Apr 2020 19:48:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Beatrice Planas]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicologo Prato]]></category>
		<category><![CDATA[Disturbo antisociale di personalità]]></category>
		<category><![CDATA[Disturbo borderline di personalità]]></category>
		<category><![CDATA[Disturbo evitante di personalità]]></category>
		<category><![CDATA[Disturbo istrionico di personalità]]></category>
		<category><![CDATA[Disturbo narcisistico di personalità]]></category>
		<category><![CDATA[Disturbo paranoide di personalità]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Cosa sono i disturbi di personalità, quali sintomi hanno e come si possono superare. Un&#8217;analisi approfondita e dettagliata.  Disturbi di personalità ...</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.psicologabeatriceplanas.it/disturbi-di-personalita-cosa-sono-sintomi-tipologie-trattamento/">Disturbi di personalità: cosa sono, sintomi, tipologie, trattamento</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.psicologabeatriceplanas.it">Psicologo Online - Dott.ssa Beatrice Planas | Con 30 anni di esperienza</a>.</p>
]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p><em>Cosa sono i disturbi di personalità, quali sintomi hanno e come si possono superare. Un&#8217;analisi approfondita e dettagliata. </em></p>
<h2>Disturbi di personalità cosa sono</h2>
<p>Per capire <strong>cosa sono i disturbi di personalità</strong>, bisogna prima comprendere come ci relazioniamo con tutto ciò che è esterno da noi. Ognuno ha un modo tutto suo per relazionarsi con gli altri. Questo si chiama “tratto di personalità”. Per esempio, alcuni reagiscono ai problemi cercando e chiedendo aiuto e supporto, mentre altri preferiscono sbrigarsela da soli. Alcuni minimizzano i problemi, altri li esagerano.</p>
<p>I <strong>disturbi di personalità</strong> sono delle modalità, relativamente inflessibili, con cui ci si relaziona con le altre persone e che però riducono le possibilità del soggetto di avere rapporti sociali efficaci e soddisfacenti.</p>
<p>I soggetti affetti da <strong>disturbi di personalità</strong> sono ignari che il loro pensiero o i propri modelli di comportamento sono inappropriati e disfunzionali. Tendono quindi a non cercare l’aiuto di uno specialista. Possono essere segnalati ai servizi psichiatrici dai loro amici o dai membri della famiglia dal momento che il loro comportamento causa significative difficoltà ad altre persone.</p>
<h2>Disturbi di personalità: sintomi</h2>
<p>Non esistono dei veri e propri sintomi per il <strong>disturbo di personalità</strong>, ma una lista di incidenze si può comunque fare. La maggior parte delle persone con un <strong>disturbo di personalità</strong> risulta insoddisfatta e sofferente rispetto alla propria esistenza. Inoltre, presenta numerosi problemi sul lavoro o nelle situazioni sociali. È molto frequente avere sintomi depressivi, <strong>ansia</strong>, abuso di sostanze stupefacenti o disturbi alimentari.</p>
<h2>Psicologo online: Tipologie e cluster dei disturbi di personalità</h2>
<p>Lo <strong>Psicologo Online</strong> dice che esistono diverse <strong>tipologie e cluster dei disturbi di personalità</strong>. Vediamone insieme qualcuna:</p>
<h2>Disturbo borderline: sintomi e rimedi</h2>
<p>Il <strong>disturbo di</strong> <strong>personalità borderline</strong> è uno dei più diffusi. Caratterizzato da instabilità e ipersensibilità nei rapporti interpersonali, instabilità nell’immagine di sé, fluttuazioni dell’umore, impulsività. I pazienti che ne sono affetti non riescono a stare soli: evitano l’abbandono con gesti anche estremi. La diagnosi avvieni sulla base di criteri clinici, mentre il trattamento è con psicoterapia e farmaci.</p>
<h2>Disturbo narcisistico di personalità</h2>
<p>Il <strong>disturbo narcisistico di personalità</strong> è facile da riconoscere: smanie di grandezza, necessità di adulazione, mancanza di empatia. Questi i sintomi principali, anche se è bene ricordare che la diagnosi può avvenire solo e soltanto attraverso criteri clinici. Per il trattamento è molto utile la psicoterapia psicodinamica.</p>
<p>I pazienti che ne soffrono hanno difficolta a regolamentare la propria autostima: hanno continuo bisogno di lode e di affiliazioni con persone speciali o istituzioni. Tendono a svilire le altre persone per ricoprirsi di un senso di superiorità.</p>
<h2>Disturbo evitante di personalità</h2>
<p>La persona affetta da <strong>disturbo evitante di personalità</strong> tende a evitare le situazioni che comportano il rischio di essere rifiutati, criticati o umiliati. Le persone che ne soffrono hanno intensi sentimenti di inadeguatezza. La diagnosi si esegue attraverso strumenti diagnostici clinici, mentre la per la terapia bisogna rivolgersi a uno psicologo.</p>
<h2>Disturbo antisociale di personalità</h2>
<p>Il <strong>disturbo antisociale di personalità</strong> è caratterizzato dall’assunzione di uno scheda e modello di comportamento completamento <strong>antisociale</strong>, basato sul disprezzo per le regole e le leggi altrui. Le persone che ne soffrono commettono atti illeciti, fraudolenti, tendenti allo sfruttamento. Spesso lo fanno per profitto personale o piacere, comunque senza sentire rimorsi. In ogni caso, giustificano sempre i loro atteggiamenti, colpevolizzando la vittima.</p>
<h2>Disturbo dissociativo</h2>
<p>Il <strong>disturbo dissociativo</strong> sono caratterizzati da una discontinuità della coscienza, della memoria, dell’identità, della percezione, della rappresentazione del corpo e del comportamento. I sintomi possono compromettere ogni area del funzionamento psicologico e si manifestano nella maggiorparte dei casi in seguito ad eventi traumatici.</p>
<h2>Disturbo istrionico di personalità</h2>
<p>Il <strong>disturbo istrionico di personalità</strong> si caratterizza per un’eccessiva emotività e ricerca di attenzione da parte del paziente. Gli <strong>istrionici</strong> infatti utilizzano il loro aspetto fisico, agendo attraverso la seduzione o la provocazione per ottenere attenzione da altri.</p>
<h3>Disturbi di personalità: Personalità istrionica</h3>
<p>Una persona con <strong>personalità istrionica</strong> si riconosce per:</p>
<ul>
<li>Il disagio provato nei contesti in cui non è al centro dell’attenzione</li>
<li>L’interazione con gli altri spesso caratterizzata da un comportamento inappropriato (comportamento seduttivo e/o provocante)</li>
<li>L’emotività esageratamente inappropriata, mutevole e superficiale</li>
<li>L’uso dell’aspetto fisico come mezzo per attirare l’attenzione su di sé</li>
<li>L’alta suggestionabilità (sono facilmente influenzabili dagli altri e dalle circostanze)</li>
<li>La tendenza a considerare le relazioni più intime di quanto non lo siano</li>
<li>Preoccupazione per l’apparenza</li>
<li>Comportamenti manipolativi</li>
<li>Ipersensibilità alle critiche</li>
</ul>
<h3>Disturbi di personalità: Personalità narcisista</h3>
<p>Per capire se una persona soffre ha una <strong>personalità narcisista</strong> devono essere riscontrabili cinque o più dei seguenti sintomi:</p>
<ul>
<li>Idee grandiose di sé, convinzione di meritare un trattamento speciale, di avere particolari poteri, talenti unici o di essere brillanti o attraenti, di dover frequentare persone altrettanto speciali o di status elevato</li>
<li>Fantasie di successo illimitato, potere, fascino, bellezza o amore ideale</li>
<li>Ritenere di non essere sufficientemente apprezzati e riconosciuti nel valore</li>
<li>Senso di vuoto e apatia nonostante eventuali successi</li>
<li>Richiesta eccessiva di ammirazione</li>
<li>Tendenza allo sfruttamento degli altri</li>
<li>Mancanza di empatia e quindi incapacità a riconoscere e identificarsi con i sentimenti e i bisogni degli altri</li>
<li>Sentimenti di disprezzo, vergona o invidia e atteggiamenti arroganti e presuntuosi</li>
</ul>
<h2>Disturbo paranoide di personalità</h2>
<p>Il <strong>disturbo paranoide di personalità</strong> si porta dietro: diffidenza ingiustificata, sospetto verso gli altri che porta il paziente ad interpretare le motivazioni di ogni azione come dannose o ingannevoli. Come se il resto mondo volesse danneggiarli e ingannarli, anche quando non hanno alcuna giustificazione per avere questi sentimenti.</p>
<h2>Disturbo dipendente di personalità</h2>
<p>Sottomissione, comportamento di attaccamento morboso, bisogno spasmodico ed eccessivo di essere curati. Questi i sintomi del <strong>disturbo dipendente di personalità</strong>, la cui diagnosi avviene tramite criteri diagnostici, mentre il trattamento con la psicoterapia. I pazienti che ne soffrono sentono la necessità di essere accuditi e perdono di conseguenza tutta la loro autonomia e i loro interessi, diventando completamente dipendenti e sottomessi.</p>
<h2>Psicologo Prato: Trattamento dei disturbi di personalità</h2>
<p>Come <strong>Psicologo Prato</strong> ho sperimentato diverse tipologie di <strong>trattamento per pazienti con disturbi di personalità</strong> da molti anni. Se il paziente è collaborativo e motivato a cambiare allora si possono ottenere ottimi risultati. Senza motivazione, invece, è praticamente impossibile anche solo vivere bene.</p>
<p>Se hai altre domande o vuoi parlare con uno specialista, <a href="https://www.psicologabeatriceplanas.it/contatti/">contattami</a>.</p>
<p>Sarò lieta di rispondere a qualsiasi dubbio.</p>
<h2>Psicologo online su whatsapp</h2>
<p>È attivo il servizio “<strong>psicologo online</strong>” per consentire a tutti di parlare con uno <strong>psicologo su whatsapp. </strong></p>
<p>Per <a href="https://www.psicologabeatriceplanas.it/contatti/">prenotare una <strong>consulenza psicologica online,</strong></a> scrivimi.</p>
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		<title>Come combattere l’ansia: rimedi naturali e psicoterapia</title>
		<link>https://www.psicologabeatriceplanas.it/come-combattere-ansia-rimedi/</link>
				<pubDate>Wed, 22 Apr 2020 12:00:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Beatrice Planas]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicologo Prato]]></category>
		<category><![CDATA[Attacchi d'ansia]]></category>
		<category><![CDATA[Come calmare l agitazione]]></category>
		<category><![CDATA[Come combattere l'ansia senza farmaci]]></category>
		<category><![CDATA[Come si cura l'ansia]]></category>
		<category><![CDATA[Gestire l'ansia]]></category>
		<category><![CDATA[Rimedi ansia]]></category>
		<category><![CDATA[Superare l'ansia]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Come combattere l’ansia: una piccola guida per capire come funzionano i rimedi naturali e le terapie psicologiche contro l’agitazione. Come calmare ...</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p><em>Come combattere l’ansia: una piccola guida per capire come funzionano i rimedi naturali e le terapie psicologiche contro l’agitazione.</em></p>
<h2>Come calmare l’agitazione?</h2>
<p>Quando le <strong>preoccupazioni</strong> aumentano, hai un pensiero fisso e il sonno peggiora la scarsa qualità della tua vita, il tuo corpo risponde alla tensione nervosa con una serie di <strong>disturbi psicosomatici</strong>. Palpitazioni, bruciori di stomaco, dolori di pancia, mal di testa ecc</p>
<p>Ti potrebbe interessare leggere anche &#8220;<a href="https://www.psicologabeatriceplanas.it/attacchi-ansia-sintomi-fisici-mentali-tipologie-rimedi/">Attacchi di Ansia: sintomi fisici e mentali, tipologie, rimedi</a>&#8221;</p>
<p>I ritmi frenetici del mondo in cui viviamo ci portano a vivere queste emozioni. Ma prima che le redini sfuggano al nostro controllo, per calmare l’agitazione e capire <strong>come combattere l’ansia </strong>possiamo:</p>
<h2>Come combattere l&#8217;ansia senza farmaci</h2>
<p>Alla domanda “<strong>come combattere l’ansia senza farmaci</strong>” non esiste una sola risposta, perché ci sono una serie di atteggiamenti che possiamo assumere durante l’arco della nostra vita che ci portano sicuramente a stare meglio.</p>
<ul>
<li>Fare attività fisica: bruci energia e ti <strong>liberi dall’ansia</strong></li>
<li>Fai esercizi di rilassamento. Quando <strong>soffriamo di <a href="https://www.psicologabeatriceplanas.it/services/ansia-e-disturbi-di-ansia-sociale/">ansia</a></strong> di solito tendiamo i muscoli che a un certo punto sentono il bisogno di rilassarsi. Facendo stretching si possono alleviare i sintomi.</li>
<li>Scrivi, butta fuori tutto ciò che hai dentro. Ti sentirai libero, come nuovo.</li>
<li>Prendi meno impegni: goditi di più la tua vita e i momenti di relax.</li>
<li>Medita, prendi una tisana, passa del tempo con gli animali.</li>
</ul>
<h2>Come curare l’ansia in modo naturale</h2>
<p>Per capire come <strong>curare l’ansia in modo naturale</strong> bisogna rivolgersi alla coscienza degli antichi, che difficilmente sbaglia. Ci viene, infatti, in aiuto la <strong>fitoterapia</strong>: tisane, estratti di piante o tinture madri che intervengono sul sistema interessato. <strong>Camomilla</strong> e passiflora per esempio servono per l’ansia che si manifesta allo stato muscolare o gastrointestinale. <strong>Tiglio</strong> e <strong>biancospino</strong> invece hanno una funzione ipotensiva e calmante. La <strong>passiflora</strong> in fine svolge un’azione sedativa del sistema nervoso centrale.</p>
<p>Ti potrebbe interessare anche &#8220;<a href="https://www.psicologabeatriceplanas.it/ansia-sociale-psicologo-prato/">La paura di parlare con gli altri: i disturbi di ansia sociale</a>&#8221;</p>
<h2>Come combattere l&#8217;ansia da prestazione</h2>
<p>Una storia diversa è invece trovare il modo per capire <strong>come combattere l’ansia da prestazione</strong>.</p>
<p>Essa si presenta come una combinazione di emozioni, sensazioni fisiche e impulsivi che portano ad evitare la <strong>situazione ansiogena</strong>. Questo può portare alla rinuncia definitiva di vivere alcune esperienze belle della vita. L’<strong>ansia di prestazione </strong>deve farci ricordare che gli standard esistono solo nella nostra testa, che la realtà è molto meno di un film e che bisogna accontentarsi di ciò che si ha.</p>
<h3>Come combattere l&#8217;insonnia da ansia</h3>
<p><strong>Combattere l’insonnia da ansia </strong>ha diverse soluzioni di applicazione. Terapie farmacologie, buona educazione e interventi di natura comportamentale e psicologica. La fitoterapia ci viene in aiuto con le piante che conciliano il sonno e permettono di renderci meno stressati. Altri rimedi alternativi infine sono <strong>l’agopuntura, il training autogeno, l’ipnosi</strong>.</p>
<h2>Attacchi d&#8217;ansia rimedi immediati</h2>
<p>Quando si soffre di <a href="https://www.psicologabeatriceplanas.it/attacchi-ansia-sintomi-fisici-mentali-tipologie-rimedi/"><strong>attacchi di ansia</strong> </a>si è sempre alla ricerca di <strong>rimedi immediati</strong>, che non esistono, se non quelli di tipo comportamentale da auto-indurre nel momento della <strong>crisi di ansia</strong>. Respirare profondamente, scacciare i cattivi pensieri, essere forte e coraggioso. La presenza di un amico o una persona fidata eviterà che possa succedere qualcosa di spiacevole ed ha anche effetti positivi e rilassanti.</p>
<h2>Psicologo Prato – come combattere l’ansia</h2>
<p>Da <strong>Psicologo Prato</strong>, posso assicurare che per capire <strong>come combattere l’ansia</strong> per alcune persone può non essere così facile. Essi hanno la necessità di essere seguiti da un professionista, un po’ più da vicino. Raggiungere gli obiettivi un passo alla volta e il segreto per risolvere tutti i problemi di ansia.</p>
<p>Richiedimi un consulto vai alla <a href="https://www.psicologabeatriceplanas.it/contatti/">Pagina Contatti </a></p>
<h2>Psicologo online in video chiamata whatsapp</h2>
<p>Per te che hai bisogno di supporto in questo momento delicato, ho attivato il servizio “<strong>psicologo online</strong>” che consente a tutti i pazienti di poter parlare con uno <strong>psicologo su whatsapp</strong> o <strong>in video chiamata</strong>.</p>
<p>Vuoi <a href="https://www.psicologabeatriceplanas.it/contatti/">prenotare una <strong>consulenza psicologica online</strong></a>? Scrivimi e scopri come fare.</p>
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		<title>Paura di sentirsi tristi e soli durante la quarantena</title>
		<link>https://www.psicologabeatriceplanas.it/paura-di-sentirsi-tristi-soli-psicologo-prato/</link>
				<pubDate>Wed, 22 Apr 2020 04:59:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Beatrice Planas]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicologo Prato]]></category>
		<category><![CDATA[Paura della solitudine]]></category>
		<category><![CDATA[Sentirsi soli e tristi]]></category>
		<category><![CDATA[Soffrire di solitudine]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>La paura di sentirsi soli e tristi è qualcosa che tutti abbiamo provato almeno una volta nella vita, soprattutto in un ...</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p><em>La paura di sentirsi soli e tristi è qualcosa che tutti abbiamo provato almeno una volta nella vita, soprattutto in un periodo difficile come quello che stiamo vivendo adesso a causa dell’emergenza coronavirus. Ma cosa succede al nostro corpo quando siamo soli? </em></p>
<h2>Soffrire di solitudine</h2>
<p>Ci sono diversi modi per cui una persona può <strong>soffrire di solitudine</strong>. Esiste una <strong>solitudine subìta</strong> che corrisponde alla sensazione di “<strong>sentirsi soli</strong> <strong>e tristi</strong>”; e una <strong>solitudine ricercata</strong> che invece è la scelta consapevole di voler stare da soli.</p>
<p>La prima si manifesta con la difficoltà a costruire relazioni e intessere legami. Spesso è dovuta a sensazioni di inadeguatezza e insicurezza, per <strong>paura del giudizio</strong> che gli altri possono avere nei nostri confronti. La seconda, invece, consiste nel <strong>desiderio di stare con se stessi</strong>, di entrare in contatto con la parte più intima di noi e ci permette di percepire il nostro mondo interiore.</p>
<h2>Sentirsi soli e tristi: la paura della solitudine</h2>
<p>La nostra cultura ha <strong>paura della solitudine</strong>. Tutti noi nella vita cerchiamo di non sentirci mai <strong>soli e tristi</strong>. Questa paura si percepisce a più livelli e si può leggere attraverso i nostri tentativi di trovare una soluzione estemporanea ma spesso inefficace. Come l’ansia di <strong>riempire spazi</strong> pubblici, negozi, sale d’attesa, aeroporti, mezzi di trasporto con musiche assordanti che sembrano rassicurarci sul non essere soli, ma che non ci permettono di pensare, di leggere o semplicemente <strong>stare tranquilli con noi stessi</strong>.</p>
<p>A volte anche nelle nostre case o al lavoro non riusciamo a stare senza tv o radio accese: il silenzio significa<strong> stare soli</strong> <strong>con noi stessi</strong> e a volte fa paura. Per questo riempiamo di suoni o di oggetti ogni spazio, anche il nostro spazio interiore.</p>
<h3>Psicologo online: Paura di sentirsi soli e tristi in mezzo alla gente</h3>
<p>Lo <strong>Psicologo online</strong> dice che possiamo <strong>sentirci soli anche in mezzo alla gente</strong>. Questa può essere una diretta conseguenza di<strong> un bisogno di relazioni autentiche</strong> che forse ci mancano. Sentiamo la necessità di condivisione con qualcuno che sia <strong>fisicamente presente per noi </strong>e in cui riporre tutta la nostra fiducia, ma <strong>perché non riusciamo a trovarlo</strong> e, anche se siamo in mezzo a tanta gente, finiamo per sentirci soli allo stesso modo.</p>
<h3>Sentirsi soli e tristi da sposati</h3>
<p>Anche il matrimonio a volta non aiuta a sopportare questa <strong>sensazione di solitudine</strong>. Sentiamo che il nostro partner non ci soddisfa, non risponde alle nostre esigenze, non ci capisce. Ma è realmente così oppure è solamente una sensazione creata dalla <strong>paura della solitudine</strong>?</p>
<h3>Sentirsi soli senza amore</h3>
<p><strong>Sentirsi soli senza amore</strong> è diventata oggi una condizione esistenziale in aumento anche tra i giovani, ma soprattutto negli over40. Questo è dovuto al fatto che le generazioni nate prima degli anni ’80 hanno subito le pressioni sociali dovute alla concezione di famiglia che c’era all’epoca.</p>
<p>Le nuove generazioni, anche se più liquide, subiscono comunque anche loro la <strong>paura di restare soli senza amore</strong>.</p>
<h2>Psicologo Prato: paura della solitudine</h2>
<p>Negli anni in cui ho lavorato come <strong>psicologo Prato</strong> ho seguito moltissime persone che per svariati motivi mi hanno detto di <strong>soffrire di solitudine</strong>. Che fossero singole o sposate non c’era nessuna differenza a livello delle sensazioni provate.</p>
<p>Spesso, la <strong>paura di sentirsi soli e tristi</strong> deriva da una profonda <strong>mancanza di autostima </strong>e dalla convinzione di non potersi bastare da soli.</p>
<p>Se anche tu senti di provare questa sensazione e hai bisogno di un aiuto per superare questo timore, scrivimi nella <a href="https://www.psicologabeatriceplanas.it/contatti/">Pagina Contatti.</a></p>
<h2>Psicologo online in videochiamata Whatsapp</h2>
<p>In un periodo così difficile, vista l’emergenza sanitaria nazionale dovuta alla diffusione del <strong>coronavirus</strong>, per continuare a garantire il dovuto sostegno ai miei clienti conduco le <strong>consulenze psicologiche</strong> con il servizio <strong>Psicologo online</strong>, in <strong>videoconferenza anche su whatsapp</strong>.</p>
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		<item>
		<title>Terapia di coppia: come funziona, quando iniziare, tecniche</title>
		<link>https://www.psicologabeatriceplanas.it/terapia-di-coppia-come-funziona-quando-iniziare-tecniche/</link>
				<pubDate>Tue, 21 Apr 2020 19:55:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Beatrice Planas]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicologo Prato]]></category>
		<category><![CDATA[Psicoterapia di coppia]]></category>
		<category><![CDATA[Tecniche di terapia di coppia]]></category>
		<category><![CDATA[Terapia di coppia come funziona]]></category>
		<category><![CDATA[Terapia di coppia esperienze positive]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.psicologabeatriceplanas.it/?p=2508</guid>
				<description><![CDATA[<p>Se tu e il tuo partner non state passando un bel periodo, trova il modo per risolvere i vostri problemi. Prova ...</p>
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]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p><em>Se tu e il tuo partner non state passando un bel periodo, trova il modo per risolvere i vostri problemi. Prova la terapia di coppia e scopri come funziona.</em></p>
<h2>Cos&#8217;è la terapia di copia e come funziona?</h2>
<p>Per capire <strong>come funziona la</strong> <strong>terapia di coppia</strong> bisogna prima comprendere cos’è. Essa è una tecnica di supporto psicologico che coinvolge una coppia di persone che sta vivendo delle difficoltà di ordine sociale, sentimentale o sessuale. Sono tantissime le coppie che attraversano momenti non facili. A volte si riesce a ricominciare da un nuovo punto di partenza, altre volte no. Tuttavia se sei capitato su questo articolo perché stavi cercando informazioni su Google vuol dire che non è ancora arrivato il momento di tirare le somme, magari hai un piccolo problema che da soli non riuscite ad affrontare. Avete solo bisogno di una mano… ma come?</p>
<h2>Quando iniziare?</h2>
<p>Non esiste un momento giusto in cui iniziare, tendenzialmente sarà la coppia a capirlo nel momento in cui entrerà in crisi. E cioè quando entrambi i membri sperimenteranno un malessere duraturo che non riusciranno a superare. In questo caso, i problemi diffusi alimentano le incomprensioni e le frustrazioni, creando una sorta di circolo vizioso. Ed è in questa fase che generalmente si decide di rivolgersi a uno <strong>psicologo di coppia</strong> con l’obiettivo di capire <strong>come funziona la terapia di coppia</strong> e <strong>come superare la crisi di coppia</strong>.</p>
<h2>Come funziona il percorso di psicoterapia di coppia?</h2>
<p>Una delle domande che i miei pazienti mi pongono più spesso prima di iniziare un trattamento è: <strong>come funziona la terapia di coppia</strong>?</p>
<p>Il percorso di <strong>psicoterapia di coppia</strong> e le <strong>consulenze matrimoniali</strong>, qualsiasi sia l’indirizzo psicoterapico, hanno tutte dei tratti in comune: si basano sulle dinamiche della coppia, per elaborare strategie di comunicazione in grado di creare un nuovo e ritrovato equilibrio tra i partner.</p>
<p>Una parte importante dell’analisi è dedicata, inoltre, all’analisi delle aspettative e delle motivazioni che hanno portato la coppia dal terapeuta.</p>
<p>L’obiettivo, ad ogni modo, è di creare un forte affiatamento tra la coppia e il terapeuta: una vera e propria “alleanza terapeutica”.</p>
<h2>Terapia di coppia per coniugi</h2>
<p>La <strong>terapia di coppia</strong> è soprattutto <strong>per coniugi</strong>. Questo perché offre aiuto psicologico alle coppie che vivono una crisi coniugale. Ma <strong>come funziona</strong>? In pratica, mette a disposizione dei partner uno spazio neutro dove possono esprimere liberamente i loro pensieri e difficoltà per risolverle insieme. Di solito, queste possono essere di varia natura: difficoltà sessuali, problemi di comprensione reciproca, crisi di coppia post parto, conflitti inerenti l’educazione dei figli, tradimenti, conflitti, ecc. La <strong>psicologia di coppia</strong> aiuta i partner a superare tutto questo.</p>
<h2>Tecniche di terapia di coppia</h2>
<p>Esistono diverse <strong>tecniche di terapia di coppia</strong> nella psicoterapia. Ognuna di esse non rappresenta una “cura” vera e propria, ma uno strumento di cui dispone il terapeuta per promuovere il cambiamento in famiglia o nella coppia. Vediamone qualcuna.</p>
<h3>Genogramma</h3>
<p>Il <strong>genogramma</strong> è un grafico sul quale viene scritta la storia famigliare, che rivela la struttura di base della coppia. Esso mostra il quadro di tre generazioni, con nomi, date di matrimonio, di divorzio, di morte e altri fatti rilevanti. In questo modo il terapeuta viene a conoscenza di moltissimi dati che riguardano la famiglia. È uno strumento diagnostico e informativo.</p>
<h3>Piano Famiglia</h3>
<p>Il piano famiglia ha diverse varianti: si può chiedere ai genitori di disegnare l’albero genealogico per far emergere questioni significanti nel proprio passato.</p>
<h3>Ristrutturazione cognitiva</h3>
<p>È una sorta di “riformulazione” ragionata dello status quo. Il terapeuta mostra alla coppia in crisi una prospettiva diversa attraverso cui guardare le cose.</p>
<h3>Monitoraggio</h3>
<p><strong>Monitoraggio</strong> ovvero ascolto attento delle storie famigliari che vengono raccontate e schematizzate per identificare la sequenza di eventi che opera in un sistema famigliare e che lo mantiene così come è.</p>
<h3>Tecniche comunicative</h3>
<p>Le tecniche comunicative si basano sullo stile di comunicazione fra membri della famiglia o della coppia. Il terapeuta modula lo stile di comunicazione, insegnando ai partner a essere meno aggressivi, a dare più spazio all’ascolto, all’empatia e ai comportamenti non giudicanti.</p>
<h3>Foto famigliari</h3>
<p>Mostrare le foto di famiglia al terapeuta può servire per ricostruire legami fra i membri della coppia o della famiglia. Questo perché il <strong>terapeuta di coppia</strong> osserva le risposte alle foto verbali e non verbali.</p>
<h3>Giorni speciali e dedicati</h3>
<p>Spesso nelle coppie tutte sembra prevedibile e noioso. Per questo vengono stabiliti dei giorni speciali dedicati alla coppia, dove i partner devono curarsi reciprocamente l’uno dell’altro.</p>
<h2>Terapia di coppia: domande e risposte</h2>
<p>Riportiamo di seguito una serie di <strong>domande</strong> e <strong>risposte</strong> sulla <strong>terapia di coppia</strong>.</p>
<h3>Esistono coppie felici che non sono mai entrate in crisi?</h3>
<p>Il terapeuta John Gottman ha studiato a lungo le coppie stabili e ha scoperto che non esistono famiglie assolutamente felici. Tutti, chi più chi meno, durante la vita, hanno sperimentato dei litigi, delle incomprensioni e dei momenti di tensione più o meno forti.</p>
<p>Le coppie che appaiono più felici sono semplicemente quelle che riescono a gestire meglio i conflitti, con affetto e spirito di amicizia. Le coppie che non riescono a superare questo gap spesso vanno incontro alla separazione. Oppure provano a risolvere con la <strong>terapia di coppia</strong>.</p>
<h3>Una terapia di coppia coinvolge anche i figli?</h3>
<p>No, le terapie che coinvolgono i figli si chiamano “terapie famigliari” e sono molto diverse, perché si concentrato sulle dinamiche che intercorrono tra i vari componenti della famiglia e non solo sulla coppia.</p>
<h3>C’è differenza fra terapia di coppia e terapia sessuale?</h3>
<p>La <strong>terapia di coppia</strong> si interessa anche degli aspetti sessuali, ma non ne costituiscono il nucleo principale. Mentre invece nella terapia sessuale il <strong>sessuologo</strong> si dovrebbe focalizzare esclusivamente sulle disfunzionalità sessuali della coppia.</p>
<h3>Se uno dei due partner non vuole fare la terapia di coppia cosa succede?</h3>
<p>Purtroppo se uno dei due partner non è d’accordo con la terapia essa potrebbe non funzionare. Entrambi i partner infatti devono essere motivati a intraprendere quersto lavoro. Non bisogna scoraggiarsi subito, però: un partner poco motivato potrebbe sbloccarsi alla seconda o terza seduta. Certo che se non avviene la terapia va interrotta.</p>
<h3>Ci sono delle esperienze positive di terapia di coppia?</h3>
<p>Certo: ci sono moltissime <strong>esperienze positive di terapia di coppia</strong>! La maggior parte dei miei pazienti ha superato tutte le difficoltà ed è riuscita a ritrovare un nuovo equilibrio nella coppia. C’è anche chi non ce l’ha fatta, ma erano casi in cui il divorzio è stata l’unica soluzione. La terapia inoltre non funziona solo con coppie che tentano l’ultima mossa per salvare la loro relazione. Infatti, scegliere di seguito un percorso psicologico assieme al proprio compagno può essere utile per coloro che vogliono trovare un modo diverso per affrontare discussioni e problemi.</p>
<h2>Psicologo online e Terapia di coppia: quando non funziona</h2>
<p>I consigli dello <strong>Psicologo Online</strong> sono che<strong> quando non funziona la</strong> <strong>terapia di coppia</strong>, non resta che unica soluzione: l’allontanamento definitivo. Tutte le coppie hanno una serie di momenti “no”: è normale, due persone sono diverse e i loro universi a volte collidono. Questo scontro genera scintille che si possono trasformare in veri e propri incendi quando oramai la relazione è completamente logorata. Ma prima di arrivare a questo punto, sarebbe bene provarle tutte.</p>
<h2>Psicologa a Prato Terapia di Coppia</h2>
<p>Come <strong>Psicologa a Prato</strong> ho seguito numerosi casi che grazie alla <strong>terapia di coppia</strong> hanno ritrovato un equilibrio e un nuovo modo di stare insieme. Se anche tu stai avendo dei problemi e vuoi risolverli, contattami per una consulenza.</p>
<h2>Psicologo online per terapia di coppia</h2>
<p>Usa il servizio <strong>Psicologo online</strong> <strong>per la terapia di coppia</strong> e <a href="https://www.psicologabeatriceplanas.it/contatti/">prenota una <strong>consulenza psicologica online!</strong></a></p>
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		<title>Ansia da coronavirus:  i consigli dello psicologo</title>
		<link>https://www.psicologabeatriceplanas.it/ansia-da-coronavirus-consigli-psicologo/</link>
				<pubDate>Tue, 21 Apr 2020 12:00:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Beatrice Planas]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicologo Prato]]></category>
		<category><![CDATA[Ansia e ipocondria]]></category>
		<category><![CDATA[Paura del contaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Paura di ammalarsi e delle malattie]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.psicologabeatriceplanas.it/?p=2599</guid>
				<description><![CDATA[<p>In questi giorni, l’ansia da coronavirus consuma le persone. Di fronte a una nuova epidemia, crolla il sistema: come comportarsi? Cosa ...</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.psicologabeatriceplanas.it/ansia-da-coronavirus-consigli-psicologo/">Ansia da coronavirus:  i consigli dello psicologo</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.psicologabeatriceplanas.it">Psicologo Online - Dott.ssa Beatrice Planas | Con 30 anni di esperienza</a>.</p>
]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p><em>In questi giorni, l’ansia da coronavirus consuma le persone. Di fronte a una nuova epidemia, crolla il sistema: come comportarsi? Cosa fare? Quando preoccuparsi? In questo articolo, cercherò di aiutarvi ad allontanare il panico.</em></p>
<h2>Corana virus: paura di ammalarsi</h2>
<p>In questi giorni, nel mondo ma soprattutto in Italia stiamo vivendo dei giorni molto difficili a causa della diffusione del cosiddetto <strong>coronavirus (COVID-19)</strong>, un virus molto forte che ha un’alta percentuale di contagio. Insieme all’epidemia, come succede spesso in questi casi, cresce anche la <strong>paura di ammalarsi</strong>.</p>
<h2>Perché fa cosi paura il coronavirus?</h2>
<p>Il <strong>coronavirus</strong> fa così paura perché si conosce molto poco e l’ “<strong>effetto terrore</strong>” è amplificato dal mare di contenuti che passano attraverso i MEDIA. In essi, infatti, si ritrovano tutti gli ingredienti delle <strong>epidemie</strong>: accuse, <strong>complotti</strong>, strumentalizzazioni, interessi, poche persone che provano a tranquillizzare e molti che pretendono collaborazione e razionalità. Riemerge l’<strong>ansia da coronavirus</strong>, la <strong>stessa paura di ammalarsi</strong> sperimentata in passato: peste, vaiolo, colera…</p>
<p>Ti potrebbe interessare anche &#8220;<a href="https://www.psicologabeatriceplanas.it/ipocondria-paura-di-ammalarsi-paura-delle-malattie/">L’ipocondria, la paura di ammalarsi e la paura delle malattie&#8221;</a></p>
<h2>Ansia da coronavirus</h2>
<p>L’<strong>ansia da coronavirus </strong>deriva da diversi fattori. Il primo che sta cambiando le singole abitudini: dalle feste di compleanno, ai battesimi, matrimoni, eventi a cui si voleva partecipare. Il secondo invece dalla serie di notizie contraddittorie che circolano sui <strong>telegiornali</strong>, online e sui social.</p>
<p>Questa situazione porta tutti noi a essere più ansiosi e depressi, sfiduciati, costretti a veder saltare piani organizzati da tempo, come vacanze o <strong>rientri a casa per i fuorisede</strong>. Il coronavirus non è solo un’<strong>emergenza sanitaria</strong>, ma una vera e propria <strong>epidemia di insicurezza</strong> che si amplifica con la diffusione incontrollata di <strong>notizie false (fake news sul coronavirus)</strong>.</p>
<p>Per arginarla, la <strong>società italiana di Psichiatria (SIP)</strong> ha messo a punto delle <strong>regole anti-panico</strong>, per lanciare un messaggio chiaro e preciso: non stravolgere le abitudini quotidiane.</p>
<h2>Ansia da coronavirus: le regole anti-panico della Società Italiana Psichiatri</h2>
<p>Ecco a voi le <strong>regole antipanico della Società Italiana Psichiatri</strong>, che possono aiutarvi a mantenere la mente lucida e ferma in caso di attacchi di <strong>ansia da coronavirus </strong>e <strong>paura di ammalarsi</strong>.</p>
<h3>Attenzione prudenza, ma non panico da coronavirus</h3>
<p>Il <strong>panico da coronavirus</strong> aumenta il pericolo, non lo diminuisce. Ci porta a fare scelte frettolose, preoccuparci delle cose sbagliate e ignorare azioni protettive semplici, apparentemente banali, ma molto efficaci. Quando ci troviamo in una situazione di rischio, dobbiamo sempre mantenere la mente vigile.</p>
<h3>Allontaniamo la paura e l’ansia da coronavirus</h3>
<p>È normale avere <strong>ansia e</strong> <strong>paura del coronavirus</strong>, ma la paura si riduce se si sa con chiarezza cosa bisogna fare. Quindi, fidatevi solo delle <strong>fonti ufficiali, aggiornate e accreditate</strong> <strong>sul coronavirus</strong>. Quali?</p>
<ul>
<li><a href="http://www.salute.gov.it/nuovocoronavirus">Ministero della Salute</a></li>
<li><a href="https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/">Istituto Superiore di Sanità</a></li>
<li><a href="https://www.regione.veneto.it/web/sanita/nuovo-coronavirus">Regione Veneto</a></li>
</ul>
<h3>Come ci si protegge?</h3>
<p>L’<strong>Istituto Superiore di Sanità </strong>suggerisce <a href="https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/">semplici azioni di prevenzione individuale per il coronavirus</a>:</p>
<ul>
<li>Evita il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute</li>
<li><strong>Lava e disinfetta sempre le mani</strong>, almeno per 20 secondi con acqua e sapone. È la chiave per prevenire l’infezione. Se non disponi al momento di acqua e sapone, è possibile utilizzare anche un disinfettante per mani con almeno il 60% di alcol.</li>
<li>Il virus entra nel corpo attraverso gli occhi, il naso e la bocca. Evita di toccarli con le <strong>mani non lavate</strong>.</li>
<li>Copri bocca e naso se <strong>starnutisci o tossisci</strong>, preferibilmente nella parte interna della zona del gomito.</li>
<li>Usa la <strong>mascherina</strong> solo se sospetti di <strong>essere malato</strong> o <strong>assisti persone malate</strong></li>
<li>Non prendere farmaci di nessun tipo senza che siano stati prescritti dal medico.</li>
<li>Contatta il <strong>numero verde 1500</strong> se sei tornato dalla <strong>Cina</strong> da meno di <strong>14 giorni</strong> e hai <strong>febbre</strong> o <strong>tosse</strong>.</li>
<li>Se stai male e hai <strong>sintomi compatibili con il Coronavirus</strong>, contatta telefonicamente il tuo medico di base o il 118, senza recarti direttamente in <strong>ambulatorio</strong> o in <strong>Pronto</strong> <strong>Soccorso</strong>.</li>
<li>Rispetta rigorosamente i provvedimenti e indicazioni ufficiali delle <strong>Autorità di Sanità Pubblica</strong>: sono una tutela preziosa per te e per tutti.</li>
</ul>
<p>L’uso regolare di queste azioni elementari riduce significativamente i <strong>rischi di contagio</strong> per sé e i propri cari e sicuramente ha effetti positivi anche sull’<strong>ansia da coronavirus</strong>.</p>
<p>Ti potrebbe interessare:<a href="https://www.psicologabeatriceplanas.it/services/ansia-e-disturbi-di-ansia-sociale/"> ansia e disturbi d&#8217;ansia</a>.</p>
<h2>Cosa bisogna fare per proteggersi dal corona virus?</h2>
<p>Come <strong>Psicologo Prato</strong>, sulla base della mia esperienza ma soprattutto sulla base delle indicazioni rilasciate dalla <strong>SIP</strong>, le <strong>cose da fare per proteggersi dal coronavirus</strong> sono:</p>
<ul>
<li>Non stravolgere le proprie abitudini quotidiane per la <strong>paura di ammalarsi</strong></li>
<li>Mantenere la calma ed evitare di prendere decisioni se ci si trova in un momento di panico.</li>
<li>Se invece compaiono <strong>ansia da coronavirus</strong> o <strong>depressione</strong> rivolgersi a <strong>psichiatri</strong> o <strong>psicologi professionisti</strong></li>
</ul>
<p>Se avete bisogno di aiuto, informazioni aggiuntive o altro, <a href="https://www.psicologabeatriceplanas.it/contatti/">contattatemi</a>.</p>
<h2>Psicologo online: su whatsapp o in video chiamata</h2>
<p>Se da solo pensi di non riuscire a farcela, se hai <strong>crisi di panico</strong> sempre troppo spesso, ti senti male o hai semplicemente bisogno di parlare con un professionista, ho attivato il servizio “<strong>psicologo online</strong>” che consente a tutti i pazienti di poter parlare con uno <strong>psicologo su whatsapp</strong> o <strong>in video chiamata</strong>.</p>
<p>In un momento così critico è così complesso è normale avere un po’ di cedimento e di debolezza. Io voglio restare vicina a queste persone e continuare a dare il mio contributo dove ce ne bisogno.</p>
<p>Vuoi <a href="https://www.psicologabeatriceplanas.it/contatti/">prenotare una <strong>consulenza psicologica online</strong></a>? Scrivimi e scopri come fare.</p>
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		<title>Allontanamento per crisi di coppia: consigli e soluzioni</title>
		<link>https://www.psicologabeatriceplanas.it/allontanamento-per-crisi-di-coppia-consigli-soluzioni/</link>
				<pubDate>Tue, 21 Apr 2020 04:50:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Beatrice Planas]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicologo Prato]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi di coppia quando lasciarsi]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi di coppia sintomi]]></category>
		<category><![CDATA[Recuperare rapporto in crisi]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Quali sono i segnali di una coppia scoppiata? E soprattutto: come si affronta una separazione? Scopriamo insieme. Allontanamento per crisi coppia: ...</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p><em>Quali sono i segnali di una coppia scoppiata? E soprattutto: come si affronta una separazione? Scopriamo insieme. </em></p>
<h2>Allontanamento per crisi coppia: come capire</h2>
<p>Se tu e il tuo partner state vivendo un <strong>allontanamento per crisi di coppia</strong>, vuol dire che ti trovi in un momento molto difficile della tua vita. Quando <strong>tra due partner sorge un problema</strong>, infatti, superare tale momento non è mai facile. Allo stesso tempo, però, una discussione o un evento spiacevole non necessariamente pregiudica il <strong>futuro della relazione</strong>. Riuscire a capire se si tratta di una <strong>crisi di coppia</strong> o <strong>rottura</strong> è decisivo per valutare in che modo agire per il bene di entrambi.</p>
<p>Per prima cosa, bisogna tener presente che non esiste un solo tipo di <strong>crisi di coppia</strong> o <strong>rottura</strong>. Nessuna crisi, per drammatica o superficiale che sia, è sempre uguale all&#8217;altra. Così come le cause di una possibile separazione possono essere influenzate da una miriade di circostanze. E non tutto necessariamente interne alla coppia. Ma <strong>come faccio a capire se si tratta di una crisi di coppia</strong>?</p>
<h2>Segnali di una coppia scoppiata</h2>
<p>I <strong>segnali di una coppia scoppiata</strong> indicano tutti quei casi di <strong>incompatibilità nella</strong> coppia. Si tratta di quelle situazioni in cui si può arrivare a pensare che la crisi sia il semplice preambolo di una prevedibile rottura.</p>
<p>Essi sono riassunti nel concetto dei “<strong>quattro cavalieri dell’apocalisse</strong>” che <strong>John Gottman</strong> descrisse dopo anni di ricerche sulle relazioni sentimentali. Con questo eufemismo, il noto psicologo definisce 4 segnali tipici che appaiono nel momento in cui termina una relazione sentimentale. Essi sono:</p>
<ul>
<li>la critica distruttiva</li>
<li>l’atteggiamento difensivo</li>
<li>il disprezzo nei confronti dell’altro</li>
<li>l’atteggiamento evasivo</li>
</ul>
<p>Anche se ogni situazione è differente e particolare, la presenza di uno o più di questi “cavalieri dell’apocalisse” di Gottman, indica che una crisi di coppia ha già raggiungo livelli tali da lasciar presagire una definitiva rottura.</p>
<h2>Allontanamento per crisi di coppia: soluzioni</h2>
<p>Tuttavia, le <strong>soluzioni per l’allontanamento per una crisi di coppia</strong> ci sono. Bisogna capire però se la tua situazione si adatta ad una soluzione. Perché ci sono casi in cui le crisi sono necessarie, indicano che la relazione è arrivata a un punto di non ritorno. Quando invece, si può<strong> salvare un rapporto in crisi</strong>?</p>
<h2>Come recuperare rapporto in crisi?</h2>
<p>Per voi alcuni utili consigli per capire come recuperare un rapporto in crisi.</p>
<h3>Tu e il tuo partner guardate nella stessa direzione</h3>
<p>Capire se <strong>tu e il tuo partner guardate nella stessa direzione</strong> significa constatare se siete sulla stessa lunghezza d’onda. Quali sono i vostri obiettivi? Quali i vostri progetti, la vostra visione di mondo?</p>
<p>Se le risposte non coincidono con quelle del tuo partner può essere utile chiedersi “dove voglio andare”. Questo perché se le direzioni che tu e il tuo partner volete prendere sono molto differenti, la crisi può essere una benedizione. Tenersi le mani sugli occhi non serve a nulla.</p>
<p>Osserva la tua relazione dall’esterno e chiediti se state andando nella stessa direzione. Ciò che serve nella coppia è che ognuno abbia un suo modo di approcciarsi alla vita, ma è importante che la direzione sia la stessa.</p>
<h3>Allontanamento per crisi di coppia: Imparare a comunicare</h3>
<p>Quando è in atto un <strong>allontanamento per crisi di coppia</strong> bisogna innanzitutto <strong>imparare a comunicare</strong>. Dire al tuo partner quali sono le tue emozioni e come ti senti. Spesso, infatti, alla base di un rapporto in crisi c’è un problema di comunicazione. Si ha, cioè, la tendenza a voler leggere nella mente di chi è al nostro fianco.</p>
<p>La frase tipica che si ripete spesso è: “<strong>So cosa stai pensando perché ti conosco bene</strong>”. Anche se l’altro non ha detto nulla, crediamo di poter conoscere i suoi pensieri e i suoi comportamenti. Tuttavia ciò è davvero molto rischioso, perché ci allontana dalla realtà e crea <strong>problemi di comunicazione</strong>.</p>
<p>Smettere di pensare di poter indovinare quello che pensa l’altro è un ottimo rimedio alla crisi.</p>
<h3>Relazione sbilanciata e crisi di coppia</h3>
<p>A volte tra i due partner si crea una <strong>relazione sbilanciata</strong> che avrà come risultato nel tempo quello di creare insoddisfazione in entrambi. Un rapporto in cui uno dei due venga considerato più intelligente, più apprezzato, economicamente e socialmente più forte, e l’altro viva di luce riflessa, non può che giungere ad una crisi.</p>
<p>Per superare questa dinamica occorre che ognuno dei due partner riesca a darsi il giuso valore.</p>
<h2>Psicologo Prato: allontanamento per crisi di coppia</h2>
<p>Se stai vivendo un <strong>allontanamento per crisi di coppia</strong> e vuoi cercare di superarlo o capire se è possibile salvare ancora qualcosa o se hai semplicemente bisogno di conforto o di parlare, io posso aiutarti. Come <strong>Psicologo Prato</strong> ho seguito moltissime <strong>coppie in crisi</strong>.</p>
<p>Se hai bisogno di scrivermi, usa la <a href="https://www.psicologabeatriceplanas.it/contatti/">Pagina Contatti</a>.</p>
<h2>Psicologo online</h2>
<p>Vista la situazione di emergenza nazionale, ho attivato il servizio di <strong>psicologo</strong> <strong>online</strong>, disponibile<strong> su whatsapp o in video chiamata</strong>, per continuare ad offrire il mio contributo personale e aiutare le persone, nonostante tutto.</p>
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		<title>Regole di sopravvivenza a casa: psicologo online e Coronavirus</title>
		<link>https://www.psicologabeatriceplanas.it/regole-di-sopravvivenza-a-casa-psicologo-online-e-coronavirus/</link>
				<pubDate>Mon, 20 Apr 2020 08:13:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Beatrice Planas]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicologo Prato]]></category>
		<category><![CDATA[psicologo coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[psicologo isolamento]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologo online]]></category>
		<category><![CDATA[psicologo quarantena]]></category>
		<category><![CDATA[psicologo stress]]></category>
		<category><![CDATA[psicologo videochiamata]]></category>
		<category><![CDATA[psicologo whatsapp]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Lo psicologo online redige una guida per superare queste settimane a casa per l’emergenza sanitaria con le regole di sopravvivenza per ...</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.psicologabeatriceplanas.it/regole-di-sopravvivenza-a-casa-psicologo-online-e-coronavirus/">Regole di sopravvivenza a casa: psicologo online e Coronavirus</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.psicologabeatriceplanas.it">Psicologo Online - Dott.ssa Beatrice Planas | Con 30 anni di esperienza</a>.</p>
]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p><em>Lo psicologo online redige una guida per superare queste settimane a casa per l’emergenza sanitaria con le regole di sopravvivenza per affrontare il Coronavirus. </em></p>
<h2>Psicologo online e coronavirus</h2>
<p><strong>Restare a casa</strong> per tutto questo tempo e vedere la libertà diminuire giorno dopo giorno può portare a repentini cambiamenti di umore.</p>
<p>Per affrontare tutto questo, come <strong>psicologo online</strong> ho deciso di stilare una lista di <strong>regole di sopravvivenza al coronavirus</strong>, facendo riferimento a quanto detto e scritto dai massimi esperti del settore fino ad adesso. Per cercare di rimanervi vicini, anche se distanti.</p>
<h2>Resilienza</h2>
<p>La <strong>resilienza</strong> è la capacità del giunco, la piccola piantina che si piega alle sferzate del vento senza lasciarsi spezzare. Tradotta in termini psicologici, è la capacità dell’individuo di <strong>affrontare e superare in maniera positiva un trauma</strong> o un periodo di difficoltà.</p>
<p>Per svilupparla occorre adottare un atteggiamento costruttivo e restare aperti alle tante possibilità che la vita può riservarci. L’atteggiamento resiliente ci serve per <strong>gestire al meglio lo stress</strong>, utilizzando la risorsa più preziosa che abbiamo: la nostra volontà.</p>
<h2>Psicologo online: riscoprire se stessi</h2>
<p>Se guardiamo al passato storico, tornando indietro di quasi duemila anni, ai tempi dei romani l’ozio era visto come un’incredibile opportunità per accrescere la propria cultura e la propria anima. È il momento in cui finalmente il filosofo, staccandosi dagli adempimenti della vita terrena, può occuparsi alla creazione di futuro, attraverso la riflessione, la scrittura e lo studio.</p>
<p>Questo <strong>momento di quarantena</strong> e <strong>isolamento</strong>, il <strong>consiglio dello psicologo online</strong> deve diventare allora un’occasione per riorganizzare il nostro quotidiano, fronteggiando una routine completamente diversa dal solito, apprezzando e assaporando a pieno i piccoli gesti giornalieri: fare la colazione, cura del corpo, lettura dei quotidiani, pausa caffè, aperitivo serale, cucina, film, letture, ecc… in questo momento, possiamo dare una nuova dignità al nostro tempo.</p>
<h2>Gestire le emozioni negative: i consiglio dello Psicologo Prato</h2>
<p>Un altro passaggio importante è imparare a <strong>gestire le emozioni negative</strong>. Questo perché la percezione della realtà può cambiare molto in base a come ci sentiamo. Quando siamo agitati, per esempio, la percezione del rischio si modifica grandemente. Ma come si gestiscono le emozioni?</p>
<p>Un primo consiglio dello <strong>Psicologo Prato</strong> è quello di imparare a riconoscerle e a dare loro un nome: <strong>ho paura</strong>, <strong>sono spaventato</strong>, <strong>sono molto triste</strong>, <strong>ho nostalgia della famiglia</strong>.</p>
<p>Una volta fatto questo, bisogno lasciarle andare, senza tentare di risolverle, controllarle o nasconderle. Per farlo, ci viene in contro la <strong>respirazione</strong> e le <strong>tecniche di rilassamento</strong> (come per esempio concentrarsi per 5-10 minuti su un respiro lento e regolare).</p>
<h2>Psicologo online: lavorare da casa</h2>
<p>Per chi in questi giorni sta continuando a <strong>lavorare da casa</strong>, è necessario organizzare nuovamente la propria giornata con limiti e routine. Il consiglio dello <strong>psicologo online</strong> è di separare gli ambienti di lavoro con quelli casalinghi, mantenere degli orari definiti e prendersi cura di sé come in una giornata qualsiasi. Questo significa che magari non è il massimo <strong>stare in tuta da ginnastica tutto il giorno</strong>, continuiamo a vestirci non per gli altri, ma per noi stessi.</p>
<h2>Psicologo Prato: Attività fisica e coronavirus</h2>
<p>In tempi di <strong>coronavirus</strong>, non dimenticate l’<strong>attività fisica</strong>. Infatti, in questi giorni in cui le uscite sono limitate al minimo, è molto importante. Sono tantissime le ricerche che mostrano come il movimento abbia dei benefici sulla nostra psiche, sull’umore, sulla capacità di concentramento, perché aiuta a scaricare la tensione, libera endorfine. Per questo, il consiglio dello <strong>Psicologo Prato</strong> è che bisognerebbe <strong>alzarsi dalla sedia</strong> dove si lavora <strong>ogni 50 minuti</strong>, fare qualche movimento di <strong>stretching</strong> e dedicare mezz’ora al giorno a qualche <strong>esercizio a corpo libero</strong> che aumenti la frequenza cardiaca riesca ad attivarci fisicamente.</p>
<h2>Psicologo online: su whatsapp o in video chiamata</h2>
<p>Se da solo pensi di non riuscire a farcela, se hai <strong>crisi di panico</strong> sempre troppo spesso, ti senti male o hai semplicemente bisogno di parlare con un professionista, ho attivato il servizio “<strong>psicologo online</strong>” che consente a tutti i pazienti di poter parlare con uno <strong>psicologo su whatsapp</strong> o <strong>in video chiamata</strong>.</p>
<p>In un momento così critico è così complesso è normale avere un po’ di cedimento e di debolezza. Io voglio restare vicina a queste persone e continuare a dare il mio contributo dove ce ne bisogno.</p>
<p>Vuoi <a href="https://www.psicologabeatriceplanas.it/contatti/">prenotare una <strong>consulenza psicologica online</strong></a>? Scrivimi e scopri come fare.</p>
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		<item>
		<title>Come sconfiggere i sensi di colpa?</title>
		<link>https://www.psicologabeatriceplanas.it/come-sconfiggere-sensi-di-colpa-psicologa-prato/</link>
				<pubDate>Mon, 30 Dec 2019 08:00:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Beatrice Planas]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicologo Prato]]></category>
		<category><![CDATA[Depressione e senso di colpa]]></category>
		<category><![CDATA[Sensi di colpa per tradimento]]></category>
		<category><![CDATA[Sensi di colpa sintomi]]></category>
		<category><![CDATA[Senso di colpa e ansia]]></category>
		<category><![CDATA[Senso di colpa inconscio]]></category>
		<category><![CDATA[Senso di colpa indotto]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.psicologabeatriceplanas.it/?p=2437</guid>
				<description><![CDATA[<p>A volte ci sentiamo in colpa per cose che non abbiamo fatto, che abbiamo fatto ma che sfuggono al nostro controllo, ...</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.psicologabeatriceplanas.it/come-sconfiggere-sensi-di-colpa-psicologa-prato/">Come sconfiggere i sensi di colpa?</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.psicologabeatriceplanas.it">Psicologo Online - Dott.ssa Beatrice Planas | Con 30 anni di esperienza</a>.</p>
]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p><em>A volte ci sentiamo in colpa per cose che non abbiamo fatto, che abbiamo fatto ma che sfuggono al nostro controllo, a causa della pressione esercitata da altri&#8230; esistono diversi tipi di sensi di colpa. Scopri qual è il tuo e come eliminarlo. </em></p>
<h2>Sensi di colpa sintomi</h2>
<p>Quando ci sentiamo costantemente in colpa potremmo trovarci di fronte a un caso di <strong>senso di colpa patologico</strong>. Esso si verifica quando ci sentiamo in colpa anche per cose che non abbiamo fatto, ma che pensiamo di poter aver fatto. Ovvero quando ci preoccupiamo di aver infastidito delle persone, ci prendiamo la responsabilità di errori altrui.</p>
<p>I principali <strong>sintomi del senso di colpa</strong> sono, infatti, vergogna e preoccupazione. È molto semplice cadere nel senso di colpa, al contrario è complicato capire <strong>come sconfiggere i sensi di colpa.</strong></p>
<h2>Tipologie di sensi di colpa</h2>
<p>In realtà, vi sono diverse <strong>tipologie di senso di colpa</strong> in cui possiamo imbatterci. Il più diffuso è sicuramente il <strong>senso di colpa per aver fatto qualcosa di sbagliato</strong> contro qualcuno e che può riguardare eventi del passato che non si riescono a rimuovere, o anche eventi recenti. Si potrebbe avere anche il <strong>senso di colpa per qualcosa che non abbiamo fatto ma che avremmo potuto fare</strong>. Oppure per qualcosa che pensiamo di aver fatto ma che in realtà non abbiamo fatto. In questo caso la nostra mente sarà convinta di averlo fatto e il senso di colpa sarà egualmente profondo come se avessimo effettivamente sbagliato noi.</p>
<h3>Il senso di colpa per non aver fatto abbastanza per gli altri</h3>
<p>Un <strong>senso di colpa</strong> molto particolare è quello in cui sentiamo di <strong>non aver fatto abbastanza per aiutare gli altri</strong>, in questa categoria rientrano soprattutto i medici che non riescono a curare determinate patologie dei loro pazienti. O molto semplicemente ci si può sentire in colpa anche solo perché si sta meglio di altri, o perché si è stati più fortunati rispetto ad altre persone. Quest’ultimo caso avviene soprattutto in circostanze di differenze economiche tra amici o parenti, ma anche tra i sopravvissuti di guerra più fortunati rispetto ai loro compagni deceduti. A ogni tipologia corrisponderà un proprio percorso su <strong>come sconfiggere i sensi di colpa</strong>.</p>
<h3>Sensi di colpa per tradimento</h3>
<p>Il più diffuso è senza dubbio il <strong>senso di colpa per tradimento</strong>, non solo in una <strong>coppia</strong> ma anche tra <strong>amici</strong>. Ciò avviene quando si viene meno a un patto tra due persone legate da un forte sentimento o da una fedeltà profonda. La rottura del patto va a incrinare profondamente la simbiosi creata con l’altra persona. Ciò causa ovviamente l’allontanamento tra le persone protagoniste del patto e quindi un profondo senso di colpa per essere stati la causa di tale allontanamento. <strong>Come eliminare i sensi di colpa dopo aver tradito</strong> non è affatto semplice, soprattutto perché servirebbe in particolar modo l’aiuto della persona tradita, la quale potrebbe non essere più bendisposta nei nostri confronti.</p>
<h3>Senso di colpa indotto</h3>
<p>Sebbene molti <strong>sensi di colpa</strong> provengano dall&#8217;interno, vi sono alcuni sensi di colpa che vengono attivati dall&#8217;esterno. In questi casi, si parla di <strong>senso di colpa indotto</strong>. Ovvero può capitare di non sentirsi in colpa per aver fatto qualcosa, ma qualcuno potrebbe indurci al pentimento. Vi sono persone infatti che tendono a provocare il senso di colpa, spesso anche per scaricare loro stessi e attribuire le colpe a qualcun altro.</p>
<p><strong>Il senso di colpa indotto</strong> ci fa quindi vergognare di fronte alla persona che lo ha prodotto.</p>
<h3>Senso di colpa inconscio</h3>
<p>I sensi di colpa derivano dalla morale. Non sono innati, ma sono sentimenti che crescono durante il corso della nostra vita, senza esserne neanche consapevoli. Fin da bambini infatti ci vengono inculcate una serie di norme da rispettare, tutto ciò porta a reprimere i nostri bisogni. Quando poi infrangiamo questi codici automaticamente temiamo subito quello che gli altri potrebbero dire su ciò che abbiamo fatto e soffriamo perché viene meno l’approvazione della comunità esterna da cui deriva un <strong>senso di colpa inconscio</strong>. Quindi la reale preoccupazione di chi <strong>soffre per il senso di colpa</strong> è quella dell’allontanamento delle persone amate per delusione nei nostri confronti.</p>
<h3>Senso di colpa verso i genitori</h3>
<p>La maggior parte dei <strong>sensi di colpa</strong> scatta <strong>all’interno delle famiglie tra genitori e figli</strong>. Ad esempio spesso può capitare che un figlio provi un <strong>senso di colpa verso i genitori</strong> se il proprio genitore è mentalmente instabile e ci si dà la colpa per la situazione in cui ricade. Viceversa molti genitori potrebbero tendere a manipolare il proprio figlio inconsciamente per far scattare in loro un senso di colpa per qualcosa che hanno fatto.</p>
<h2>Patologie associate ai sensi di colpa</h2>
<p>Secondo alcuni studi, ci sono delle <strong>patologie associate ai sensi di colpa</strong>. Oltre che essere dannoso per la nostra salute mentale, infatti, il senso di colpa può rivelarsi dannoso anche per la salute fisica. Degli studiosi ritengono, infatti, che il <strong>senso di colpa distruttivo</strong> e la rinuncia al piacere possano far nascere malattie cardiovascolari, ulcere e in alcuni casi potrebbero incidere anche su problemi di memoria e malattie come l’Alzheimer.</p>
<h2>Senso di colpa e ansia</h2>
<p>A incidere sul senso di colpa è anche la sensazione di ansia. <strong>Senso di colpa e ansia </strong>sono strettamente collegati. Questo avviene soprattutto quando abbiamo una serie di cose da fare ma non riusciamo a completarle. L’ansia di non riuscire a completarle fa scaturire in noi un <strong>senso di colpa per non essere riusciti</strong> nel nostro intento con conseguenze notevoli sul nostro benessere psichico.</p>
<h2>Depressione e senso di colpa</h2>
<p>I sensi di colpa possono essere molto pericolosi in pazienti già affetti da depressione in quanto amplificano la sensazione arrivando ad avere una concezione negativa di sé non solo in relazione all’evento accaduto ma in generale. <strong>Depressione e senso di colpa</strong> infatti sono assolutamente collegati. Questo va ovviamente a incidere sull’autostima già bassa nei soggetti depressi. I soggetti depressi, inoltre, hanno una maggiore probabilità di produrre <strong>sensi di colpa ingiustificati</strong>, poiché, con molta più facilità, si danno la colpa per cose che non hanno fatto.</p>
<h2>Come sconfiggere i sensi di colpa</h2>
<p>Molti si chiedono <strong>come sconfiggere i sensi di colpa</strong>. Anche se è faticoso, non è impossibile, ma soprattutto è di vitale importanza. Per uscirne è necessario riconsiderare il proprio sistema di regole e di valori, assumersi la responsabilità di ciò che si è fatto, anche calcolando e accettando le conseguenze negative, accettare la fallacità dell’animo umano e quindi ammettere le proprie colpe, ma soprattutto è fondamentale imparare a tollerare la disapprovazione altrui che ti libererà da molte catene. È altresì importante perdonarsi, accettare l’immutabilità degli eventi già accaduti e costruendo la consapevolezza di ritenersi meritevoli di successo.</p>
<h2>Senso di colpa patologico &#8211; Perché rivolgersi allo psicologo</h2>
<p>A volte da soli non si riesce a capire <strong>come sconfiggere i sensi di colpa</strong> e si ha bisogno dell’aiuto di un professionista.</p>
<p>Come <strong>psicologo a Prato</strong>, mi occupo da oltre trent’anni di sensi di colpa e insieme al paziente costruisco dei percorsi che vanno ad allentare il peso dei sensi di colpa fino ad eliminarli completamente. Se vuoi avere un preventivo, <a href="https://www.psicologabeatriceplanas.it/contatti/">richiedi informazioni scrivendomi qui</a>.</p>
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]]></content:encoded>
										</item>
		<item>
		<title>Cosa fa la Psicologa? Differenza tra psicologo e psichiatra</title>
		<link>https://www.psicologabeatriceplanas.it/psicologa-cosa-fa-differenza-tra-psicologo-psichiatra/</link>
				<pubDate>Mon, 23 Dec 2019 14:06:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Beatrice Planas]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicologo Prato]]></category>
		<category><![CDATA[Differenza psicologo psichiatra]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologa Prato]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologo costo]]></category>
		<category><![CDATA[Quando andare dallo psicologo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.psicologabeatriceplanas.it/?p=2432</guid>
				<description><![CDATA[<p>Cosa fa una psicologa? Qual è la differenza tra uno psicologo o uno psichiatra? La psicoterapia serve veramente? Visto che in ...</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.psicologabeatriceplanas.it/psicologa-cosa-fa-differenza-tra-psicologo-psichiatra/">Cosa fa la Psicologa? Differenza tra psicologo e psichiatra</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.psicologabeatriceplanas.it">Psicologo Online - Dott.ssa Beatrice Planas | Con 30 anni di esperienza</a>.</p>
]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p><em>Cosa fa una psicologa? Qual è la differenza tra uno psicologo o uno psichiatra? La psicoterapia serve veramente? Visto che in molti se lo chiedono, l’articolo di oggi vuole rispondere a tutte le vostre domande. </em></p>
<h2>Che cosa fa lo psicologo?</h2>
<p>Da un punto di vista scientifico, lo <strong>psicologo</strong> si occupa di prevenzione, diagnosi e attività tecnico-riabilitative e di sostegno in ambito psicologico e rivolti a un singolo, un gruppo o una comunità. È una <strong>professione sanitaria</strong>, che necessità di una laurea di cinque anni e di aver passato l’esame di stato per essere iscritto all&#8217;albo.</p>
<p>A seconda della specializzazione, si occupa di <strong>patologie</strong> e <strong>nevrosi</strong> che riguardano la <strong>salute mentale</strong> di una persona.</p>
<h3>Di quali disturbi si occupa?</h3>
<p>Lavoro come <strong>Psicologa a Prato </strong>e tratto <strong>problemi di <a href="https://www.psicologabeatriceplanas.it/attacchi-ansia-sintomi-fisici-mentali-tipologie-rimedi/">Ansia</a>, <a href="https://www.psicologabeatriceplanas.it/bassa-autostima-cause-sintomi-rimedi/">Bassa Autostima</a>, <a href="https://www.psicologabeatriceplanas.it/services/depressione/">Depressione</a>, <a href="https://www.psicologabeatriceplanas.it/attacchi-di-panico-cosa-fare-sintomi-cause-terapia/">Attacchi di panico</a>, <a href="https://www.psicologabeatriceplanas.it/disturbi-alimentazione-psicologo-prato/">Anoressia</a>, <a href="https://www.psicologabeatriceplanas.it/disturbi-alimentazione-psicologo-prato/">Bulimia</a></strong>, e tutti i problemi legati ai <a href="https://www.psicologabeatriceplanas.it/disturbi-alimentari-cause-sintomi-tipologie-rimedi/"><strong>disturbi alimentari</strong></a>. Nel corso degli oltre trenta anni di professione, mi sono occupata anche di <a href="https://www.psicologabeatriceplanas.it/psicologo-prato-problemi-di-coppia-quando-cala-il-desiderio-in-una-relazione/"><strong>difficoltà relazionali</strong></a>, con sedute di coppia o in singolo; e di adolescenza: <strong><a href="https://www.psicologabeatriceplanas.it/services/probemi-genitori-figli/">rapporto genitori-figli</a>, <a href="https://www.psicologabeatriceplanas.it/rabbia-aggressivita-come-curarla-cause/">problemi di rabbia</a>, <a href="https://www.psicologabeatriceplanas.it/services/carenza-motivazionale/">carenza di motivazione</a></strong> e <a href="https://www.psicologabeatriceplanas.it/services/dipendenze/"><strong>dipendenze</strong></a>.</p>
<h2>Qual è la differenza tra psicologo e psichiatra?</h2>
<p>Per capire qual è la <strong>differenza tra psicologo e psichiatra</strong> bisogna innanzitutto differenziare le due professioni. Lo <strong>Psichiatra</strong> è un <strong>medico</strong> che si occupa soprattutto di <strong>malattie psichiatriche</strong> a carico del sistema fisico dell’essere umano. Al contrario, lo <strong>psicologo</strong> guarda soprattutto gli <strong>aspetti cognitivi del disturbo mentale</strong>. Questo significa che lo psichiatra richiede e valuta esami medici e <strong>prescrive farmaci</strong>, mentre lo psicologo utilizza strumenti di intervento, colloqui, somministrazioni di test e offre sostegno empatico al paziente.</p>
<h3>Cosa fa la psicologa: il rapporto di fiducia psicologo &#8211; paziente</h3>
<p>Per capire <strong>cosa fa una psicologa</strong> bisogna innanzitutto comprendere l’importanza di avere un confronto paritetico col paziente. Questo significa che per lo <strong>psicologo</strong> è molto importante instaurare un <strong>rapporto di fiducia col paziente</strong> (<strong>transfert emotivo</strong>), perché senza fiducia non si va avanti.</p>
<p>L’obiettivo finale è quello di riattivare le risorse, la capacità di scelta, le emozioni positive del paziente in modo che stia meglio e sia in grado di riequilibrare da sé gli squilibri chimici del proprio cervello.<br />
Talvolta <strong>psicologo e psichiatra collaborano</strong>, nel perseguire la salute di un dato paziente.</p>
<h2>Quando andare dallo psicologo?</h2>
<p>La domanda “<strong>quando andare a parlare con uno psicologo</strong>” non ha una risposta precisa: è una decisione che si elabora un po’ alla volta. Spesso si attende parecchio tempo, prima di decidere di iniziare una <strong>terapia psicologica</strong> e questo accade quando i propri problemi iniziano ad inficiare e compromettere in modo significativo diversi ambiti della propria vita.</p>
<h3>Cosa dire allo psicologo?</h3>
<p>Allo psicologo si può parlare di tutta la propria vita. È un po’ come confidarsi e raccontare del proprio passato, presente e futuro, a partire dall&#8217;infanzia per poi focalizzarsi sui problemi attuali. È un percorso privato, che non verrà mai rivelato a nessuno. Si può iniziare, a seconda dei casi, a parlare della propria storia famigliare, altre volte invece è meglio partire dai problemi attuali. Insomma, non esiste un vero e proprio vademecum, perché <strong>cosa dire allo psicologo</strong> dipende dal motivo per il quale si inizia la <strong>psicoterapia</strong> e dal <strong>tipo di psicoterapia</strong> stessa.</p>
<h2>Lo psicologo aiuta veramente?</h2>
<p>Lo studio di uno <strong>Psicologo</strong> non è solamente un posto dove potersi sfogare, anche se in molti hanno questa idea. Lo <strong>psicologo aiuta veramente</strong>, nella misura in cui riesce a costruire con il paziente un <strong>rapporto di assoluta fiducia</strong>, tale da permettere di affrontare ed elaborare insieme i problemi della vita, le emozioni, i pensieri, le sensazioni, i desideri e i sogni.</p>
<p>Chi si affida alla psicoterapia ha la possibilità di <strong>affrontare tutti i problemi</strong>. Per cui la risposta alla domanda “<strong>cosa fa una psicologa</strong>” è: aiutare il paziente a <strong>superare le difficoltà della vita</strong>.</p>
<h2>Quanto dura una seduta da uno psicologo?</h2>
<p>Capire <strong>quanto dura la seduta da uno psicologo</strong> non è difficile se si parla di un singolo incontro. Infatti, <strong>dura normalmente cinquanta minuti / un’ora</strong>, a parte casi eccezionali. Chiaro è che lo psicologo non è come il medico, non dà farmaci che poi si attivano e curano, ma instaura una relazione che deve essere costruita nel tempo e grazie alla quale si passano tutte le informazioni e gli strumenti per venir fuori da i problemi che ci affliggono. Una seduta non basterà mai da sola, bisogna attivare un percorso la cui <strong>durata varia a seconda del problema e della terapia</strong>.</p>
<h2>Quanto costa andare dallo psicologo?</h2>
<p>Andare dallo psicologo significa iniziare un percorso in cui ogni seduta ha un costo variabile, a seconda del terapista. È difficile dare una risposta alla domanda “<strong>quanto costa andare dallo psicologo</strong>” perché dipende da numerosi varianti che coinvolgono il tipo di problema, la risposta del paziente e il numero di sedute necessarie.</p>
<p>Per avere idea di un preventivo preciso, <a href="https://www.psicologabeatriceplanas.it/contatti/">richiedilo gratuitamente cliccando qui.</a></p>
<p>Saprò rispondere a ogni tuo dubbio ed elaboreremo insieme un percorso in grado di permetterti di affrontare qualunque tipologia di problema.</p>
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		<title>Depressione natalizia: sentirsi tristi a Natale</title>
		<link>https://www.psicologabeatriceplanas.it/depressione-natalizia-sentirsi-tristi-a-natale/</link>
				<pubDate>Mon, 16 Dec 2019 16:11:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Beatrice Planas]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicologo Prato]]></category>
		<category><![CDATA[Depressione natalizia sintomi]]></category>
		<category><![CDATA[Depressione post Natale]]></category>
		<category><![CDATA[Depressione pre Natale]]></category>
		<category><![CDATA[Odiare le feste]]></category>
		<category><![CDATA[Superare la depressione natalizia]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>depressione natalizia sintomiIl Natale non è solo fiocchi e regali, a volte può nascondere delle insidie profonde nell&#8217;animo delle persone, altre ...</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p><em>depressione natalizia sintomiIl Natale non è solo fiocchi e regali, a volte può nascondere delle insidie profonde nell&#8217;animo delle persone, altre vere e proprie forme di malinconia. Hai mai sofferto di depressione natalizia? Non ti preoccupare, in questo articolo ti spiego cosa fare. </em></p>
<h2>Depressione natalizia cosa significa</h2>
<p>Cosa <strong>significa depressione natalizia</strong> (o <strong>Christmas Blues</strong>)? È un particolare <strong>tipo di depressione</strong> che colpisce durante le <strong>festività di Natale</strong>. Questo perché, circondati da luci sfavillanti, alberelli colorati e persone felici, a molti capita di sentirsi profondamente tristi.</p>
<h2>Depressione natalizia: sintomi</h2>
<p>I sintomi della depressione natalizia sono:</p>
<ul>
<li><strong>Ansia </strong></li>
<li>Insonnia</li>
<li>crisi di pianto</li>
<li>pensieri negativi</li>
<li>anedonia</li>
<li>problemi sessuali</li>
<li>memoria</li>
<li>iperfagia</li>
<li>aumento del peso</li>
</ul>
<p>I cambiamenti di luce e buio e l’accorciarsi delle giornate possono agire sulla produzione di serotonina, neurotrasmettitore che regola l’umore, e sulla melatonina, alternando i naturali ritmi biologici.</p>
<h2>Tipologie di depressione natalizia</h2>
<p>Esistono diverse <strong>tipologie della depressione natalizia</strong>, anche se gli esperti sono solito dividerle in “<strong>depressione pre Natale</strong>” e “<strong>depressione post Natale</strong>”. Vediamo le differenze:</p>
<h3>Depressione pre Natale</h3>
<p>Tipica per chi nutre forti aspettative dalle feste, la <strong>depressione pre Natale</strong>, dettata dall&#8217;<strong>ansia </strong>e dal peso delle convenzioni sociali, può trasformarsi in un vero e proprio <strong>incubo di Natale</strong>. Non riuscire a comprare i regali per questioni di tempo o di soldi; non voler incontrare alcune persone; il troppo tempo libero a disposizione… sono tutti elementi che possono portare la persona a provare un certo grado di depressione.</p>
<h3>Depressione post Natale</h3>
<p>La <strong>depressione post Natale</strong>, oltre che per i motivi elencati prima, potrebbe dipendere anche dal fatto che si sta iniziando a percepire la fine delle feste e della pausa. L’idea di ritornare alla quotidianità può portare a provare una certa depressione.</p>
<h2>Odiare le feste psicologia</h2>
<p>Il British Medical Journey ha spiegato <strong>perché le persone odiano le feste</strong>, soprattutto il <strong>Natale</strong>. Le <strong>cause della</strong> <strong>depressione natalizia</strong> infatti vanno cercate nelle convenzioni sociali che si è costretti ad osservare durante le festività. Anche se non sembra, infatti, i festeggiamenti natalizi comportano una serie di fattori stressanti: riunioni familiari (magari con persone poco gradite); liste di regali da fare (ed eventuali difficoltà economiche); diminuzione degli impegni lavorativi / scolastici e più tempo libero da passare in famiglia, con acutizzazione della sofferenza nelle persone che stanno affrontato o hanno affrontato un lutto di recente.</p>
<h2>Consigli per superare la depressione natalizia</h2>
<p>Il modo migliore per <strong>superare la depressione natalizia</strong> è quello di <strong>rivolgersi a un professionista</strong>. La consultazione di un esperto è fondamentale per superare la malattia ed è necessaria quando la depressione assume forme ingravescenti o comunque fortemente limitanti.</p>
<p>Tuttavia ci sono una serie di azioni che si possono eseguire per cercare di migliorare la situazione.</p>
<h3>&#8211; Pianifica per tempo il natale</h3>
<p>Se si riuscisse a <strong>pianificare per tempo l’organizzazione delle festività</strong> non si rischierebbe di avere a Natale con l’acqua alla gola, depressi perché non si è riusciti a comprare i regali o non si hanno i soldi per farlo. Pianifica prima le spese, stabilisci un budget, non farti stressare dallo <strong>shopping natalizio</strong>.</p>
<h3>&#8211; Non sei obbligato ad andare alle feste</h3>
<p>Ricorda: <strong>non sei obbligato ad andare alle feste</strong> e non devi assolutamente fare cose non vuoi. Se partecipare ad alcuni eventi sociali ti mette a disagio, non andare. Impara a dire di “no”.</p>
<h3>&#8211; Non forzarti ad apparire felice</h3>
<p><strong>Non forzarti ad apparire felice</strong>, vive le tue emozioni senza limiti e non sentirti diverso solo perché è Natale, tutti sono felici e tu no. Confidare alle persone il tuo stato d’animo può aiutarti a farti sentire meglio.</p>
<h3>&#8211; Non avere paranoie</h3>
<p>Spesso la <strong>depressione natalizia</strong> dipende molto dalle <strong>paranoie</strong> che quotidianamente alcune persone vivono con molta intensità. Bisogna imparare a lasciare andare i pensieri negativi ricorrenti, in modo da lenire il <strong>senso di solitudine</strong> e sviluppare al contrario <strong>resilienza</strong>.</p>
<p>Attorno a te ci sono cose, persone, emozioni: vivile adesso, non rimuginare sul passato o su quello che potrebbe accadere in futuro.</p>
<h3>&#8211; Fai una passeggiata sotto al sole</h3>
<p>Una <strong>bella passeggiata quando c’è il sole</strong> non può far che bene. Il sole ha effetti positivi sul nostro benessere psicofisico. Prenditi cura di te e fai attività piacevoli.</p>
<h3>&#8211; Ridimensiona la portata del clima natalizio</h3>
<p><strong>Ridimensiona la portata del clima natalizio</strong>, non attribuirgli più tutta questa importanza, non vivere le Feste come un’imposizione, ma come una scelta da compiere in modo coerente con i propri valori.</p>
<h2>Psicologa Prato Depressione Natalizia</h2>
<p>Come <strong>Psicologo a Prato</strong> ho visto negli ultimi anni diversi casi di <strong>depressione Natalizia</strong> e ho imparato ad adottare un metodo per permettere ai miei pazienti di affrontare con il massimo della disinvoltura possibile uno dei periodi più stressanti dell’anno. Come? <a href="https://www.psicologabeatriceplanas.it/contatti/">Se hai bisogno di una consulenza, scrivimi.</a></p>
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		<title>L’ipocondria, la paura di ammalarsi e la paura delle malattie</title>
		<link>https://www.psicologabeatriceplanas.it/ipocondria-paura-di-ammalarsi-paura-delle-malattie/</link>
				<pubDate>Fri, 06 Dec 2019 07:48:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Beatrice Planas]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicologo Prato]]></category>
		<category><![CDATA[Ansia e ipocondria]]></category>
		<category><![CDATA[Come vincere la paura di ammalarsi]]></category>
		<category><![CDATA[Ipocondria come combatterla]]></category>
		<category><![CDATA[Ipocondria sintomi]]></category>
		<category><![CDATA[Paura delle malattie]]></category>
		<category><![CDATA[Paura di ammalarsi bambini]]></category>
		<category><![CDATA[Paura di ammalarsi di tumore]]></category>
		<category><![CDATA[Paura di ammalarsi e delle malattie]]></category>
		<category><![CDATA[Paura di ammalarsi in gravidanza]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Paura di ammalarsi e paura di avere delle malattie a chi non è mai capitato di soffrire di ipocondria? Ma come ...</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.psicologabeatriceplanas.it/ipocondria-paura-di-ammalarsi-paura-delle-malattie/">L’ipocondria, la paura di ammalarsi e la paura delle malattie</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.psicologabeatriceplanas.it">Psicologo Online - Dott.ssa Beatrice Planas | Con 30 anni di esperienza</a>.</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p><em>Paura di ammalarsi e paura di avere delle malattie a chi non è mai capitato di soffrire di ipocondria? Ma come nasce questa malattia e come si può curare? Scopriamolo insieme. </em></p>
<h2>Paura di ammalarsi, paura delle malattie, paura di morire</h2>
<p>La caratteristica essenziale dell’<strong>ipocondria</strong> è la preoccupazione legata alla <strong>paura di ammalarsi</strong>, <strong>paura di avere delle malattie</strong>, a volte anche <strong>paura di morire</strong>.</p>
<p>Si può parlare di <strong>ansia da malattia</strong>, solo se una corretta valutazione medica ha già escluso che i sintomi che il paziente sente non fanno riferimento a nessun’altra malattia. A volte, l’ipocondria può esserci anche in presenza di una malattia organica non grave.</p>
<h2>Paura di ammalarsi: i sintomi dell’ipocondria</h2>
<p>Per una corretta diagnosi dell<strong>’ipocondria</strong>, i <strong>sintomi</strong> sono gli unici elementi in grado di aiutarci. In particolare, si ha <strong>paura di ammalarsi</strong> quando si è in presenza di:</p>
<ul>
<li><strong>Preoccupazione </strong>eccessiva di avere o di contrarre una malattia grave;</li>
<li>Elevato <strong>stato di ansia</strong> e di allarme riguardo tutto ciò che concerne la salute.</li>
<li>Eccessiva <strong>preoccupazione per la propria salute</strong> e presenza di alcuni atteggiamenti ossessivi come: controllare continuamente il proprio corpo alla ricerca dei segni di una malattia</li>
<li>In alcuni casi la preoccupazione diventa paralizzante e chi ne soffre tende ad evitare le visite mediche, atteggiamento che potrebbe danneggiare la sua salute.</li>
<li>Si parla di ipocondria solo quando la <strong>paura di essere ammalato</strong> è presente da almeno sei mesi, anche se magari è cambiata l’idea su quello che si teme di avere.</li>
<li>Le visite mediche ma neanche i risultati degli esami diagnostici e le rassicurazioni dei medici possono servire a placare la <strong>paura di ammalarsi</strong> del paziente.</li>
</ul>
<h3>Ipocondria sintomi fisici</h3>
<p>L’<strong>ipocondria</strong> non ha dei veri e propri <strong>sintomi fisici</strong>, ma alcune manifestazioni abbastanza generiche e diffuse che generano <strong>preoccupazioni e paura di ammalarsi</strong> nel paziente.</p>
<p>I sintomi possono essere legati a:</p>
<ul>
<li>funzioni corporee (per es. il battito cardiaco, la traspirazione o la peristalsi);</li>
<li>alterazioni fisiche di lieve entità (per es. una piccola ferita o un raffreddore occasionale);</li>
<li>sensazioni fisiche ambigue o generiche (per es. “cuore affaticato”, “vene doloranti”, ecc).</li>
</ul>
<p>In pratica, l’<strong>ipocondriaco</strong> interpreta erroneamente i sintomi fisici innocui, come se fossero l’evidenza di una grave malattia. A nulla valgono le rassicurazioni dei medici o l’evidenza dei risultati delle analisi.</p>
<h2>Principali malattie di cui si ha paura di ammalarsi</h2>
<p>Chi soffre di <strong>ipocondria</strong> sa che deve combattere con diverse <strong>tipologie di malattie</strong>. La <strong>paura di ammalarsi</strong>, infatti, non si presenta sempre uguale a se stessa, ma può dipendere da diversi fattori e si suddivide in:</p>
<h3>Paura di ammalarsi di tumore</h3>
<p>Può capitare in qualsiasi momento un neo che assume forme e colore diversi da quelli che ricordavi, una perdita di peso repentina e misteriosa senza aver modificato le abitudini alimentare, quella specie di nodo che senti sulla mammella. Questi alcuni dei pensieri ricorrenti e ossessivi di chi è <strong>ipocondriaco</strong> e ha <strong>paura di ammalarsi di tumore</strong>. Timori che non spariscono neanche dopo che i risultati delle analisi hanno scongiurato l’insorgenza di neoplasie. Questo perché l’ipocondria è soprattutto una <strong>malattia psicologica</strong>, del cervello, della nostra percezione e riguarda, appunto, la sfera delle <strong>ansie</strong> e delle <strong>paure</strong>.</p>
<h3>Paura di ammalarsi in gravidanza</h3>
<p>Un’altra <strong>tipologia di ipocondria</strong>, riguarda le donne e la <strong>paura di ammalarsi in gravidanza</strong>.<br />
Essa è legata soprattutto alla preoccupazione che al bambino possa succedere qualcosa. Il problema è che questa paura non passa neanche quando si sta bene e anzi si auto-alimenta, portando il paziente ad entrare in un circolo vizioso da cui difficilmente riuscirà poi a uscire.</p>
<h3>Paura di ammalarsi nei bambini</h3>
<p>Anche i <strong>più piccoli</strong> possono soffrire di <strong>ipocondria</strong>. La <strong>paura di ammalarsi </strong>può manifestarsi fin da<strong> bambini</strong>, infatti, colpisce molti giovanissimi. Si sviluppa di solito intorno nella <strong>prima infanzia</strong>: il bambino assume una serie di atteggiamenti di protezione eccessiva verso se stesso. Quando si cresce, nonostante possa esserci consapevolezza dell’esagerazione, si ha come la sensazione di non avere controllo su se stessi e su questi pensieri. L’ipocondria può portarti a non uscire di casa ed è fortemente limitante per quanto riguarda le relazioni umane.</p>
<h2>Ansia e ipocondria</h2>
<p>Diversi studi hanno dimostrato che c’è un legame tra <strong>ansia e ipocondria</strong>. Infatti, la <strong>paura di ammalarsi</strong> fa spesso la sua prima comparsa in momenti in cui si è particolarmente stressati, come per esempio durante il decorso di una malattia o in caso di morte di una persona vicina. La <strong>somatizzazione dell’ansia</strong> gioca un ruolo importante. Gli stati ansiosi infatti originano sensazioni dolorose diffuse che possono interessare diverse parti del corpo. Il dolore è reale, anche se non ci sono malattie organiche.</p>
<p>Così, in assenza di una diagnosi per quei sintomi, l’ipocondriaco rafforza il proprio <strong>timore di essere colpito da qualche malattia grave</strong>, sottovalutata o non riconosciuta dai medici. Ansia e ipocondria finiscono in questo modo per alimentarsi l’un l’altra.</p>
<h2>Come vincere la paura di ammalarsi</h2>
<p>Per capire <strong>come vincere la paura di ammalarsi</strong>, bisogna prima fare una distinzione. Nei soggetti dove la paura non è così grave, un esame diagnostico negativo può far momentaneamente alleviare le preoccupazioni. Nei casi più gravi, invece, è necessario un intervento <strong>psicologico</strong>. La <strong>terapia</strong> aiuta a <strong>combattere l’ipocondria</strong> e a farti capire <strong>come</strong> <strong>superarla</strong>.</p>
<h2>Psicologo a Prato: la paura di ammalarsi</h2>
<p>Come <strong>psicologa a Prato</strong>, ho seguito diversi <strong>casi di ipocondria</strong> e ho studiato per il paziente delle tecniche che lo aiutano a superarla. Se pensi di aver bisogno di un aiuto, <a href="https://www.psicologabeatriceplanas.it/contatti/">richiedimi un preventivo gratuito</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Elaborazione del lutto: le fasi e come superare il dolore della perdita</title>
		<link>https://www.psicologabeatriceplanas.it/elaborazione-del-lutto-principali-fasi-come-superare-dolore-perdita/</link>
				<pubDate>Sat, 30 Nov 2019 09:00:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Beatrice Planas]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicologo Prato]]></category>
		<category><![CDATA[5 fasi del lutto]]></category>
		<category><![CDATA[Come superare il lutto]]></category>
		<category><![CDATA[Elaborazione del lutto bambini]]></category>
		<category><![CDATA[Elaborazione del lutto genitori]]></category>
		<category><![CDATA[Elaborazione del lutto in amore]]></category>
		<category><![CDATA[Mancata elaborazione del lutto]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia del lutto]]></category>
		<category><![CDATA[Terapia del lutto]]></category>
		<category><![CDATA[Terapia di gruppo per lutto]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Negazione, patteggiamento, rabbia, depressione, accettazione. Come si supera il dolore di una perdita? E cosa sono le 5 fasi dell’elaborazione del ...</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.psicologabeatriceplanas.it/elaborazione-del-lutto-principali-fasi-come-superare-dolore-perdita/">Elaborazione del lutto: le fasi e come superare il dolore della perdita</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.psicologabeatriceplanas.it">Psicologo Online - Dott.ssa Beatrice Planas | Con 30 anni di esperienza</a>.</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p><em>Negazione, patteggiamento, rabbia, depressione, accettazione. Come si supera il dolore di una perdita? E cosa sono le 5 fasi dell’elaborazione del lutto di cui tutti parlano?</em></p>
<h2>Le 5 fasi del lutto</h2>
<p>Quando perdiamo qualcuno a cui vogliamo bene, il mondo si ferma per qualche istante e noi vacilliamo. Alcuni si rialzano prima, altri dopo. Tutti abbiamo perso qualcuno nella vita, ma la percezione del dolore in caso di lutto è diversa da persona a persona, ma ha dei caratteri comuni che possiamo riconoscere tutti. Spesso il lutto è ambiguo. Di fronte alla <strong>morte di una persona</strong> puoi provare insieme smarrimento e sollievo, senso di colpa e liberazione. Sicuramente, il lutto è anche sconvolgente e lacerante: così forte da desiderare di rimuovere la sofferenza, magari attraverso la riflessione e la logica, come se fosse possibile <strong>dare un senso alla morte</strong> per poterla affrontare come si fa con la matematica. Ma soprattutto il lutto è complesso. La psichiatra svizzera <strong>Elisabeth </strong><strong>Kübler Ross</strong> ha individuato <strong>5 fasi del lutto</strong>, attraverso le quali passiamo per elaborarlo e andare avanti. Vediamole insieme.</p>
<h3>Prima fase dell’elaborazione del lutto: negazione</h3>
<p>La <strong>prima fase dell’elaborazione del lutto</strong> individuata da Ross è la <strong>negazione</strong>. Con la perdita della persona amata, vengono meno anche tutte le espressioni e le abitudini che vi erano connesse. Il nostro mondo interiore vacilla e crolla. Per cui, soprattutto all’inizio tendiamo a negare, a non accettare l’accaduto, a non prenderne atto. Pensieri ricorrenti o gesti che facciamo senza accorgere possono essere: il fatto di preparare la tavola anche se non c’è più, parlare della persona scomparsa al presente, aspettarsi di vederla comparire da un momento all’altro, come se la sua morte fosse solo un sogno e non fosse reale.</p>
<p>“<strong>Non può essere successo</strong>” è quello che pensiamo, quello a cui ci attacchiamo.</p>
<h3>Seconda fase dell’elaborazione del lutto: Patteggiamento</h3>
<p>La fase di <strong>patteggiamento</strong> è quella in cui gli atteggiamenti irrazionali iniziano a mostrarsi molto più forti. La mancanza si percepisce solo come momentanea, un malinteso che si può risolvere. Soprattutto, non riesci a toglierti dalla mente l’idea che potrai recuperare la pace solo riavendo indietro quella persona. Infatti, faresti l’impossibile per farlo accadere. A volte pensi, “se ti riavessi indietro passerei tutto il mio tempo con te”. Siamo in una fase ancora di irrazionalità, ma è comunque un passo in avanti nell’<strong>elaborazione del lutto</strong>.</p>
<h3>Terza fase dell’elaborazione del lutto: rabbia</h3>
<p>La <strong>terza fase dell’elaborazione del lutto</strong> è la <strong>rabbia</strong>, che sopraggiunge quando fallisce ogni tentativo di patteggiamento. Dopo aver pensato a tutto il possibile e immaginabile, a un certo punto, quasi d’improvviso, arriva l’illuminazione: non c’è più, davvero. È andato. Allora, sopraggiunge presto la rabbia, che fino a quel momento era stata tenuta a bada dalla speranza. Sei arrabbiato per l’ingiustizia dell’accaduto e te la prendi con la persona scomparsa o con l’universo. Le frasi che ripeti più spesso sono: <strong>Perché è accaduto a me?</strong> <strong>Perché mi hai abbandonato?</strong></p>
<h3>Quarta fase del lutto: depressione</h3>
<p>È difficile restare arrabbiati a lungo. Presto le energie svaniscono e la rabbia viene sostituita con un sentimento molto forte, che ti abbatte senza lasciarti più voglia di vita. La <strong>depressione</strong>. Ti senti triste, vuoto, impotente, solo. Ma non dovete preoccuparvi: è una fase necessaria per l’<strong>elaborazione del lutto</strong>. Consideratela un po’ come il buio prima dell’alba.</p>
<h3>Quinta fase del lutto: accettazione</h3>
<p>Arriviamo finalmente alla <strong>quinta fase dell’elaborazione del lutto</strong>,<strong> l’accettazione</strong>. Hai provato una lunga e profonda tristezza, per moltissimo tempo, non ricordi neanche più quanto. La vita ti è sembrata solo un peso, ma l’istinto di sopravvivenza ha continuato a bruciare. E alla fine hai capito che devi continuare a vivere, che devi superare tutto. E poco alla volta ce la fai, ogni giorno va un po’ meglio. Inizi a prenderti cura di te stesso come un tempo e il passato non ha lo stesso peso di prima. La mancanza c’è sempre, ma adesso sai apprezzare i ricordi senza sprofondare nella malinconia. Il futuro, finalmente, ha ripreso colore.</p>
<h2>Elaborazione lutto dei genitori</h2>
<p>Con la <strong>morte di mamma e papà</strong> perdiamo la nostra storia, ecco perché l’<strong>elaborazione del lutto dei genitori </strong>è uno dei passaggi più complicati della nostra esistenza. I genitori sono speciali, rappresentano il nostro primo affetto, ci sono sempre stati ed è la nostra più antica e duratura relazione. Per questo, rappresentano quello che siamo e quando muoiono un pezzettino di noi va con loro. Nonostante sappiamo da sempre che prima o poi dovrà succedere, quando accade non riusciamo ad accettarlo ed entriamo in un vortice oscuro da cui si può uscire solo attraversando tutte e <strong>cinque le fasi di elaborazione del lutto</strong>.</p>
<h2>Elaborazione del lutto di un amore</h2>
<p>L’<strong>elaborazione del lutto di un amore </strong>è una delle emozioni più forti che siamo chiamati ad avere nella vita. È un cambiamento completo di abitudini, un distacco: c’è un prima e un dopo, che ci fanno sperimentare un mix di emozioni contrastanti e fortissime. Solitudine, senso di abbandono, pausa, senso di colpa e vulnerabilità. Sono perdite che ci cambiano profondamente, ci rendono persone diverse, nuove.</p>
<h2>Elaborazione del lutto nei bambini</h2>
<p>L’<strong>elaborazione del lutto nei bambini </strong>avviene con processi logici e riflessioni diverse da quelle di un adulto. Spesso, quando capita una morte in famiglia, i genitori dimenticano la necessità del bambino di <strong>superare la perdita</strong> ed essere supportato in questo percorso delicato. È molto sbagliato per esempio mentirgli sull’accaduto. Questo perché a un certo punto il bambino capirà che i dati che gli state nascondono altro e quindi imparerà a non fidarsi degli adulti e a non mostrare i suoi sentimenti. Quello che bisogna fare, invece, è rassicurare e condividere. Bisogna spiegargli <strong>cosa vuol dire morire</strong>, lasciargli lo spazio per capire ed esprimere tutte le emozioni che prova.</p>
<h2>La mancata elaborazione del lutto</h2>
<p>La <strong>mancata elaborazione del lutto</strong> comporta un malessere psichico e duraturo e ha conseguente pesanti sulla salute mentale di chi non riesce ad andare avanti. Questo non è che la conseguenza della stagnazione in una delle prime quattro fasi del lutto. Si può diventare irritabili e irascibili sempre (e potrebbe voler dire che siamo fermi allo stadio della rabbia). Si può marcire nella depressione. O peggio continui a <strong>non accettare la morte dell’altra persona</strong>. Sono questi i casi in cui, se da soli non si riesce ad andare avanti, è meglio rivolgersi a uno <strong>psicologo</strong>.</p>
<h2>Come superare un lutto</h2>
<p>Oramai avrai capito <strong>come superare un lutto</strong>: basta superare e attraversare<strong> le cinque fasi di elaborazione</strong> <strong>del lutto </strong>strutturate dalla Ross. Non sempre è così facile farlo da soli, a volte si ha bisogno di un aiuto, di un sostegno, di una persona che ti regga e che ti dica che andrà tutto bene. Altre sopraggiunge il momento di richiedere un <strong>supporto psicologico</strong>.</p>
<h3>Terapia di gruppo nel lutto</h3>
<p>Per esempio, uno dei modi migliori <strong>per superare un lutto in famiglia</strong> è la <strong>terapia di gruppo</strong>. Spesso il <strong>dolore della perdita</strong> allontana i membri di una famiglia che quasi si schierano l’uno contro l’altro e sentono di essere abbandonati e soli. Parlare l’uno di fronte all’altro e senza inibizioni di quello che si sta attraversando è forse il modo più efficace di superare qualsiasi dolore. E andare avanti, una volta per tutte.</p>
<h2>Psicologo Prato: elaborazione del lutto</h2>
<p>Come <strong>Psicologo a Prato</strong>, eseguo per l’<strong>elaborazione del lutto terapia di coppia</strong> o in solitaria, cercando di costruire un percorso volto al <strong>superamento della perdita</strong> che permetta al paziente di affrontare con maggiore serenità le varie fasi. Se credi di aver bisogno di sentire qualcuno per <strong>affrontare la morte della madre </strong>o<strong> la perdita del padre</strong> o di un’altra persona cara, <a href="https://www.psicologabeatriceplanas.it/contatti/">richiedimi una consulenza</a>.</p>
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		<title>Rapporto Madre Figlia piccola e adulta: come cambia, tipologie e conflitti</title>
		<link>https://www.psicologabeatriceplanas.it/rapporto-madre-figlia-piccola-adulta-come-cambia-tipologie-conflitti/</link>
				<pubDate>Thu, 28 Nov 2019 08:00:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Beatrice Planas]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicologo Prato]]></category>
		<category><![CDATA[Conflitto madre figlia adulta]]></category>
		<category><![CDATA[Madre che odia la figlia]]></category>
		<category><![CDATA[Pessimo rapporto madre figlia]]></category>
		<category><![CDATA[Rapporto conflittuale madre figlia]]></category>
		<category><![CDATA[Rapporto madre figlia piccola]]></category>
		<category><![CDATA[Rapporto madre figlia psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Rapporto madre figlia ruoli invertiti]]></category>
		<category><![CDATA[Rapporto simbiotico madre figlia adulta]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Il rapporto madre figlia è destinato a cambiare negli anni, ma cosa succede quando il conflitto adolescenziale rimane anche in età ...</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il rapporto madre figlia è destinato a cambiare negli anni, ma cosa succede quando il conflitto adolescenziale rimane anche in età adulta?</em></p>
<h2>Come cambia il rapporto madre figlia</h2>
<p>Si sa, tra <strong>madri e figlie</strong> c’è sempre stata una <strong>intesa speciale</strong>, spesso bellissima, anche se molto difficile, che si trasforma ed evolve col passare del tempo. Ma effettivamente <strong>come cambia il rapporto madre figlia</strong> nel corso degli anni? Per rispondere a questa domanda, bisogna fare una premessa. La <strong>relazione tra madre e figlia</strong> inizia a instaurarsi sin dagli ultimi mesi prima della nascita, attraverso il timbro della voce, il battito del cuore della madre, il contatto biochimico col cibo che la madre ingerisce. Dopo la nascita, tutto questo si trasforma in una vera e propria relazione simbiotica.</p>
<h2>Rapporto madre figlia piccola</h2>
<p>Il <strong>rapporto di una madre con la figlia piccola</strong> è sempre un rapporto di forte attaccamento e amore.</p>
<p>Infatti, Intorno ai 2 o 3 anni la bambina di solito sviluppa un senso di forte dipendenza nei confronti della madre, che la bambina spesso prova a respingere, facendo divenire il padre oggetto del proprio amore. Dopo i cinque anni, invece, il rapporto tende a rafforzarsi, perché la bambina ritrova nella madre la propria identità femminile.</p>
<h2>Rapporto madre figlia: ruoli invertiti</h2>
<p>Si parla di <strong>accudimento invertito</strong> quando nel <strong>rapporto madre figlia i ruoli sono invertiti</strong>. Questo accade quando le figlie iniziano a vedere la propria madre come amica e compagna, spesso in seguito ad un evento di forte difficoltà che la madre ha subito: un lutto, una separazione, depressione ecc.</p>
<p>È come se la figlia invertisse il proprio ruolo e iniziasse a <strong>comportarsi da madre</strong> nei confronti del proprio genitore, con veri e propri atteggiamenti di protezione e accudimento, che possono sfociare però in insoddisfazioni nella vita e in difficoltà relazionali.</p>
<h2>Rapporto simbiotico madre figlia adulta</h2>
<p>Insomma, durante la crescita, il <strong>rapporto madre figlia</strong> non è così semplice e spesso si instaura molto tardi, quando la figlia è già adulta, quando la figlia diventa madre a sua volta e inizia a capirla e ad apprezzarla veramente, promuovendo la risoluzione di molti conflitti. Il <strong>rapporto simbiotico</strong> che si instaura tra <strong>una madre e una figlia adulta</strong> è dunque speciale e fortissimo.</p>
<h2>Conflitto madre figlia adulta</h2>
<p>Tuttavia, ci sono diversi casi in cui il <strong>conflitto tra la madre e la figlia adulta</strong> non si esaurisce nell’<strong>adolescenza</strong>. Questo capita perché quando si diventa madri si inizia a capire quello che, come figlia, non si ha mai ricevuto. In questi casi, l’unica soluzione possibile potrebbe essere quella di prendere le distanze, anche solo momentaneamente per cercare di liberarsi dal “senso di colpa” che naturalmente si prova sin dall’adolescenza. È l’unico modo per <strong>perdonare la propria madre</strong> degli sbagli commessi durante la crescita.</p>
<h2>Pessimo rapporto madri figlie</h2>
<p>Ma quando è che il <strong>rapporto tra madri e figlie</strong> diventa <strong>pessimo</strong> e invalidante? Quando la madre si aspetta che la figlia sia diversa da quella che è, e fa di tutto pur di farglielo notare. Ciò accade perché spesso le madri proiettano sulle figlie i propri desideri e pensano di sapere meglio di lei cosa è giusto e cosa è sbagliato e come ci si deve comportare nella vita. Per approfondire, puoi leggere i <a href="https://www.psicologabeatriceplanas.it/le-madri-che-non-amano-i-loro-figli-difficolta-rapporto-madre-figlia/">sei tipi di rapporto pericoloso che possono instaurarsi tra una madre e una figlia</a>.</p>
<h3>Madre che odia la figlia</h3>
<p>Negli anni di lavoro come <strong>Psicologo a Prato</strong>, una delle domande che mi è stata posta più spesso è:</p>
<p>“è possibile che ci sia una <strong>madre che odia la figlia</strong>?”. Ebbene, sì. Alcune madri non rispondono all’immagine che, culturalmente, noi abbiamo di madre. Sono quelle madri che mostrano indifferenza e disprezzo, addirittura respingendo la figlia. Questo porta all’insorgere di dubbi, incertezze e bassa autostima. Abbiamo visto come sin da bambina la figlia vuole l’ammirazione e l’affetto della madre. Quando questo manca o addirittura viene respinto, il “bisogno d’amore” non si placa. La figlia continuerà a cercare le attenzioni delle madri e a vederle sempre frustrate.</p>
<h3>Depressione e odio verso la madre</h3>
<p>Il <strong>rapporto madre figlia</strong> è fondamentale per una donna, perché le insegna come stare al mondo e come vivere le relazioni durante la sua vita. Se questo subisce delle mancanze o dei difetti, iniziano i problemi. Il più comune, la <strong>depressione</strong>. La figlia inizia a star male e a provare un <strong>odio profondo verso la madre</strong>, che la porterà ad avere molto problemi relazionali durante la vita adulta e a non saper gestire la maggior parte delle situazioni emotive.</p>
<h2>Conseguenze del rapporto conflittuale tra una madre e una figlia</h2>
<p>Perciò, in un <strong>rapporto conflittuale tra una madre e una figlia</strong>, le <strong>conseguenze</strong> possono essere molte. Se le madri proiettano sulle figlie frustrazioni e desideri, pensate a quello che può succedere nel momento in cui queste aspettative si rivelano irrealistiche. Conflitti, crisi nervose, difficoltà relazionali, scarso sviluppo dell’intelligenza emotiva, depressione… sono davvero molto le complicanze che possono derivare da una relazione malsana.</p>
<h2>Come recuperare il rapporto madre figlia con la psicologia</h2>
<p>Con la <strong>psicologia</strong> puoi capire <strong>come recuperare il rapporto madre figlia</strong>. Ma quando è utile intervenire?</p>
<p>Sono soprattutto questi ultimi i casi in cui è necessario rivolgersi a una specialista, che possa seguire entrambe in un percorso di riabilitazione. Accettare l’una i limiti dell’altra, perdonare se qualcosa di errato o poco consono è stato fatto in passato e superare qualsiasi conflitto.</p>
<h2>Psicologo Prato: rapporto conflittuale tra madri e figlie</h2>
<p>Come <strong>Psicologo Prato</strong>, seguo <strong>madri e figlie che hanno rapporti conflittuali</strong>, sia con terapia di coppia che in singolo, da molti anni. I miei studi e la mia esperienza mi hanno portato a trovare delle metodologie specifiche ed efficaci, basate su tecniche tradizionali e innovative. <a href="https://www.psicologabeatriceplanas.it/contatti/">Richiedimi una consulenza</a>.</p>
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		<title>Bassa autostima: cause, sintomi e rimedi</title>
		<link>https://www.psicologabeatriceplanas.it/bassa-autostima-cause-sintomi-rimedi/</link>
				<pubDate>Tue, 19 Nov 2019 17:18:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Beatrice Planas]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicologo Prato]]></category>
		<category><![CDATA[Bassa autostima aspetto fisico]]></category>
		<category><![CDATA[Bassa autostima cause]]></category>
		<category><![CDATA[Bassa autostima e ansia]]></category>
		<category><![CDATA[Bassa autostima in amore]]></category>
		<category><![CDATA[Come avere più autostima]]></category>
		<category><![CDATA[Mancanza di autostima]]></category>
		<category><![CDATA[Problemi di autostima come risolverli]]></category>
		<category><![CDATA[Scarsa autostima per colpa dei genitori]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Quante volte vi è capitato di non sentirvi in grado di portare a termine un lavoro, di non avere le competenze ...</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p><em>Quante volte vi è capitato di non sentirvi in grado di portare a termine un lavoro, di non avere le competenze per quel lavoro o per quel compito… di non essere mai abbastanza? Quando l’Io reale si scontra con l’Io ideale nascono problemi di autostima. Ma quali sono le cause della bassa autostima e come facciamo a superarla? </em></p>
<h2>Autostima: definizione</h2>
<p>La <strong>definizione di autostima</strong>, da un punto di vista psicologico, non è così immediata e semplice come si può pensare, in quanto si tratta di un concetto che è stato elaborato più e più volte nel corso della storia.</p>
<p>Battistelli (1994) la definisce “un insieme di giudizi valutativi che l’individuo dà di se stesso”. Infatti sono due componenti essenziali che costituiscono l’autostima di una persona: il sé reale e il sé ideale. Il primo corrisponde a ciò che noi realmente siamo, il secondo a ciò che vorremmo essere. Quando il sé reale non riesce ad essere come il sé ideale diminuisce considerevolmente la stima di noi stessi. Questo può portare a una ridotta partecipazione e a uno scarso entusiasmo e demotivazione che si trasformano ben presto in disimpegno e disinteresse. Ma quali sono le <strong>cause di una bassa autostima</strong>?</p>
<h2>Le cause di una bassa autostima</h2>
<p>Le <strong>cause di una bassa autostima</strong> sono diverse e dipendono comunque da una divergenza tra il sé reale e quello ideale. Vediamone qualcuna:</p>
<h3>Scarsa autostima per colpa dei genitori</h3>
<p>A volte la <strong>colpa di una scarsa autostima</strong> <strong>è dei genitori</strong>. Un’infanzia difficile, infatti, in molti casi può essere la causa principale delle nostre debolezze. Da bambini, infatti, siamo come un tabula rasa, vuota, che deve essere ancora riempita. I sentimenti di un bambino sono facilmente influenzabili e se dunque incontra dei genitori troppo critici ed esigenti potrebbe sviluppare una <strong>bassa autostima</strong> nel corso della crescita.</p>
<h3>Bassa autostima a causa delle cattive compagnie</h3>
<p>Le <strong>cattive compagnie</strong> possono essere <strong>causa di una bassa autostima</strong>. Soprattutto da <strong>adolescenti</strong>, si tiene molto al giudizio che gli altri (soprattutto gli amici) hanno di noi e far parte di un gruppo sociale che non ci rispetta o non ci dà valore può farci sentire sbagliati, causando insicurezza.</p>
<h3>Esperienze traumatiche tra le cause di una bassa autostima</h3>
<p>Le <strong>esperienze traumatiche</strong> si annoverano tra le <strong>cause</strong> <strong>di una bassa autostima</strong>. Un abuso fisico, psicologico, emotivo, sessuale può provocare sentimenti di vergogna e di colpa. L’individuo inizia a pensare di meritare l’abuso e di non essere degno di amore, con conseguenze molto tragiche sulla propria autostima.</p>
<h3>Autosuggestione</h3>
<p>Quando una persona continua a ripetere a se stesso di essere inutile, inferiore o se ha pensieri negativi alla fine se ne convincerà, <strong>autosuggestionandosi</strong>.</p>
<h3>Le cause di una bassa autostima: obiettivi irrealistici e fallimento</h3>
<p>Se una persona ha <strong>obiettivi irrealistici</strong>, il <strong>fallimento</strong> che deriva dall’impossibilità di raggiungerli può essere tra le <strong>cause di una bassa autostima</strong>. Questo è valido sia in termini di risultati scolastici, lavorativi e/o sociali.</p>
<h3>Emarginazione</h3>
<p>Le <strong>persone emarginate</strong> sono quelle di solito a rischio di sperimentare pregiudizi e discriminazione che hanno ovviamente numerose ricadute sull’<strong>autostima</strong>.</p>
<h2>Cause di una bassa autostima in amore</h2>
<p>Per amare veramente qualcuno bisogna prima <strong>amare se stessi</strong>, ecco perché la <strong>bassa autostima in amore </strong>non va assolutamente sottovalutata. Alla base dell’amore infatti ci sta il principio per cui bisogna conoscersi e accettarsi per quello che si è, con pregi e difetti. Dunque, se non si riesce ad <strong>accettare i propri difetti</strong>, si tenderà a non tollerare neanche quelli degli altri, generando frustrazione e insicurezza che renderanno impossibile qualsiasi relazione. Inoltre, una <strong>scarsa autostima</strong> poterà a vivere l’amore con emozioni negative, generalmente legate alla <strong>paura di perdere l’amato</strong>, con <strong>crisi di gelosia</strong> e atteggiamenti di cieca <strong>accondiscendenza</strong>.<br />
Bassa autostima e ansia</p>
<p>Ultimamente è stato rilevato anche un collegamento profondo tra <strong>bassa autostima e ansia</strong>, nei termini in cui quest’ultima potrebbe essere generata proprio dalla <strong>mancanza di autostima</strong> e <strong>fiducia in sé stessi</strong>. Ogni volta che si va in ansia, infatti, si tende a percepire se stessi come inadeguati, sbagliati e incapaci ad affrontare le difficoltà della vita. Pensateci un attimo, quante volte, vi siete abbandonati a pensieri come “non ho il tempo per finire questo lavoro”, “non ho le competenze”, “non so farlo” ecc? <strong>Ansia e autostima</strong> sono strettamente connesse, in quanto l’una è capace di alimentare l’altra e viceversa.</p>
<h2>Bassa autostima aspetto fisico</h2>
<p>Nella società odierna siamo costantemente bombardati da immagini di fisici maschili e femminili perfetti, tanto che sono diventati modelli da imitare e a cui ispirarsi. Le persone (soprattutto <strong>adolescenti</strong> e <strong>giovani</strong>) che si allontanano da tali standard possono essere estremamente insicuri e di conseguenza soffrire di <strong>bassa autostima per l’aspetto fisico</strong>.</p>
<h2>Come avere più autostima</h2>
<p>Negli anni in cui ho lavorato come <strong>Psicologo Prato</strong>, sono riuscita a individuare alcuni atteggiamenti positivi che i miei pazienti potevano utilizzare per migliorare la considerazione che avevano di se stessi. Ma <strong>come</strong> si fa ad <strong>avere più autostima</strong>?</p>
<p>Prima di tutto, bisogna curare di più il proprio aspetto: il modo in cui ci vestiamo e siamo ha un impatto importante sull’autostima e stare meglio con noi stessi può aiutarci ad affrontare le difficoltà della vita.</p>
<p>In secondo luogo, è importante ripensare al modo in cui ci si pensa. Bisogna cambiare l’immagine che la nostra coscienza ha di noi stessi e migliorarla, mettendo in evidenza i pregi, smettendo di attribuirci colpe che non abbiamo, volendoci bene un po’ di più.</p>
<p>Infine, c’è da imparare a definire i meglio i propri obiettivi. Le cause dei nostri fallimenti possono essere molte, a volte anche solo sfortuna o ostacoli insuperabili, non dobbiamo prendercene la colpa assoluta. In questi casi, però, potremmo comunque scegliere obiettivi diversi, magari più “piccoli”, che possono portarci a risultati migliori e di conseguenza a <strong>migliorare l’autostima</strong>.</p>
<h2>Bassa autostima: test</h2>
<p>Sebbene io stessa non sia molto disposta a fidarmi <strong>dei test sulla bassa autostima</strong>, ci sono una serie di “<strong>sintomi</strong>”, o meglio segnali, che, se percepiti, potrebbero farti capire di avere un problema di percezione con se stessi. Questi sono:</p>
<ul>
<li>Perfezionismo</li>
<li>Uso ripetuto di frasi come “non fa per me”, “non ce la faccio”, “non sono pronto”, ecc…</li>
<li>Autocritica e senso di colpa</li>
<li>Invidia</li>
<li>Mancanza di iniziativa</li>
<li>Indecisione</li>
<li>Volontà di evitare i conflitti</li>
<li>Diffidenza</li>
<li>Narcisismo</li>
</ul>
<h2>Psicologo Prato: problemi di bassa autostima</h2>
<p>Come <strong>Psicologo Prato</strong> tratto <strong>problemi di bassa autostima</strong> da moltissimi anni, aiuto le persone a cambiare opinione su se stessi e a riacquisire di nuovo fiducia, per affrontare le difficoltà pratiche e quotidiane e riprendere il controllo sulla propria vita.</p>
<p>Se pensi di avere bisogno della <strong>psicologia</strong> per <strong>curare la tua bassa autostima</strong>, sei nel posto giusto. <a href="https://www.psicologabeatriceplanas.it/contatti/">Richiedimi un preventivo gratuito</a>.</p>
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										</item>
		<item>
		<title>Disturbi alimentari: cause, sintomi, tipologie e rimedi</title>
		<link>https://www.psicologabeatriceplanas.it/disturbi-alimentari-cause-sintomi-tipologie-rimedi/</link>
				<pubDate>Thu, 14 Nov 2019 17:20:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Beatrice Planas]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicologo Prato]]></category>
		<category><![CDATA[Anoressia e Bulimia]]></category>
		<category><![CDATA[Disturbi alimentari adolescenti]]></category>
		<category><![CDATA[Disturbi alimentari bambini]]></category>
		<category><![CDATA[Disturbi alimentari cause]]></category>
		<category><![CDATA[Disturbi alimentari come uscirne]]></category>
		<category><![CDATA[Disturbi alimentari cura]]></category>
		<category><![CDATA[Disturbi alimentari psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Disturbi alimentari sintomi]]></category>
		<category><![CDATA[Disturbo da alimentazione incontrollata]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologo alimentare]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Anoressia, Bulimia, alimentazione incontrollata. I disturbi alimentari entrano a pieno regime nella nostra società come una vera e propria piaga sociale, ...</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p><em>Anoressia, Bulimia, alimentazione incontrollata. I disturbi alimentari entrano a pieno regime nella nostra società come una vera e propria piaga sociale, nutriti dall’estrema attenzione all’immagine e alle forme del proprio corpo propagandate dalle pubblicità dei Brand più importanti e nelle pagine dei social network come Instagram. Ma quali sono le cause e come si affrontano? Scopritelo sull’ultimo articolo del mio blog.</em></p>
<h2>Quali sono i disturbi alimentari?</h2>
<p>Sapere <strong>quali sono i disturbi alimentari</strong> evita quello che succede spesso: confonderli e cercare di forzarne la <strong>guarigione</strong> attraverso metodologie poco efficaci. <strong>Anoressia</strong>, <strong>bulimia</strong> e il <strong>disturbo da alimentazione incontrollata</strong> (o <strong>binge eating disorder</strong>) sono tutte patologie caratterizzate da un’<strong>alterazione delle abitudini alimentari </strong>(<strong>dieta</strong>) e da un’eccessiva preoccupazione per il peso e le forme del proprio corpo. Colpiscono soprattutto durante l’adolescenza, il momento della vita di ognuno di voi più coinvolto dal punto di vista emotivo e più sensibile alle trasformazioni e all’aspetto del corpo.</p>
<h3>Anoressia</h3>
<p>Il termine <strong>anoressia</strong> <strong>significa</strong> “<strong>mancanza d’appetito</strong> (dal greco antico, “anorexia”). Un termine forse non del tutto appropriato, visto che in realtà all’<strong>anoressico</strong> non manca l’appetito, ma questo viene semplicemente negato per uno spasmodico <strong>desiderio di essere magro</strong>.</p>
<p>Le persone che soffrono di <strong>anoressia nervosa</strong>, infatti, hanno continuamente pensieri e preoccupazioni rivolte al <strong>controllo del cibo</strong> e del <strong>peso corporeo</strong>. Alcuni pazienti <strong>contano le calorie di tutto ciò che mangiano</strong>, altri <strong>preparano ricette sofisticate non per sé ma per i famigliari</strong>… veri e propri rituali che aiutano la persona a impiegare tantissimo tempo per mangiare piccolissime quantità di cibo.</p>
<h4>Anoressia nervosa: non riesco a vedermi magro</h4>
<p>L’aspetto più forte dell’<strong>anoressia nervosa</strong>, comunque, resta il fatto che chi ne soffre lamenta spesso che «<strong>non riesco a vedermi magro</strong>». Hanno, cioè, un’immagine alterata del proprio fisico, che non corrisponde al reale. La loro autostima è strettamente legata alla perdita di peso. A questo si accompagna: depressione, perfezionismo, difficoltà interpersonali e paura di crescere.</p>
<h3>Bulimia</h3>
<p>La <strong>bulimia</strong> (che <strong>significa</strong> “<strong>fame da bue</strong>”) si caratterizza per la presenza di <strong>crisi bulimiche</strong> a cui seguono <strong>comportamenti di compensazione</strong> per <strong>evitare di ingrassare</strong>. Le crisi sono episodi in cui una persona ingerisce un’ingente quantità di cibo e non riesce ad evitarlo. Ci si riversa soprattutto sui <strong>dolci</strong> e sui cibi grassi e capita di soffrirne soprattutto dopo un <strong>dimagrimento improvviso</strong> (spesso dovuto a un trauma, un episodio stressante o da anoressia nervoso). Pare infatti che mangiare aiuterebbe le persone a sentirsi meglio, ma queste sensazioni “positive” sono ben presto sostituite dal senso di colpa e da una profonda angoscia per la possibilità di mangiare. Così si attiva un meccanismo di compensazione che spesso porta la persona ad <strong>autoprovocarsi il vomito</strong>. Il sollievo che si prova dura poco: presto la fame aumenta e si può ricadere in una nuova <strong>crisi bulimica</strong>, un circolo vizioso da cui è difficilissimo uscire.</p>
<h2>I sintomi dei disturbi alimentari</h2>
<p>Più che parlare di <strong>sintomi dei disturbi alimentari</strong> si deve ragionare in termini di comportamenti. La persona <strong>bulimica</strong> o <strong>anoressica</strong>, infatti, assume degli atteggiamenti alimentari fortemente distruttivi e debilitanti. Tra questi ritroviamo:</p>
<ul>
<li>Diminuzione dell’introito di cibo</li>
<li>Digiuno</li>
<li>Crisi bulimiche (ingerire un enorme quantità di cibo in pochissimo tempo)</li>
<li><strong>Vomito autoindotto</strong> (per controllare il peso)</li>
<li>Uso di <strong>anoressizzanti</strong>, <strong>lassativi</strong> o <strong>diuretici</strong></li>
<li>Intensa attività fisica</li>
</ul>
<h2>Quando preoccuparsi per i disturbi alimentari</h2>
<p>Molte persone possono adottare anche più di uno di questi atteggiamenti scorretti, ma questo non vuol dire che soffrano di un <strong>disturbo dell’alimentazione</strong>. Ci sono infatti numerosi criteri diagnostici che ci fanno capire <strong>quando preoccuparsi per i disturbi alimentari</strong>. Molti genitori di adolescenti, infatti, si trovano spesso in crisi perché non riescono a distinguere un <strong>problema nutrizionale </strong>da uno psicologico e questa confusione si riversa anche a livello nazionale, perché nonostante i <strong>disturbi alimentari</strong> siano molto diffusi manca una vera e propria prassi o delle Linee Guida Nazionali in materia. Tuttavia, bisogna iniziare a preoccuparsi quando la <strong>perdita di peso è eccessiva</strong> o la persona subisce un cambiamento emotivo e caratteriale molto forte e evidente. In genere, sono sempre i genitori ad accorgersene, quasi mai il paziente per primo.</p>
<h2>Le cause dei disturbi alimentari</h2>
<p>Capire le <strong>cause dei disturbi alimentari</strong> nell’<strong>anoressia</strong> o nella <strong>bulimia</strong> è molto difficile, ma la ricerca scientifica ha fatto dei passi da gigante. In più, nella mia esperienza di <strong>Psicologo a Prato</strong> ho capito che il modello multifattoriale è il più adatto a spiegare l’insorgere delle <strong>patologie alimentari</strong>, attraverso tre tipi di fattori di rischio che agiscono consecutivamente:</p>
<ul>
<li>Fattori psicologici, genetici o ambientali: aumentano la vulnerabilità di una persona;</li>
<li>I Fattori precipitanti: un evento traumatico che scatena l’insorgenza del disturbo (aiutato dai precedenti);</li>
<li>Fattori di mantenimento: tutti quelli che impediscono il ritorno alla normalità e costituiscono il circolo vizioso da che deve essere affrontato con terapie specifiche per essere debellato;</li>
</ul>
<h3>Le cause dei disturbi alimentari nei bambini</h3>
<p>Meno diffusi, ma comunque presenti e preoccupanti sono <strong>i disturbi alimentari nei bambini</strong>. Le <strong>cause dei disturbi alimentari </strong>sono psicologiche e si presentano, infatti, come l’espressione di un forte disagio. In una società come la nostra, dove l’aspetto diventa sempre più importante, l’età in cui si manifestano i <strong>sintomi dei disturbi alimentari</strong> si abbassa sempre di più. Tra gli atteggiamenti più diffusi abbiamo il comportamento selettivo (ovvero quando <strong>i bambini mangiano solo particolari tipologie di cibo</strong> escludendo tutte le altre). Ci sono bambini che si nutrono solo con alimenti di un determinato colore o consistenza. Questi disturbi possono essere molto pericolosi, se non si interviene tempestivamente, perché posso portare a carenze nutrizionali e problemi di crescita.</p>
<h2>Le cause dei disturbi alimentari negli adolescenti</h2>
<p><strong>Anoressia e bulimia</strong> sono <strong>disturbi del comportamento alimentare</strong> tipici degli <strong>adolescenti</strong>. L’adolescenza, infatti, costituisce un periodo di strutturazione della propria personalità, una fase di passaggio e di cambiamento dove i precedenti equilibri vengono spezzati, lasciando all’adolescente il compito di ritrovare se stesso e recuperare i pezzi della propria identità. Le <strong>cause dei disturbi alimentari negli adolescenti</strong> allora si riconducono ai tentativi mal riusciti di gestire il proprio corpo. In questo momento delicato, però, può accadere un’alterazione della condotta alimentare, che diventa presto una modalità di esistenza, difficile da eradicare, come dimostra il recente caso di diffusione del movimento “<strong>pro-ana</strong>”, un gruppo di adolescenti che su <strong>blog</strong> e <strong>social network</strong> (soprattutto <strong>Facebook</strong> e <strong>Instagram</strong>) favorisce e alimenta <strong>comportamenti anoressici nei giovani</strong>.</p>
<h2>Come uscire dalla spirale dei disturbi alimentari</h2>
<p>Soffrire di un <strong>disturbo alimentare</strong> sconvolge completamente la vita di una persona e la limita molto, soprattutto a livello relazionale. Per essa, tutto ruota attorno al cibo e alla <strong>paura di ingrassare</strong>. Questo porta a soffrire spesso di ansia e ossessioni. Tuttavia, solo una piccolissima percentuale di persone chiede aiuto e capisce <strong>come uscire</strong> dalla spirale dei <strong>disturbi alimentari</strong>. La consapevolezza della propria situazione è il primo, importantissimo passo per la <strong>cura</strong>. Spesso, bisogna capire che è necessario chiedere aiuto, alla famiglia, agli amici e, in casi gravi, anche a un professionista privato o una struttura specializzata.</p>
<h2>Disturbi alimentari: a chi rivolgersi</h2>
<p>Quando si soffre di <strong>disturbi dell’alimentazione</strong>, capire <strong>a chi rivolgersi</strong> e intervenire il prima possibile è fondamentale. Come si dice nel film <em>Inception</em> (al di là dei risvolti fantascientifici), quando un’idea si radica nella testa di una persona è difficile scardinarla. Per questo la tempestività è importante: bisogna chiedere subito l’aiuto di uno specialista privato, uno <strong>psicologo alimentare</strong> o uno <strong>psicoterapeuta</strong>, che potrà seguirvi in un percorso di riabilitazione. Nei casi più gravi, invece, è meglio rivolgersi a <strong>centri specializzati</strong> <strong>per i disturbi alimentari</strong>, che si occupano specificatamente di questi problemi. È molto importante capire le <strong>cause dei disturbi alimentari</strong> per impostare una <strong>cura </strong>adeguata.</p>
<h2>Disturbo da alimentazione incontrollata</h2>
<p>Il <strong>disturbo da alimentazione incontrollata</strong> (traduzione italiana del termine “<strong>Binge Eating Disorder</strong>”) si caratterizza per la presenza di <strong>crisi bulimiche</strong> senza però comportamenti di compensazione per controllare il proprio peso. I pazienti che ne soffrono si presentano infatti con un peso maggiore, spesso <strong>obesi</strong>. Questo disturbo inoltre può avvenire a qualsiasi età, a differenza dell’<strong>anoressia</strong> e della <strong>bulimia</strong> che colpiscono soprattutto gli <strong>adolescenti</strong>. La vergogna è una caratteristica sempre presente: i pazienti avvertono profondo disagio e insoddisfazione per il proprio corpo.</p>
<h2>Psicologo Prato: disturbi alimentari cause e rimedi</h2>
<p>Per <strong>superare i disturbi alimentari</strong> bisogna capirne le <strong>cause</strong>. In tal senso, la <strong>psicologia</strong> è importantissima, perché aiuta la persona a riprendere il controllo sulla propria volontà per adottare atteggiamenti alimentari positivi.</p>
<p>Io stessa, come <strong>Psicologo Prato</strong>, adotto dei trattamenti basati sull’esperienza personale e della comunità scientifica, spesso aiutata da una <strong>dottoressa biologa nutrizionista</strong> che segue il percorso riabilitativo passo dopo passo. Se pensi di averne bisogno, richiedi una <a href="https://www.psicologabeatriceplanas.it/contatti/">consulenza gratuita direttamente online</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
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										</item>
		<item>
		<title>Rabbia e aggressività come curarla e quali sono le cause</title>
		<link>https://www.psicologabeatriceplanas.it/rabbia-aggressivita-come-curarla-cause/</link>
				<pubDate>Fri, 08 Nov 2019 15:59:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Beatrice Planas]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicologo Prato]]></category>
		<category><![CDATA[Aggressività cause]]></category>
		<category><![CDATA[Aggressività come curarla]]></category>
		<category><![CDATA[Aggressività impulsiva]]></category>
		<category><![CDATA[Aggressività passiva]]></category>
		<category><![CDATA[Aggressività psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Aggressività verbale]]></category>
		<category><![CDATA[Ansia e aggressività]]></category>
		<category><![CDATA[Tecniche per gestire l'aggressività]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Un viaggio profondo e intenso nei meandri della Rabbia: cosa significa il termine aggressivo, quali sono le cause e le tipologie ...</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p><em>Un viaggio profondo e intenso nei meandri della Rabbia: cosa significa il termine aggressivo, quali sono le cause e le tipologie di comportamento aggressivo negli adulti e negli adolescenti; cosa sono gli atteggiamenti passivo-aggressivi, qual è l’opinione della psicoanalisi e come curare la rabbia e l’aggressività. </em></p>
<h5>INDICE CONTENUTO</h5>
<ul>
<li><a href="#termine-aggressivo-significato">Qual è il significato del termine “aggressivo”?</a></li>
<li><a href="#aggressivita-cause">Quali sono le cause dell’aggressività?</a></li>
<li><a href="#tipologie-comportamento-aggressivo-adulto">Tipologie di comportamento aggressivo nell’adulto</a></li>
<li><a href="#cosa-come-curare-aggressivita-verbale">Cos&#8217;è e come curare l&#8217;aggressività verbale</a></li>
<li><a href="#cosa-come-curare-aggressivita-passiva">Cos&#8217;è e come curare l&#8217;aggressività passiva</a></li>
<li><a href="#ansia-aggressivita">Ansia e aggressività</a></li>
<li><a href="#come-eliminare-aggressivita">Come eliminare l’aggressività</a></li>
<li><a href="#come-curare-aggressivita-con-psicoanalisi">Come curare l&#8217;aggressività con la psicoanalisi</a></li>
<li><a href="#curare-aggressività-rabbia-in-toscana-prato">Come curare l’aggressività e la rabbia in Toscana: Psicologo a Prato</a></li>
</ul>
<p><a name="termine-aggressivo-significato"></a></p>
<h2>Qual è il significato del termine “aggressivo”?</h2>
<p>Le enciclopedie definiscono come <strong>significato</strong> della parola “<strong>aggressivo</strong>” l’atteggiamento violento e impulsi di una persona, scatenato da una causa non ben definita.</p>
<p>Tuttavia, in <strong>psicologia l’aggressività </strong>e la <strong>rabbia</strong> assumono dei caratteri specifici, che non si possono ascrivere una definizione generica, ma che hanno bisogno di specifiche valutazioni per essere giudicati correttamente. Questo significa, banalmente, che l’<strong>aggressività di un adolescente </strong>è molto diversa, per ragioni culturali e sociali, dal <strong>comportamento aggressivo nell’adulto</strong> o di un anziano. Un capitolo a parte meriterebbe lo studio e l’approfondimento dell’<strong>aggressività femminile</strong>: giovani donne arrabbiate che utilizzano la violenza come unica valvola di sfogo, ecc.</p>
<p>In questo articolo, forte della mia esperienza come <strong>psicologo a Prato</strong>, proverò a raccontarvi <strong>cosa significa essere aggressivi</strong>, quali sono le <strong>cause dell’aggressività</strong> e <strong>come curare l’aggressività</strong>.<br />
<a name="aggressivita-cause"></a></p>
<h2>Quali sono le cause dell’aggressività?</h2>
<p>A seconda della situazione, possono esserci <strong>cause</strong> diverse e molto distanti tra loro per l’<strong>aggressività</strong> <strong>negli adulti o nei giovani</strong>. Esistono, per esempio, alcune sindromi che ti portano ad avere un atteggiamento aggressivo di grado e tipologia differente (come la <strong>Sindrome di Tourette</strong>, la <strong>sindrome di Asperger</strong>, la <strong>sindrome di Prader-Willi</strong>, la <strong>sindrome feto-alcolica</strong>, <strong>premestruale</strong>, <strong>Sindrome da deficit di attenzione</strong>).</p>
<p>L’aggressività, infatti, può essere anche solo un sintomo tipico di malattie che hanno cause e conseguenze differenti. Oppure può essere portata da atteggiamenti e disturbi specifici dell’individuo: alcolismo, anoressia nervosa, ansia, binge drinking, bulimia, depressione, disturbo bipolare, disturbo ciclotimico, disturbo di personalità borderline, disturbo da stress post-traumatico, morbo di Alzheimer, malattia di Huntington, Pellagra, Schizofrenia, Porfiria, demenza vascolare, autismo, ansia).</p>
<p>Un bravo professionista valuterà, insieme all’<strong>aggressività</strong>, l’insorgenza di <strong>malattie mentali</strong> e altri sintomi, perché solo così sarà in grado di fare una diagnosi corretta, per capire <strong>come</strong> <strong>curare l’aggressività</strong>.<br />
<a name="tipologie-comportamento-aggressivo-adulto"></a></p>
<h2>Tipologie di comportamento aggressivo nell’adulto</h2>
<p>Tolta l’<strong>aggressività adolescenziale </strong>che spesso dipende dall’estraniazione sociale o da problemi di comunicazione del ragazzo con la famiglia e il mondo che lo circonda, possiamo individuare diverse <strong>tipologie di comportamento aggressivo nell’adulto</strong>. Analizziamo singolarmente le più diffuse.</p>
<p>Leggi di più sulla <a href="https://www.psicologabeatriceplanas.it/services/rabbia-e-aggressivita/">Rabbia e l&#8217;agressività</a><br />
<a name="cosa-come-curare-aggressivita-verbale"></a></p>
<h3>Cos&#8217;è e come curare l&#8217;aggressività verbale</h3>
<p>L’a<strong>ggressività verbale </strong>è quella che si manifesta attraverso l’utilizzo di un linguaggio offensivo o denigratorio. Esistono diverse tipologie. Per esempio, nella sindrome di Tourette essa si manifesta, per il paziente, attraverso un impulso irresistibile di dire parolacce. È un meccanismo di difesa che attiva l’esplosione dell’aggressività, contro la volontà del paziente. Il risultato è la <strong>ripetizione ossessiva</strong> di parole considerate <strong>violente</strong> e <strong>offensive</strong>.</p>
<p>Altre volte, <strong>aggressività e frustrazione</strong> viaggiano di pari passo: la rabbia di una persona può essere generata, infatti, da una situazione frustrante e altamente stressante che il paziente sta vivendo: la perdita di un lavoro, il fallimento, una preoccupazione grave, un lutto, possono far scaturire <strong>pensieri aggressivi</strong> che si traducono in minacce e parole cariche di rabbia, soprattutto nei confronti delle persone che ci stanno più vicine.</p>
<p>Per questo, prima di definire <strong>patologica l’aggressività</strong> del paziente bisogna richiedere un consulto psicologico o medico.<br />
<a name="cosa-come-curare-aggressivita-passiva"></a></p>
<h3>Cos&#8217;è e come curare l&#8217;aggressività passiva</h3>
<p>Il <strong>comportamento passivo &#8211; aggressivo</strong> (aggressività passiva) è un modo mascherato di esprimere i propri <strong>sentimenti di rabbia nascosti</strong>. È un comportamento disfunzionale molto diffuso, perché la rabbia è alla base di molte esperienze umane ed è una delle prime emozioni che impariamo a provare. Eppure, molti di noi vengono bombardati sin da giovani dal messaggio che la rabbia è spesso negativa e non va espressa. Ci insegnano che bisogna sempre essere “buoni” e non arrabbiarsi mai. Per questo, ci si nasconde dietro atteggiamenti di ostilità nascosti che sono socialmente accettabili. In pratica, molti di noi cercano di <strong>esprimere la propria rabbia</strong> in maniera diversa, meno appariscente e diretta, come ad esempio fare promesse e non mantenerle, procrastinare, inventare scuse, lamentarsi e assumere atteggiamenti vittimistici. Nel lungo periodo, però, l’<strong>aggressività passiva</strong> diventa distruttiva, ma la psicoanalisi viene in aiuto: attraverso la terapia si possono allontanare le tensioni e la rabbia.<br />
<a name="ansia-aggressivita"></a></p>
<h2>Ansia e aggressività</h2>
<p>Prima di raccontarvi <strong>come curare l’aggressività</strong> è bene aprire una piccola parentesi sulla relazione che intercorre tra <strong>ansia e aggressività</strong>. Spesso queste due sensazioni si trovano unite in alcuni particolari disturbi, come per esempio nel <strong>disturbo di ansia sociale</strong>. L’individuo che ne soffre ha grosse difficoltà a regolare le proprie emozioni, in particolar modo la rabbia. Alcuni preferiscono isolarsi per sfogare l’aggressività in situazioni solitarie che difficilmente li compromettono, altri invece manifestano rabbia in modo aperto e diretto.</p>
<p>In linea di massima, comunque, stati depressivi o ansiosi potrebbero dipendere dalla difficoltà di esprimere liberamente le emozioni.</p>
<p>Ti potrebbe interessare leggere &#8220;<a href="https://www.psicologabeatriceplanas.it/attacchi-ansia-sintomi-fisici-mentali-tipologie-rimedi/">Attacchi di Ansia: sintomi fisici e mentali, tipologie, rimedi</a>&#8221;<br />
<a name="come-eliminare-aggressivita"></a></p>
<h2>Come eliminare l’aggressività</h2>
<p>Sapere<strong> come gestire la rabbia</strong> è fondamentale, perché si riesce a capire anche <strong>come eliminare l’aggressività</strong> e trasformarla in energia per raggiungere obiettivi utili. Al contrario, chi non è capace di gestire la propria aggressività, può mettere in atto comportamenti dannosi per se stesso e per gli altri.</p>
<p>Uno dei <strong>modi per gestire la rabbia</strong> è avere un atteggiamento assertivo, che costituisce un buon compromesso tra la necessità di difendersi e quella di non farlo in un modo da causare danni.</p>
<p>Un altro modo, invece, è quello di attendere che lo stato emotivo di rabbia si calmi prima di agire. Esistono diverse <strong>tecniche di rilassamento</strong> <strong>per l’aggressività</strong> che possono essere utilizzate, spesso basate sulla <strong>respirazione</strong> e il rilassamento muscolare.</p>
<p>È molto utile lavorare sullo sviluppo dell’empatia, che modula naturalmente la rabbia. Essa permette infatti di immedesimarsi nell’altro e provare ad immaginare ciò che l’altro proverebbe se venisse attaccato.<br />
<a name="come-curare-aggressivita-con-psicoanalisi"></a></p>
<h2>Come curare l&#8217;aggressività con la psicoanalisi</h2>
<p>In <strong>psicoanalisi</strong> l<strong>’aggressività </strong>viene trattata soprattutto per la sua natura istintuale. Freud stesso, padre delle teorie psicoanalitiche, ha suggerito diverse letture dell’aggressività: definendola da una parte una strategia comportamentale che serve per allentare la tensione generata da un bisogno insoddisfatto; dall’altra invece per <strong>Freud l’aggressività</strong> può considerarsi come una pulsione di morte, capace di produrre solo energia distruttiva, che ha bisogno di uscire all’esterno perché altrimenti porterebbe all’autodistruzione.</p>
<p>Fromm, invece, nell’<em>Anatomia della distruttività umana </em>(1973), distingue due tipi di aggressività. L’impulso di attaccare o fuggire tipico degli animali che vengono minacciati da un pericolo (<strong>aggressività impulsiva</strong> o benigna, perché deriva dal naturale istinto alla sopravvivenza); e un’a<strong>ggressività distruttiva </strong>(assente nella maggior parte degli animali) che non ha nessuno scopo e, se soddisfatta, procura piacere.<br />
<a name="curare-aggressività-rabbia-in-toscana-prato"></a></p>
<h2>Come curare l’aggressività in Toscana: Psicologo a Prato</h2>
<p>Nei molti anni di esperienza come <strong>Psicologo a Prato</strong>, ho seguito diversi pazienti che lamentavano atteggiamenti aggressivi, impulsivi e rabbiosi a volta anche ingiustificati. Insieme abbiamo iniziato un percorso volto a conoscere le principali <strong>tecniche per gestire l’aggressività</strong> e i <strong>comportamenti aggressivi</strong>; e siamo arrivati a indagare le motivazioni profonde alla base dei disagi.</p>
<p>Se vuoi sapere <strong>come curare l’aggressività</strong>, <a href="https://www.psicologabeatriceplanas.it/contatti/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">richiedimi una consulenza gratuita</a>.</p>
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										</item>
		<item>
		<title>Attacchi di Ansia: sintomi fisici e mentali, tipologie, rimedi</title>
		<link>https://www.psicologabeatriceplanas.it/attacchi-ansia-sintomi-fisici-mentali-tipologie-rimedi/</link>
				<pubDate>Wed, 30 Oct 2019 13:38:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Beatrice Planas]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicologo Prato]]></category>
		<category><![CDATA[Ansia cronica]]></category>
		<category><![CDATA[Ansia sintomi fisici e mentali]]></category>
		<category><![CDATA[Ansia sintomi respiratori]]></category>
		<category><![CDATA[Attacchi d'ansia]]></category>
		<category><![CDATA[Come si cura l'ansia]]></category>
		<category><![CDATA[Rimedi ansia]]></category>
		<category><![CDATA[Sintomi ansia generalizzata]]></category>
		<category><![CDATA[Sintomi depressione ansiosa]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Ansia di viaggiare, ansia di fare l’amore, ansia da palcoscenico, ansia da lavoro o da stress, ansia da separazione o da ...</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.psicologabeatriceplanas.it/attacchi-ansia-sintomi-fisici-mentali-tipologie-rimedi/">Attacchi di Ansia: sintomi fisici e mentali, tipologie, rimedi</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.psicologabeatriceplanas.it">Psicologo Online - Dott.ssa Beatrice Planas | Con 30 anni di esperienza</a>.</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p><em>Ansia di viaggiare, ansia di fare l’amore, ansia da palcoscenico, ansia da lavoro o da stress, ansia da separazione o da prestazione. Moltissimi sono i sintomi, le tipologie e i rimedi dell’ansia, tantissime le persone che ne soffrono. Ma chi la vive tutti i giorni sa come affrontarla? </em></p>
<h5>INDICE CONTENUTO</h5>
<ul>
<li><a href="#cosa-e">Ansia: cos’è</a></li>
<li><a href="#sintomi-fisici-mentali-attacchi">I sintomi fisici e mentali degli attacchi di ansia</a></li>
<li><a href="#sintomi-fisici">I sintomi fisici dell’ansia</a></li>
<li><a href="#sintomi-mentali-comportamentali">I sintomi mentali e comportamentali dell’ansia</a></li>
<li><a href="#ansia-cronica-generalizzata-sintomi">Ansia cronica o disturbo d’ansia generalizzata: sintomi e tipologie</a></li>
<li><a href="#tipologie-ansia">Tipologie di ansia</a></li>
<li><a href="#ansia-da-esame">Ansia da esame</a></li>
<li><a href="#ansia-da-lavoro-stress">Ansia da lavoro e da stress</a></li>
<li><a href="#ansia-da-palcoscenico">Ansia da palcoscenico</a></li>
<li><a href="#ansia-da-prestazione">Ansia da prestazione</a></li>
<li><a href="#ansia-da-relazione">Ansia da relazione</a></li>
<li><a href="#ansia-da-separazione">Ansia da separazione</a></li>
<li><a href="#ansia-da-viaggio">Ansia da viaggio</a></li>
<li><a href="#rimedi-per-eliminare">I rimedi per l’ansia: come eliminare i sintomi</a></li>
<li><a href="#psicoterapia-ansia">Psicoterapia per l’ansia – Psicologo Prato</a></li>
</ul>
<p><a name="ansia-cosa-e"></a></p>
<h2>Ansia: cos’è</h2>
<p>Per capire <strong>cos’è</strong> veramente <a href="https://www.psicologabeatriceplanas.it/services/ansia-e-disturbi-di-ansia-sociale/"><strong>l’ansia</strong></a>, non bisogna pensarla come una malattia a sé. Più che una patologia, infatti, l’ansia è uno stato emotivo che viene associato a una sensazione di allerta e <strong>paura</strong> nei confronti di tutto ciò che c’è all’esterno. Generalmente, è una situazione esagerata rispetto alla realtà. A volte, in particolari contesti, può coinvolgere non solo un singolo soggetto ma un <strong>gruppo di persone</strong> (<strong>ansia di gruppo</strong>), fino a raggiungere in alcuni casi la cosiddetta <strong>isteria collettiva</strong>.<br />
<a name="#sintomi-fisici-mentali-attacchi"></a></p>
<h2>I sintomi fisici e mentali degli attacchi di ansia</h2>
<p>Gli <strong>attacchi di ansia </strong>possono manifestarsi con <strong>sintomi fisici e mentali</strong>. Freud asseriva che all’<strong>origine dell’ansia </strong>ci sono battaglie che l’individuo combatte nel suo interno, ma che non riescono a trovare una risoluzione. Per questo, l’ansia è uno stato comune a molte persone. Tutti noi almeno una volta nella vita abbiamo sofferto di qualcuno dei seguenti sintomi, ma generalmente sono transitori e spariscono subito. Gli <strong>episodi ansiosi</strong> che invece insorgono senza motivazione sono alla base dell’<strong>ansia patologica</strong>. Questi possono presentare la seguente sintomatologia:<br />
<a name="#sintomi-fisici"></a></p>
<h3>I sintomi fisici dell’ansia</h3>
<p>I sintomi fisici dell’ansia sono:</p>
<h4>1. Palpitazioni</h4>
<p>Le <strong>palpitazioni</strong> si dividono in: cardiopalmo, tachicardia e aritmia. L’aritmia è la sensazione più diffusa in caso di <strong>attacco d’ansia</strong> e si verifica con battiti irregolari, ma può essere indotta anche da agenti esterni come nicotina, caffeina, alcol e squilibrio elettrolitico. Spesso, in un attacco d’ansia, alla persona coinvolta sembra di avere un infarto, anche se così non è.</p>
<h4>2. Dolore Toracico</h4>
<p>Il <strong>dolore toracico</strong> può manifestarsi nei periodi di ansia elevata. Durante gli <strong>attacchi di ansia</strong> il corpo secerne adrenalina che causa un aumento del battito cardiaco e una risposta più veloce da parte del corpo. È un modo evolutivo per preparare meglio la persona ad affrontare una situazione difficile o di pericolo.</p>
<h4>3. Mancanza di respiro (Apnea)</h4>
<p>Durante una <strong>crisi di ansia</strong> la respirazione toracica predomina su quella addominale. Questa però porta un affaticamento dei muscoli intercostali, che produce spasmi e dolori, facendo provare alla persona una sensazione di <strong>apnea</strong>, come se gli <strong>mancasse il respiro</strong>.</p>
<h4>4. Nausea o disturbi addominali</h4>
<p>Durante uno stato di allerta, che sia una <strong>crisi di panico </strong>o di <strong>ansia</strong>, la digestione si blocca e subentra una sensazione di <strong>nausea</strong>, che porta la persona ad avere <strong>ansia</strong> per <strong>paura di vomitare</strong>.</p>
<h4>5. Depersonalizzazione</h4>
<p>La <strong>depersonalizzazione</strong> è una <strong>sensazione di irrealtà</strong>, come se chi la prova riuscisse a distaccarsi da se stesso. Può essere indotta dalla stanchezza eccessiva, deprivazione del sonno, meditazione o l’uso di alcune sostanze alcoliche o stupefacenti. Trovarsi in questo stato durante una <strong>crisi d’ansia</strong> può aumentare il livello della stessa.<br />
<a name="#sintomi-mentali-comportamentali"></a></p>
<h3>I sintomi mentali e comportamentali dell’ansia</h3>
<p>I sintomi mentali e comportamentali dell’ansia sono:</p>
<h4>&#8211; Senso di vuoto interiore</h4>
<p>Il <strong>senso di vuoto interiore</strong> comprende diversi vissuti emotivi. È come se tutta l’energia vitale presente nel nostro corpo venisse risucchiata via per lasciare spazio a sensazioni di apatia, abulia e sterilità. Sentire questo vuoto ci provoca <strong>paura</strong>, <strong>terrore</strong>, tristezza e in alcuni casi può portare anche alla <strong>depressione</strong>.</p>
<h4>&#8211; Senso di allarme e di pericolo</h4>
<p>Di fronte a una difficoltà o a una situazione disagiante, in tutte le persone s’instaura un <strong>senso di allarme </strong>o di pericolo, una sorta di campanello che ci avvisa quando dobbiamo iniziare a fare attenzione a ciò che sta accadendo all’esterno. <strong>Nelle crisi di ansia</strong>, però, questo <strong>senso di pericolo</strong> è esagerato e soprattutto ingiustificato.</p>
<h4>&#8211; Sensazione di essere osservati e al centro dell’attenzione altrui</h4>
<p>Spesso le <strong>crisi di ansia</strong> ti portano ad avere la <strong>sensazione di essere osservati</strong> o <strong>di essere al centro dell’attenzione altrui </strong>senza che ce ne sia un reale motivo, quasi solo per pura <strong>paranoia</strong>.</p>
<h4>&#8211; Messa in atto di comportamenti protettivi</h4>
<p>Si chiama strategia “better safe than sorry”, “meglio prevenire che curare” e consiste proprio nel <strong>mettere in atto dei comportamenti protettivi</strong>, volti a evitare una situazione che genera ansia.<br />
Farsi accompagnare da qualcuno, assumere ansiolitici al bisogno, essere sottomessi ad alcune persone per paura di perderle, ecc…<br />
<a name="#ansia-cronica-generalizzata-sintomi"></a><br />
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<h2>Ansia cronica o disturbo d’ansia generalizzata: sintomi e tipologie</h2>
<p>“<strong>Ansia</strong>” è uno dei termini più ricercati in rete, a dimostrazione del fatto che i disturbi legati a questo stato d’animo si stanno diffondendo sempre di più, al punto che è quasi impossibile trovare qualcuno che non si sente almeno in parte stressato. Ma quand’è che l’<strong>ansia</strong> diventa <strong>cronica</strong> e quando si trasforma in un vero e proprio <strong>disturbo di ansia generalizzata</strong>? <strong>In che modo si manifesta l’ansia</strong>? E <strong>come sono gli attacchi di ansia</strong>? Nei paragrafi successivi, cercheremo di rispondere a ognuna di queste domande.</p>
<h3>Ansia cronica</h3>
<p>Si dice “<strong>cronica</strong>” l’<strong>ansia</strong> che non sparisce nell’ambito di una singola manifestazione, ma che si presenta spesso nella vita del paziente, in maniera costante, invasiva e debilitante. Un <strong>ansioso cronico</strong> si sveglia al mattino con una sensazione spiacevole di apprensione e si preoccupa per quello che lo aspetta. Tutto il giorno vive di pensieri negativi, le sfide della vita vengono amplificate e drammatizzate, generando <strong>ansia da prestazione</strong> o <strong>ansia anticipatoria</strong>.  La c<strong>ausa dell’ansia cronica</strong> deve essere ricercata all’interno dell’individuo che ne soffre. È il <strong>sintomo</strong> di una disarmonia con i propri bisogni e i propri desideri e rappresenta probabilmente la conseguenza del divario incolmabile tra ciò che siamo e ciò che vogliamo essere.</p>
<h3>Ansia generalizzata: cos&#8217;è e quali sintomi ha?</h3>
<p>Per capire <strong>cos’è l’ansia generalizzata</strong> bisogna pensare a un rumore, fastidioso e continuo, che non ci abbandona mai. Una persona che soffre di <strong>disturbo d’ansia generalizzata</strong> sperimenta infatti un costante <strong>stato d’ansia</strong> e <strong>attesa</strong> apprensiva con anticipazione pessimistica di eventi negativi o catastrofici di qualsiasi genere e natura. Sudorazione, vampate, batticuore, nausea, diarrea, insonnia… questi <strong>i sintomi dell’ansia generalizzata</strong>. È un <strong>disturbo cronico</strong> e di lunga durata, che se non curato e seguito può portare anche alla <strong>depressione</strong>.</p>
<h3>Quali sono i sintomi della depressione ansiosa?</h3>
<p>Nei casi di <strong>depressione ansiosa</strong> un paziente può manifestare i seguenti <strong>sintomi</strong>: umore irritabile, scattoso e non dominabile. Non è per niente sensibili alla rassicurazione. La persona non trova pace ed è avvinta da pensieri angosciosi e rapidi, anche ripetitivi, che non lo lasciano in pace, ma lo punzecchiano tenendolo anche sveglio e provocando insonnia.<br />
<a name="#tipologie-ansia"></a></p>
<h2>Tipologie di ansia</h2>
<p>In base agli effetti e alle cause, esistono diverse <strong>tipologie di ansia</strong>:<br />
<a name="#ansia-da-esame"></a></p>
<h3>Ansia da esame</h3>
<p>L’<strong>ansia da esame </strong>coinvolge la maggior parte degli studenti, se non tutti. È una sensazione che ognuno di noi sperimenta almeno una volta nella vita. Ma se lo stress pre-esame o pre-test sfocia nel panico vero e proprio, ci troviamo allora di fronte a una condizione patologica che sarebbe meglio approfondire con l’aiuto di uno specialista.<br />
<a name="#ansia-da-lavoro-stress"></a></p>
<h3>Ansia da lavoro e da stress</h3>
<p>C’è bisogno di distinguere tra <strong>ansia da lavoro</strong> e <strong>stress da lavoro</strong>. Sono due condizioni che spesso vengono associate, ma sono molto diverse tra loro. Quando siamo stressati, infatti, siamo ben consapevoli della <strong>causa del nostro stress</strong>. Quando invece siamo presi da un <strong>attacco di ansia</strong> ci troviamo in uno stato di confusione e non è ben chiaro quello che ci sta capitando. Sentiamo una <strong>sensazione di pericolo</strong>, anche senza minacce reali, fino a far nascere dentro di noi delle vere e proprie <strong>fobie</strong>.<br />
<a name="#ansia-da-palcoscenico"></a></p>
<h3>Ansia da palcoscenico</h3>
<p>L’<strong>ansia da palcoscenico </strong>è molto comune a chi per lavoro è costretto a esibirsi spesso come cantanti e musicisti. La bocca si secca e lo stomaco si chiude, si ha la sensazione di aver dimenticato tutto e la paura di fare una pessima figura.<br />
<a name="#ansia-da-prestazione"></a></p>
<h3>Ansia da prestazione</h3>
<p>L’<strong>ansia da prestazione </strong>consiste nel timore di una difficoltà che si può manifestare in diversi ambiti della vita: lavorativo, scolastico, relazionale, sessuale e sportivo. Ne soffrono soprattutto le persone che non accettano gli insuccessi e che vogliono raggiungere sempre il massimo nei loro obiettivi. Il <strong>timore di fallire</strong> un compito, <strong>fallire una performance sessuale</strong>, <strong>fallire una relazione</strong> in cui si è investito del tempo, porta l’individuo a chiudersi in se stesso e ad avere <strong>paura della paura</strong> stessa.<br />
<a name="#ansia-da-relazione"></a></p>
<h3>Ansia da relazione</h3>
<p>L’<strong>ansia da relazione </strong>è la <strong>paura di avere una relazione</strong>, <strong>paura di impegnarsi</strong> con qualcuno. Addirittura ci si può sentire paralizzati e le persone che ne soffrono non riescono ad avere relazioni a lungo termine, anche se amano esattamente come tutti. Può colpire sia uomini che donne indistintamente.<br />
<a name="#ansia-da-separazione"></a></p>
<h3>Ansia da separazione</h3>
<p>Il <strong>disturbo di ansia da separazione</strong> si manifesta in eventi particolari come: il momento di lasciare una casa o di separarsi da persone a cui si è particolarmente attaccati, come i genitori, i coinquilini o i partner. Si prova un malessere fortissimo e può avere conseguenze negative nella vita di tutti i giorni.<br />
<a name="#ansia-da-viaggio"></a></p>
<h3>Ansia da viaggio</h3>
<p>L’<strong>ansia da viaggio </strong>(o <strong>ansia della partenza</strong>) limita tantissimo le persone che vorrebbero invece spostarsi e viaggiare per il mondo. È caratterizzata da una vera e propria <strong>paura di viaggiare</strong> per i pericoli che potrebbero esserci. La persona che ne soffre sperimenta dei sintomi fisici come respirazione eccessiva, nausea, tachicardia e paura intensa.<br />
<a name="#rimedi-per-eliminare"></a></p>
<h2>I rimedi per l’ansia: come eliminare i sintomi</h2>
<p>In Italia per <a href="https://www.psicologabeatriceplanas.it/come-combattere-ansia-rimedi-naturali-farmacologici-umani/"><strong>curare l’ansia</strong></a> esistono diversi <strong>rimedi</strong>. Spesso vengono usate le <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Benzodiazepine"><strong>benzodiazepine</strong></a>: degli <strong>ansiolitici</strong> che sono in grado di placare i sintomi fisici, ma senza eliminarli. Come <strong>Psicologa a Prato</strong> consiglio l’uso di <strong>psicofarmaci</strong> (chiaramente sempre dopo prescrizione medica) ma solo in casi particolari, dove i disagi sono davvero debilitanti e continui. Infatti, gli <strong>ansiolitici</strong> possono essere anche molto pericolosi in quanto creano una forte dipendenza fisica, psicologica e, se smessi d’improvviso, possono portare a delle vere e proprie crisi di astinenza.<br />
Esistono delle piante fitoterapiche aiutano a lenire l’intensità dei sintomi: camomilla e valeriana su tutte.<br />
Tuttavia, il consiglio principale quando <strong>i disturbi di ansia</strong> diventano eccessivi, è quello di iniziare una <strong>terapia psicologica</strong>, in grado di indagare sulle cause latenti e nascoste e andare a risolvere il problema alla radice.<br />
<a name="#psicoterapia-ansia"></a></p>
<h2>Psicoterapia per l’ansia – Psicologa a Prato</h2>
<p>Per la <strong>cura dell’ansia</strong>, la <strong>psicoterapia</strong> è la <strong>soluzione</strong> migliore, perché è in grado di dare al paziente degli strumenti cognitivi che lo aiuteranno a combattere e contrastare l’arrivo degli <strong>attacchi di ansia</strong> e del panico, fino a non averne più.<br />
Come <strong>Psicologo a Prato</strong>, ho seguito diversi pazienti con <strong>disturbi d’ansia generalizzata</strong> che sono riusciti a ridare un nuovo senso alla loro vita.</p>
<p>Se sei interessato a saperne di più, <a href="https://www.psicologabeatriceplanas.it/contatti/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">richiedimi una consulenza e un preventivo gratuito</a>.</p>
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										</item>
		<item>
		<title>Depressione post partum: sintomi, cause e testimonianze</title>
		<link>https://www.psicologabeatriceplanas.it/depressione-post-partum-sintomi-cause-testimonianze/</link>
				<pubDate>Tue, 22 Oct 2019 15:54:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Beatrice Planas]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicologo Prato]]></category>
		<category><![CDATA[Come uscire dalla depressione post partum]]></category>
		<category><![CDATA[Depressione post partum]]></category>
		<category><![CDATA[Depressione post partum cause]]></category>
		<category><![CDATA[Depressione post partum dopo sei mesi]]></category>
		<category><![CDATA[Depressione post partum dopo un anno]]></category>
		<category><![CDATA[Depressione post partum esperienze]]></category>
		<category><![CDATA[Depressione post partum sintomi]]></category>
		<category><![CDATA[Depressione post partum testimonianze]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>La nascita di un bambino è sempre un evento felice, ma per alcune donne può significare l’inizio di un incubo. La ...</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p><em>La nascita di un bambino è sempre un evento felice, ma per alcune donne può significare l’inizio di un incubo. La depressione post partum colpisce il 12% delle neomamme italiane, ma cos’è veramente e come si manifesta?</em></p>
<h5>INDICE CONTENUTO</h5>
<ul>
<li><a href="#cosa-e">Cos’è la depressione post partum?</a></li>
<li><a href="#sintomi-durata">Depressione post partum sintomi e durata</a></li>
<li><a href="#quando-inizia">Quando inizia la depressione post partum?</a></li>
<li><a href="#quanto-puo-durare-depressione-post-parto">Quanto può durare la depressione post parto</a></li>
<li><a href="#cause">Le cause della depressione post partum</a></li>
<li><a href="#tardiva">Depressione post partum tardiva</a></li>
<li><a href="#dopo-6-mesi-dal-parto">Dopo 6 mesi dal parto</a></li>
<li><a href="#dopo-1-anno-dal-parto">Dopo 1 anno dal parto</a></li>
<li><a href="#seconda-gravidanza">Durante la seconda gravidanza</a></li>
<li><a href="#esperienze-testimonianze">Esperienze e testimonianze</a></li>
<li><a href="#come-uscirne">Depressione post parto come uscirne</a></li>
<li><a href="#tempi-di-guarigione">Quali sono i tempi di guarigione?</a></li>
<li><a href="#non-curata">Depressione post partum non curata</a></li>
</ul>
<p><a name="cosa-e"></a></p>
<h2>Cos’è la depressione post partum?</h2>
<p>“Per comprendere realmente <strong>cos’è la depressione post partum</strong> bisogna viverla”. Con queste parole, Malassienné descrive un disturbo nervoso che colpisce alcune donne i giorni immediatamente successivi al parto. Può avere una durata variabile, manifestandosi a volte come una vera e propria depressione.</p>
<p>Partiamo dal presupposto che oltre il 70% delle madri, nei giorni <strong>pre e dopo il parto</strong> manifestano alcuni sintomi associabili ad una <strong>leggera depressione</strong>, che Winnicott, psicoanalista e pediatra inglese, definisce “<strong>baby blues</strong>”, con riferimento allo stato di <strong>malinconia</strong> (“blues” appunto).<br />
<a name="sintomi-durata"></a></p>
<h2>Depressione post partum sintomi e durata</h2>
<p>Crisi di pianto senza motivo, irritabilità, inquietudini e ansietà che tendono generalmente a scomparire nel giro di pochi giorni… Tuttavia, ci sono altri sintomi della <strong>depressione post parto</strong> ben più gravi, che possono durare anche per un intero anno e che comprendono:</p>
<ul>
<li>Indolenza</li>
<li>Sensazione di affaticamento</li>
<li>Esaurimento nervoso e disperato</li>
<li>Senso di inappetenza</li>
<li>Insonnia o al contrario eccessivo sonno</li>
<li>Stato confusionale</li>
<li>Pianto incontrollato e inspiegato</li>
<li>Disinteresse per il bambino</li>
<li>Paura di far male al bambino o a se stessa</li>
<li>Improvvisi e repentini cambiamenti di umore</li>
</ul>
<p><a name="quando-inizia"></a></p>
<h3>Quando inizia la depressione post partum?</h3>
<p>La <strong>depressione post partum inizia quando</strong> la gravidanza si è già conclusa, di solito il 4° o 5° giorno dopo la nascita del bambino.<br />
<a name="quanto-puo-durare-depressione-post-parto"></a></p>
<h3>Quanto può durare la depressione post parto?</h3>
<p>Per capire <strong>quanto può durare la depressione post parto</strong> sono state prese in esame un numero considerevole di pazienti che ne hanno sofferto. La maggior parte delle donne hanno riferito che di aver sofferto di <strong>ansia post parto</strong> per massimo una settimana<strong>,</strong> durante la quale si può soffrire di umore labile, con facile tendenza al pianto, tristezza, ansia, irritabilità, difficoltà di memoria e concentrazione.<br />
<a name="cause"></a></p>
<h2>Le cause della depressione post partum</h2>
<p>Le <strong>cause della depressione post partum</strong> non sono del tutto chiare. I diversi studi di settore condotti da varie equipe mediche e di psicologi hanno evidenziato delle caratteristiche in comune e hanno riferito che la <strong>DPP</strong> scoppia soprattutto in soggetti:</p>
<ul>
<li><em>Che hanno precedenti di problemi di salute mentale</em><em>, </em>in particolare di depressione, nell’arco della propria della vita</li>
<li><em>Che hanno avuto problemi durante la gravidanza</em></li>
<li><em>Che sono sole, a cui manca l’aiuto e il supporto di parenti e amici stretti</em></li>
<li><em>Che hanno avuto diversi problemi di relazione con il proprio partner</em></li>
<li><em>Che hanno vissuto eventi stressanti di recente</em><em>, </em>come per esempio un lutto</li>
</ul>
<p>Ciononostante, bisogna tenere in considerazione che avere un bambino è comunque un evento che cambia la vita. Talvolta, anche in assenza dei suddetti fattori, può comunque nascere la depressione. <strong>Diventare genitore</strong> è una delle cose più difficili al mondo: <strong>prendersi cura di un bambino</strong> piccolo può essere molto stressante e faticoso.<br />
<a name="tardiva"></a></p>
<h2>Depressione post partum tardiva</h2>
<p>La <strong>depressione post partum </strong>nella maggior parte dei casi si manifesta subito dopo la nascita del bambino. Ma sono state registrate anche situazione di <strong>depressione post partum tardiva</strong>: <strong>dopo 6 mesi</strong> o <strong>dopo un anno</strong>.<br />
<a name="dopo-6-mesi-dal-parto"></a></p>
<h3>Cosa succede se inizio a sentire i primi sintomi della depressione dopo il parto a 6 mesi dalla nascita del bambino?</h3>
<p>È stato dimostrato che la <strong>depressione dopo il parto</strong> potrebbe anche non manifestarsi durante le prime settimane, ma rimanere latente e scoppiare <strong>dopo 6 mesi</strong> dalla <strong>nascita del bambino</strong>. Questo può dipendere da una serie diversa di fattori, che derivano dalla genetica e dalle condizioni ambientali in cui vive la famiglia.<br />
<a name="dopo-1-anno-dal-parto"></a></p>
<h3>È possibile avere la DPP dopo un anno dalla nascita del bambino?</h3>
<p>È stato scoperto che la <strong>crisi post parto (DPP)</strong> potrebbe colpire le <strong>neomamme</strong> anche <strong>dopo un anno</strong> dalla nascita. Lo suggerisce uno<strong> </strong>studio australiano condotto su 1500 madri: il 10% di esse ha sofferto di depressione nel primo anno di vita, ma la percentuale è salita vertiginosamente al 15% dopo 4 anni.<br />
<a name="seconda-gravidanza"></a></p>
<h3>Posso avere la depressione post parto con una seconda gravidanza?</h3>
<p>Come <strong>Psicologo a Prato</strong> molte delle mie pazienti in cura, dopo aver superato la <strong>depressione post parto</strong> legata al <strong>primo parto</strong>, mi chiedevano con insistenza se potevano averla anche con una <strong>seconda gravidanza</strong>.</p>
<p>Bisogna tenere conto che anche se ogni donna reagisce in modo diverso, tra i fattori di rischio per lo sviluppo della depressione c’è appunto l’aver avuto una precedente storia di depressione.<br />
<a name="esperienze-testimonianze"></a></p>
<h2>Depressione post parto: esperienze e testimonianze</h2>
<figure id="attachment_2314" aria-describedby="caption-attachment-2314" style="width: 300px" class="wp-caption alignnone"><img class="size-medium wp-image-2314" src="https://www.psicologabeatriceplanas.it/wp-content/uploads/2019/10/depressione-post-parto-esperienze-testimonianze-300x160.jpg" alt="Depressione post parto esperienze testimonianze" width="300" height="160" data-wp-editing="1" srcset="https://www.psicologabeatriceplanas.it/wp-content/uploads/2019/10/depressione-post-parto-esperienze-testimonianze-300x160.jpg 300w, https://www.psicologabeatriceplanas.it/wp-content/uploads/2019/10/depressione-post-parto-esperienze-testimonianze-360x193.jpg 360w, https://www.psicologabeatriceplanas.it/wp-content/uploads/2019/10/depressione-post-parto-esperienze-testimonianze.jpg 700w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-2314" class="wp-caption-text">Depressione post parto esperienze testimonianze</figcaption></figure>
<p>Di seguito riporto alcune <strong>esperienze e testimonianze di depressione post parto</strong> di pazienti di <strong>Prato</strong> che oramai hanno solo un lontanissimo ricordo dell’esperienza, mascherando le loro identità con nomi fittizi.</p>
<p>Questo serve a capire <strong>cosa può passare nella mente di una persona affetta</strong> <strong>da DPP</strong>. Se chi legge si riconosce in una di queste descrizioni, il consiglio è quello di rivolgersi subito al proprio medico di fiducia o a uno <strong>psicologo</strong> competente e specializzato.</p>
<h3>La depressione post partum di Giulia</h3>
<p>Giulia (nome di fantasia) ha avuto una bambina con cui ha instaurato un rapporto fortissimo sin dalla gravidanza. Quando la bambina è nata, Giulia sentiva che, adesso, quella fragile creatura rappresentava tutta la sua vita. Eppure, sebbene Giulia sapeva di essere felice, non faceva altro che piangere. Tutto il giorno. Teneva in braccio la bambina e piangeva. Baciava la bambina, e piangeva. Dava da mangiare alla bambina, e piangeva… Giulia aveva <strong>paura di poterle fare di male</strong>, non voleva restare da sola con lei, addirittura non riusciva a vedere un futuro insieme… tutto questo, oltre che la depressione, le stava rovinando la vita.</p>
<h3>La DPP di Agata</h3>
<p>Agata ha partorito un bimbo bellissimo di nome Salvatore. Ma qualche giorno dopo la nascita, la donna ha un terribile pensiero. Si trovava da sola in camera con lui e lo stava abbracciando molto forte. In quel momento, ha creduto di poter <strong>soffocare il proprio bambino</strong> e da lì ha perso completamente la lucidità. Questo pensiero è iniziato a crescere così tanto da costringerla ad allontanarsi, per <strong>paura di potergli fare del male</strong>.</p>
<h3>La depressione di Anna</h3>
<p>Prima di partorire, Anna frequenta tutti i corsi di pre-parto, partecipa alle riunioni, studia sui libri, si informa con i membri della sua famiglia che hanno già avuto dei figli. Vorrebbe che i giorni successivi alla nascita fossero perfetti: non è una donna che ama essere impreparata. Tuttavia, quando dà alla luce sua figlia si rende conto sin da subito che nessun corso può preparare a quello che le succederà: notti insonni, pianti continui, stress, fatica… Anna inizia a pensare che la sua vita è cambiata e non potrà tornare indietro. Forse, partorire è stato uno sbaglio…</p>
<p>Inutile dire che i pensieri – di gravità e intensità diverse – avute da queste tre donne non possono riassumere la complessità dei casi che si porta dietro questo disturbo, tuttavia ne sono un esempio rappresentativo. I pensieri negativi spariscono allo sparire della depressione. Bisogna accorgersi in tempo e rivolgersi a uno specialista per guarire.<br />
<a name="come-uscirne"></a></p>
<h2>Depressione post parto come uscirne</h2>
<p><strong>Uscire dalla depressione post partum</strong> non è semplice. Innanzitutto essa può influenzare negativamente lo sviluppo del bambino e la continuità del matrimonio. Per questo, è importante agire subito, soprattutto se i sintomi sono frequenti e se ci si accorge di avere atteggiamenti poco adeguati con il bambino o la bambina appena nati.</p>
<p>Bisogna rivolgersi al medico o alla struttura ospedaliera in cui avete partorito. Loro sicuramente sapranno consigliarvi dei percorsi specifici per la guarigione. Inoltre, è stato dimostrato che il supporto dello <strong>psicologo</strong> è fondamentale nella cura di questa malattia, soprattutto per quanto riguarda il miglioramento sintomatologico e la relazione con il neonato.<br />
<a name="tempi-di-guarigione"></a></p>
<h3>Quali sono i tempi di guarigione nella depressione post partum?</h3>
<p>Per capire <strong>quali sono i tempi di guarigione nella depressione post partum</strong>, non si possono dare delle stime precise, perché il periodo dipende dall’intensità della depressione, dalla personalità del soggetto interessato e dalla tipologia di cura accolta. Generalmente si parla di qualche settimana, ma può durare anche anni.<br />
<a name="non-curata"></a></p>
<h3>Cosa succede se non curo la depressione post partum?</h3>
<p><em>Se la <strong>depressione post partum </strong></em><strong>non viene curata</strong> <strong>subito, succede</strong> che può durare per mesi. In una minoranza di casi anche per sempre.</p>
<h2>Psicologo a Prato specializzato in depressione post partum &#8211; Dott.ssa Beatrice Planas</h2>
<p>Nella mia esperienza professionale di <strong>psicologa a Prato</strong> ho aiutato moltissime pazienti a uscire dalla temibile spirale della <strong>depressione post partum</strong>.  Insieme, siamo riuscite a ricostruire un rinnovato ambiente affettivo relazionale in famiglia e nella vita.</p>
<p>Se pensi di aver bisogno di un consulto, <a href="https://www.psicologabeatriceplanas.it/contatti/">richiedimi una consulenza gratuita</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
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										</item>
		<item>
		<title>Lo shopping compulsivo e i disturbi ossessivi: i sintomi e le testimonianze</title>
		<link>https://www.psicologabeatriceplanas.it/shopping-compulsivo-disturbi-ossessivi-sintomi-testimonianze/</link>
				<pubDate>Thu, 17 Oct 2019 09:16:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Beatrice Planas]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicologo Prato]]></category>
		<category><![CDATA[Dipendenza da shopping]]></category>
		<category><![CDATA[Shopping compulsivo rimedi]]></category>
		<category><![CDATA[Shopping compulsivo sintomi]]></category>
		<category><![CDATA[Shopping compulsivo terapia]]></category>
		<category><![CDATA[Shopping compulsivo testimonianze]]></category>
		<category><![CDATA[Shopping ossessivo compulsivo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.psicologabeatriceplanas.it/?p=2289</guid>
				<description><![CDATA[<p>Lo shopping compulsivo, l’esigenza irrefrenabile di fare acquisti, colpisce moltissimi tra uomini e donne italiane di tutte le età. Ma come ...</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.psicologabeatriceplanas.it/shopping-compulsivo-disturbi-ossessivi-sintomi-testimonianze/">Lo shopping compulsivo e i disturbi ossessivi: i sintomi e le testimonianze</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.psicologabeatriceplanas.it">Psicologo Online - Dott.ssa Beatrice Planas | Con 30 anni di esperienza</a>.</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p><em>Lo shopping compulsivo, l’esigenza irrefrenabile di fare acquisti, colpisce moltissimi tra uomini e donne italiane di tutte le età. Ma come si classifica all’interno dei disturbi ossessivo compulsivi e cosa si può fare?</em></p>
<h5>INDICE CONTENUTO</h5>
<ul>
<li><a href="#cosa-disturbo-ossessivo-compulsivo">Che cosa è il disturbo ossessivo compulsivo?</a></li>
<li><a href="#shopping-ossessivo-compulsivo-sintomi">Quali sono i sintomi del disturbo ossessivo compulsivo?</a></li>
<li><a href="#come-curare-shopping-compulsivo">Lo shopping compulsivo: cos&#8217;è e come curarlo</a></li>
<li><a href="#rimedi">I rimedi dello shopping compulsivo</a></li>
<li><a href="#terapia">Shopping compulsivo: Terapia</a></li>
<li><a href="#farmaci">Ci sono dei farmaci per calmare i disturbi ossessivi compulsivi?</a></li>
<li><a href="#uomo-donna">Il disturbo ossessivo compulsivo nell&#8217;uomo e nella donna: a che età colpisce</a></li>
<li><a href="#testimonianze">Testimonianze di disturbi ossessivo compulsivi</a></li>
</ul>
<p><a name="cosa-disturbo-ossessivo-compulsivo"></a></p>
<h2>Che cosa è il disturbo ossessivo compulsivo?</h2>
<p>Per parlare di che cos’è il <strong>disturbo ossessivo-compulsivo (OCD)</strong> bisogna entrare in un mondo di ossessioni e compulsioni, disagi persistenti e continui che trovano sollievo in <strong>atteggiamenti ripetitivi</strong> e <strong>ossessivi</strong>. Prima faceva parte dei<strong> disturbi di ansia</strong>, mentre adesso nel <strong>DSM-V</strong> lo ha inserito in una categorizzazione a parte.<br />
<a name="shopping-ossessivo-compulsivo-sintomi"></a></p>
<h2>Quali sono i sintomi del disturbo ossessivo compulsivo?</h2>
<p>Più che parlare di sintomi, il <strong>disturbo ossessivo compulsivo</strong> è caratterizzato dalla presenza di ossessioni e compulsioni.</p>
<h3>Ossessioni</h3>
<p>Le <strong>ossessioni</strong> sono pensieri, immagini mentali che si manifestano ripetutamente nella mente di una persona e sfuggono al suo controllo. Paura, ansia, disgusto, senso di colpa a cui si ha l’impressione di porre rimedio solo compiendo delle <strong>azioni ripetitive</strong>. Preoccupazioni eccessive per lo sporco e per i germi, la paura di poter fare del male a qualcuno, l’impossibilità di vedere un oggetto fuori posto, <strong>shopping sfrenato</strong>.</p>
<h3>Compulsioni</h3>
<p>Le <strong>compulsioni</strong> sono invece rituali o cerimoniali che una persona esegue a ripetizione come <strong>lavarsi le mani</strong>, <strong>riordinare</strong> con una dovizia maniacale, la <strong>mania di comprare</strong> oggetti, contare, pregare, ripetere formule&#8230; Il fine di questi atteggiamenti è di porre sollievo alla sensazione estraniante che si sente sulla pelle: “<em>c’è qualcosa che non va</em>”. Anche se difficilmente si riuscirà a definire questo qualcosa. La compulsione riduce l’ansia e dà sicurezza, ma per poco tempo.<br />
<a name="come-curare-shopping-compulsivo"></a></p>
<h2>Lo shopping compulsivo: cos’è e come curarlo</h2>
<p><img class="wp-image-2295 size-full alignleft" src="https://www.psicologabeatriceplanas.it/wp-content/uploads/2019/10/shopping-compulsivo-come-curarlo-farmaci-terapia.jpg" alt="" width="800" height="450" srcset="https://www.psicologabeatriceplanas.it/wp-content/uploads/2019/10/shopping-compulsivo-come-curarlo-farmaci-terapia.jpg 800w, https://www.psicologabeatriceplanas.it/wp-content/uploads/2019/10/shopping-compulsivo-come-curarlo-farmaci-terapia-300x169.jpg 300w, https://www.psicologabeatriceplanas.it/wp-content/uploads/2019/10/shopping-compulsivo-come-curarlo-farmaci-terapia-768x432.jpg 768w, https://www.psicologabeatriceplanas.it/wp-content/uploads/2019/10/shopping-compulsivo-come-curarlo-farmaci-terapia-360x202.jpg 360w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" />Il <strong>disturbo da shopping compulsivo</strong> è uno dei disturbi ossessivo compulsivi più diffusi. È caratterizzato dal ripetersi di episodi nei quali una persona prova l’irrefrenabile <strong>impulso di comprare</strong> qualsiasi cosa anche se riconosciuta come inutile. Una vera e propria <strong>dipendenza dallo shopping</strong>, un <strong>disturbo morboso</strong> che porta a fare <strong>acquisti compulsivi</strong>, che può anche rovinare la vita delle persone, portandole al collasso finanziario, relazionare e lavorativo.<br />
<a name="rimedi"></a></p>
<h3>I rimedi dello shopping compulsivo</h3>
<p>Lo <strong>shopping compulsivo</strong> <strong>nasconde</strong> un vuoto interiore profondo, una depressione o una frustrazione e alla lunga può diventare un disagio serio, portare a problemi economici o crisi di coppia. Per questo il consiglio in questi casi è di rivolgersi a un professionista.</p>
<p>Negli ultimi anni moltissime persone mi hanno chiesto aiuto per avere un<strong> aiuto con i loro disturbi ossessivo compulsivi</strong> come <strong>psicologo a Prato</strong>. Questo significa che si sta diffondendo molto, forse a causa della necessità di consumismo tipica della nostra epoca. Per il resto, più che parlare di <strong>rimedi del disturbo ossessivo compulsivo</strong>, ci sono degli atteggiamenti che si possono evitare: circondarsi di persone positive e amiche a cui confidare il nostro segreto in modo che ci possano aiutarlo a tenerlo a freno; uscire con i soldi contati, senza carte di credito.<br />
<a name="terapia"></a></p>
<h3>Shopping compulsivo: terapia</h3>
<p>Se lo <strong>shopping compulsivo</strong> porta a problemi economici o relazionali la <strong>terapia</strong> è altamente consigliata. Quando il <strong>disturbo ossessivo</strong> è causato da ansia o depressione, infatti, si dovrebbe indagare con un esperto la causa di questo stato psicologico. Risolti i problemi di depressione, la necessità di shopping compulsivo potrebbe diventare meno impellente.<br />
<a name="farmaci"></a></p>
<h3>Ci sono dei farmaci per calmare i disturbi ossessivi compulsivi?</h3>
<p>In linea di massima, si può dire che i <strong>sintomi dello shopping compulsivo </strong>migliorano con la somministrazione di farmaci SSRI (Inibitori Selettivi della Ricaptazione della Serotonina). Tuttavia, la somministrazione deve avvenire solo dopo una consulenza da parte del medico psichiatra.<br />
<a name="uomo-donna"></a></p>
<h2>Il disturbo ossessivo compulsivo nell’uomo e nella donna: a che età colpisce</h2>
<p>Il <strong>disturbo ossessivo compulsivo</strong> è presente nell’<strong>uomo</strong> e nella <strong>donna</strong>, non ha preferenze d’età o di sesso e colpisce il 3% della popolazione mondiale. Può manifestarsi in qualsiasi momento della vita dell’individuo: infanzia, pubertà, adolescenza, età adulta, ecc.<br />
<a name="testimonianze"></a></p>
<h2>Testimonianze di disturbi ossessivo compulsivi</h2>
<p><img class="wp-image-2296 alignleft" src="https://www.psicologabeatriceplanas.it/wp-content/uploads/2019/10/testimonianze-disturbi-ossessivo-compulsivi-300x200.jpg" alt="" width="800" height="534" srcset="https://www.psicologabeatriceplanas.it/wp-content/uploads/2019/10/testimonianze-disturbi-ossessivo-compulsivi-300x200.jpg 300w, https://www.psicologabeatriceplanas.it/wp-content/uploads/2019/10/testimonianze-disturbi-ossessivo-compulsivi-768x512.jpg 768w, https://www.psicologabeatriceplanas.it/wp-content/uploads/2019/10/testimonianze-disturbi-ossessivo-compulsivi.jpg 1000w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" />La mia esperienza come <strong>psicologo a Prato</strong> e la letteratura dalle <strong>testimonianze</strong> dei pazienti portano alla luce una serie di <strong>atteggiamenti tipo dei disturbi ossessivo compulsivi</strong>, che potrebbero aiutarci a capire.</p>
<h3>Disturbo ossessivo compulsivo da controllo</h3>
<p>Paure e timori ricorrenti che ruotano attorno alla sensazione di aver dimenticato qualcosa, di aver commesso un errore, magari danneggiato qualcuno o qualcosa senza averlo fatto apposta. Chi soffre di <strong>disturbo ossessivo</strong> <strong>da controllo</strong> si convince che le proprie azioni sono portatrici di sventura e disgrazie.</p>
<p><strong>Esempi</strong> di questo disturbo: l’ossessione di aver dimenticato di chiudere la porta o il gas; il pensiero di aver contato male i soldi o di aver scritto o detto cose che possono ferire.</p>
<h3>Disturbo ossessivo compulsivo da contaminazione</h3>
<p>Il disturbo ossessivo compulsivo <strong>da contaminazione</strong> avviene quando si ha una <strong>paura costante di essere contagiato</strong> da qualcosa o qualcuno, magari per colpa di qualche germe invisibile.</p>
<p>Questo porta ad avere atteggiamenti tesi alla “purificazione” da questi germi. L’esempio più lampante è quello di <strong>lavarsi continuamente le mani</strong>.</p>
<h3>Disturbo ossessi compulsivo da ordine</h3>
<p>Il disturbo ossessivo compulsivo<strong> da ordine</strong> si manifesta <strong>intolleranza al disordine</strong> e all’asimmetria. Tutto ciò che ci circonda deve avere un’armonia, essere perfettamente allineato e ordinato secondo una logica precisa (magari dimensione o colore).</p>
<h2>Psicologo Prato &#8211; Disturbo ossessivi compulsivi</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non è mai facile ammettere di avere un problema, ma se sei capitato su questa pagina e non sei solamente curioso, vuol dire che forse stai vivendo un disagio oppure è un momento particolarmente delicato della tua vita. Non ti preoccupare, possiamo andare avanti a testa alta.</p>
<p>Se vuoi ricevere una consulenza, richiedimi un preventivo gratuito e prenota una <a href="https://www.psicologabeatriceplanas.it/contatti/"><strong>consulenza psicologica a Prato</strong></a>.</p>
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										</item>
		<item>
		<title>Attacchi di panico: cosa fare, sintomi, cause, terapia</title>
		<link>https://www.psicologabeatriceplanas.it/attacchi-di-panico-cosa-fare-sintomi-cause-terapia/</link>
				<pubDate>Wed, 09 Oct 2019 09:21:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Beatrice Planas]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicologo Prato]]></category>
		<category><![CDATA[Attacco di panico cause]]></category>
		<category><![CDATA[Attacco di panico cosa fare]]></category>
		<category><![CDATA[Attacco di panico cura]]></category>
		<category><![CDATA[Attacco di panico sintomi]]></category>
		<category><![CDATA[Attacco di panico terapia]]></category>
		<category><![CDATA[Superare un attacco di panico]]></category>
		<category><![CDATA[Vincere un attacco di panico]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>La terribile sensazione di avere un nodo alla gola impossibile da sciogliersi, le gambe che non smettono di muoversi, la bocca ...</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p><em>La terribile sensazione di avere un nodo alla gola impossibile da sciogliersi, le gambe che non smettono di muoversi, la bocca arsa, l’incessante e incontrollabile paura di morire da un momento all’altro e senza una motivazione. In questo articolo, ho deciso di parlare di come si presentano gli attacchi di panico e cosa si può fare per superare le crisi. </em></p>
<h5>INDICE CONTENUTO</h5>
<ul>
<li><a href="#che-cosa-attacco-crisi-di-panico">Che cos’è un attacco di panico?</a></li>
<li><a href="#attacchi-di-panico-sintomi">I sintomi di un attacco di panico</a></li>
<li><a href="#quanto-tempo-dura-attacco-di-panico">Quanto tempo può durare un attacco di panico?</a></li>
<li><a href="#attacchi-di-panico-notturni">Attacchi di panico notturni</a></li>
<li><a href="#cause-scatenanti">Le cause scatenanti degli attacchi di panico</a></li>
<li><a href="#crisi-panico-cosa-fare">Cosa fare se ho un attacco di panico?</a></li>
<li><a href="#come-aiutare-chi-ha-attacco-di-panico">Come aiutare qualcuno che ha un attacco di panico?</a></li>
<li><a href="#superare-attacchi-di-panico-da-soli">Come superare gli attacchi di panico da soli</a></li>
<li><a href="#attacchi-di-panico-rimedi-naturali">Esistono dei rimedi naturali per combattere gli attacchi di panico?</a></li>
<li><a href="#terapia-cura-definitiva">Terapia psicologia e cura definitiva per gli attacchi di panico</a></li>
</ul>
<p><a name="che-cosa-attacco-crisi-di-panico"></a></p>
<h2>Che cos’è un attacco di panico?</h2>
<p>Il <strong>primo</strong> <strong>attacco di panico</strong> non si scorda mai. È un’esperienza così intensa e inattesa, accompagnata da un forte spavento, che porta il paziente in uno stato d’<strong>ansia</strong> fortissimo, tale da fargli credere di dover morire da un momento all’altro.</p>
<p>È un disturbo diffusissimo, colpisce 1 persona su 25, e si presenta con un’intensa <strong>paura di morire</strong>, però, in assenza di un pericolo reale. Il cuore inizia a battere molto forte e in maniera irregolare, quasi scoppiasse.<br />
<a name="attacchi-di-panico-sintomi"></a></p>
<h2>I sintomi di un attacco di panico</h2>
<p>I <strong>sintomi di un attacco di panico</strong> possono variare da persona a persona e a seconda della gravità e dell’intensità della crisi. Possono essere <strong>sintomi psicologici</strong> o <strong>sintomi fisici</strong>:</p>
<ul>
<li>Palpitazioni</li>
<li>Tachicardia</li>
<li>Sudorazione</li>
<li>Vampate di calore</li>
<li>Tremori</li>
<li>Sensazione di soffocamento</li>
<li>Sensazione di asfissia (come se avessimo un nodo alla gola)</li>
<li>Nausea</li>
<li>Vertigini</li>
<li>Mal di testa</li>
<li>Paura di perdere il controllo</li>
<li>Paura di impazzire</li>
<li><strong>Paura di morire</strong></li>
<li>Formicolio diffuso</li>
<li>Secchezza della bocca</li>
</ul>
<p><a name="quanto-tempo-dura-attacco-di-panico"></a></p>
<h3>Quanto tempo può durare un attacco di panico?</h3>
<p>Nella mia esperienza di <strong>psicologo a Prato</strong>, ho capito che bisogna distinguere due tempi quando si parla di <strong>attacco di panico</strong>: uno “percepito” dal paziente e uno chiaramente “reale”.</p>
<p>Per cui per rispondere alla domanda “<strong>quanto può durare un attacco di panico</strong>” bisogna tenere in considerazione che, per chi lo vive, il tempo inizia a rallentare e gli sembrerà un’eternità.</p>
<p>Invece, la crisi di solito ha una durata molto breve, da 5 a 20 minuti, al massimo mezz’ora. Tuttavia, l’ansia e il malessere che si provano durante fanno credere al paziente che possa non smettere più, e la paura accentua maggiormente i sintomi.<br />
<a name="attacchi-di-panico-notturni"></a></p>
<h2>Attacchi di panico notturni</h2>
<p>Una paziente del mio <strong>studio psicologico</strong> <strong>a Prato</strong> – a cui non daremo nomi per ragioni di privacy – mi ha raccontato più volte che le capitava spesso di svegliarsi tra le 3 e le 5 di notte con un’intensa sensazione di ansia, come se si aspettasse che di lì a poco avrebbe avuto una crisi. E il pensiero costante di averla, gliela faceva nascere ogni volta. Sentiva come se qualcuno si fosse seduto sul suo petto, ma lei non poteva fare nulla per scacciarlo via. Fragile e impotente, trascorreva il resto della notte sveglia, con la paura che la crisi ricominciasse.</p>
<p>Gli <strong>attacchi di panico notturni</strong> si manifestano proprio così: con un improvviso risveglio dal sonno accompagnato da profonda angoscia, tachicardia, sudorazione, tremori, dolore al petto. Subito dopo, il problema fondamentale è legato alla difficoltà di riaddormentarsi.<br />
<a name="cause-scatenanti"></a></p>
<h2>Le cause scatenanti degli attacchi di panico</h2>
<p>Le <strong>crisi di panico</strong> sono molto diffuse, soprattutto tra i giovani. Si ritiene che le <strong>cause scatenanti degli attacchi di panico</strong> siano da ricercare nell’interazione tra pensieri, emozioni e processi fisici. In generale, un periodo molto stressante può portare alla nascita di pensieri negativi a cui si legano indissolubilmente delle emozioni ostili in grado di scatenare le crisi.</p>
<p>Può succedere, quindi, che il normale livello di ansia (che tutti proviamo) possa aumentare vertiginosamente ed esplodere in veri e propri <strong>episodi di panico</strong> più o meno intensi.</p>
<p>Oltre allo <strong>stress</strong>, però, ci sono anche altri fattori come: la predisposizione genetica (<strong>cause organiche</strong>), le preoccupazioni circa la propria salute e i sentimenti spiacevoli causati da problemi personali o di natura lavorativa (<strong>cause psicologiche</strong>).<br />
<a name="crisi-panico-cosa-fare"></a></p>
<h2>Cosa fare se ho un attacco di panico?</h2>
<p>Può capitare nella vita di chiunque di avere un periodo carico di preoccupazioni, che porta ad avere delle crisi improvvise. Ma allora <strong>cosa fare se ho un attacco di panico</strong> in atto?</p>
<h3>Ricordare che l’attacco di panico non ha conseguenze dannose</h3>
<p>Prima di ogni cosa, bisogna ricordare che l’attacco di panico non può avere conseguenze dannose. E che la <strong>paura di morire</strong> che sentiamo, in realtà è solo una percezione fallata dai nostri sensi. Le sensazioni che proviamo, infatti, dipendono dal fatto che il nostro cervello inizia a sovrastimare la presenza di pericoli intorno a noi, rilasciando adrenalina e noradrenalina. Questo processo, però, produce una reazione a catena che culmina con un estremo senso di confusione e con la sensazione che qualcosa di terribile sta per accadere, da un momento all’altro.</p>
<p>Il problema è che quando abbiamo una <strong>crisi di panico</strong> il pericolo reale non esiste, quindi non c’è un modo per affrontarla lucidamente. Bisogna solo aspettare che passi.</p>
<h3>Rilassarsi</h3>
<p>Quando sentite che una <strong>crisi di panico</strong> sta per cogliervi, prendete un attimo una pausa da tutto quello che state facendo e rallentate. Rallentate il ritmo del vostro respiro, il vortice dei pensieri, provate a ristabilire un ritmo più umano con il vostro corpo, cercate di riprendere il controllo su voi stessi. Come? Respirando lentamente. Immaginate che il vostro stomaco sia un palloncino, che si gonfia ad ogni inspirazione e si sgonfia ad ogni espirazione. Continuate per qualche minuto, in attesa che i muscoli gradualmente rilascino le tensioni. L’iperventilazione è ciò che crea più disagi, per questo bisogna lavorare molto sulla respirazione che aiuta a tenere tutto sotto controllo.</p>
<h3>Pensate a una persona di fiducia</h3>
<p>Pensare a una persona di fiducia durante una <strong>crisi di panico</strong> può essere veramente d’aiuto. Immaginate questa persona vicina a voi, pronta a sostenervi. Gli attacchi di panico possono riflettere un sentimento di solitudine e l’idea di non essere in grado di affrontarla da soli. Pensare a qualcuno di cui ci si fida, può aiutare a superare il senso dell’abbandono e attenuare la crisi.</p>
<h3>Quando vi siete calmati, camminate</h3>
<p>Una volta ristabilito un po’ di equilibrio, iniziate a camminare. Se ci sono persone vicine, provate a parlare con loro. Camminare serve a eliminare l’eccesso di adrenalina che circola nel corpo. Parlare con gli altri dà fiducia e fa sentire meno soli.</p>
<h3>Cercate di occupare la mente</h3>
<p>Cercate di occupare la mente con un compito che vi richieda concentrazione. Mette le cuffie e ascoltate l’album nuovo del vostro cantante preferito. Studiate un argomento che vi interessa, leggete un giornale, risolvete un sudoku, immaginate una scena rilassante. Insomma, pensate o fate qualcosa che vi fa stare bene.</p>
<h3>Contante a ritroso da 20 a 1</h3>
<p>Contare a ritroso da 20 a 1 vi aiuterà a distogliere l’attenzione dalla crisi e vi farà calmare.</p>
<p>Ricordate che un <strong>attacco di panico</strong> passa sempre e senza che ci sia un bisogno reale di fare qualcosa. Bisogna conoscere l’attacco di panico e sapere come funziona per superare questo problema molto più velocemente.<br />
<a name="come-aiutare-chi-ha-attacco-di-panico"></a></p>
<h2>Come aiutare qualcuno che ha un attacco di panico?</h2>
<p>In molti si chiedono <strong>come aiutare qualcuno che ha un</strong> <strong>attacco di panico</strong>. Infatti, se ci si trova a vivere la crisi di un’altra persona, è possibile sentirsi spaventati e spaesati, soprattutto impotenti perché si vorrebbe aiutare l’altro, ma tutto sembra inutile.</p>
<p>Tuttavia, ci sono delle accortezze che sicuramente potrebbero aiutare a risolvere la situazione nel più breve tempo possibile. Bisogna, cioè:</p>
<ul>
<li>Non perdere la pazienza e restare calmi</li>
<li>Chiedere alla persona se assume qualche medicinale e in caso di risposta positiva offrirsi di andare a prenderlo.</li>
<li>Accompagnarla in un luogo più tranquillo, dove si sente meno a disagio</li>
<li>Evitare di essere frenetici o di mostrare di avere paura</li>
<li>Aiutare la persona a respirare e poi a camminare, magari eseguendo gli stessi movimenti</li>
<li>Cercare di parlare usando frasi brevi e semplici, affermazioni incoraggianti, ricordandole che la crisi di panico passerà, che può farcela, che non può succedere nulla di pericoloso per lei.</li>
</ul>
<p><a name="superare-attacchi-di-panico-da-soli"></a></p>
<h2>Come superare gli attacchi di panico da soli</h2>
<p>Non è facile, ma si può riuscire a <strong>superare gli attacchi di panico da soli</strong>. <strong>Come?</strong> Diciamo che è un lavoro che richiede molto autocontrollo e auto-analisi e che parte tutto da:</p>
<h3>Accettare di avere un problema</h3>
<p>Il primo passo da compiere, quando si vuole tentare di <strong>vincere gli attacchi di panico da soli</strong>, è avere consapevolezza di <strong>cos’è e come funziona un attacco di panico</strong>. Sapere che è qualcosa che non ci mette in pericolo reale e che ha una durata limitata nel tempo può aiutarci ad affrontare il problema. Bisogna accettare di avere paura, non bisogna lottare contro l’emozione né pregare affinché passi in fretta o condannarsi per quello che si sta sentendo. Cominciare a capire <strong>come</strong> <strong>combattere gli attacchi di panico</strong> significa anche sapere <strong>come gestire e come curare un attacco di panico</strong>, imparando ad accettarne prima di tutto i sintomi.</p>
<h3>Parlatevi a voi stessi</h3>
<p>Un&#8217;altra operazione molto importante che potete compiere per superare una crisi di panico è quella di parlare a voi stessi. Datevi istruzioni su quello che sta accadendo e quello che potete fare. Rimante ancorati al presente, non pensate a quello che potrebbe accadervi in futuro. Identificate e rilassate le parti del corpo che entrano in tensione. Provate a sentire prima la punta dei piedi, poi le ginocchia, le gambe, il bacino, le mani, le braccia e infine la testa.</p>
<h3>Ricordate che gli attacchi di panico hanno una fine</h3>
<p>Se tenete a mente che l’<strong>attacco di panico </strong>viene generato nella vostra testa e che per questo ha sempre una fine visto che nasce dalla paura di un pericolo inesistente, potrete riuscire a <strong>superarlo da soli</strong>. Senza problemi, anche se non tutti ci riescono.<br />
<a name="attacchi-di-panico-rimedi-naturali"></a></p>
<h2>Esistono dei rimedi naturali per combattere gli attacchi di panico?</h2>
<p>Nella mia esperienza di <strong>psicologa a Prato</strong> ho avuto molti pazienti che mi hanno chiesto se esistono dei <strong>rimedi naturali per combattere gli attacchi di panico</strong>.</p>
<p>Io ho sempre risposto loro che ovviamente ci sono alcune erbe fitoterapiche come la passiflora, l’avena, la valeriana, i fiori di Bach e l’acero che possono aiutare a rilassare il sistema nervoso e a calmare gli stati ansiosi. Ma la loro efficacia è molto limitata e non risolvono affatto il problema. Non esiste, infatti, un<strong> farmaco per curare gli attacchi di panico </strong>– si possono al massimo alleviare! Perciò se non lavoriamo su noi stessi, continueremo ad avere crisi.<br />
<a name="terapia-cura-definitiva"></a></p>
<h2>Terapia psicologia e cura definitiva per gli attacchi di panico</h2>
<p>La <strong>terapia psicologica</strong> ad oggi rappresenta l’unica “<strong>cura definitiva</strong>” <strong>per gli attacchi di panico</strong>. Studi condotti in diversi paesi dimostrano che più dell’80% delle persone si libera dalle crisi dopo un periodo di trattamento. La terapia ha come obiettivo quello di abbattere e sconfiggere le fonti di stress, aumentare la tolleranza al disagio, ridurre le sensazioni fisiche (tachicardia, tremore, senso di soffocamento, ecc…) o mentali (paura di morire e di perdere il controllo) e <strong>vincere gli attacchi di panico</strong> in maniera definitiva.</p>
<h2>Psicologo Prato – Terapia per attacchi di panico</h2>
<p>Come <strong>Psicologo a Prato</strong> lavoro a stretto contatto con i miei pazienti per aiutarli a superare le difficoltà che incontrano durante il cammino quotidiano della loro vita. Se hai <strong>problemi di ansia</strong> o <strong>crisi di panico</strong> richiedimi un preventivo gratuito. Imposteremo una terapia personalizzata che ti aiuterà a risolvere tutti i tuoi problemi. Contattami, <a href="https://www.psicologabeatriceplanas.it/contatti/">cliccando qui</a>.</p>
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										</item>
		<item>
		<title>Sintomi e cause di una crisi di coppia e le soluzioni per superarla</title>
		<link>https://www.psicologabeatriceplanas.it/sintomi-cause-crisi-di-coppia-soluzioni-per-superarla/</link>
				<pubDate>Thu, 03 Oct 2019 12:35:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Beatrice Planas]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicologo Prato]]></category>
		<category><![CDATA[Come superare una crisi di coppia]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi di coppia]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi di coppia cause]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi di coppia quando lasciarsi]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi di coppia sintomi]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi di sessualità]]></category>
		<category><![CDATA[Incomprensioni di coppia]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologo per crisi di coppia]]></category>
		<category><![CDATA[Sintomi del disinnamoramento]]></category>
		<category><![CDATA[Terapia di coppia]]></category>
		<category><![CDATA[Terapia di coppia in crisi]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Liti, indifferenza, senso di frustrazione, calo della libido. L’amore non è sempre rose e fiori, a volte per sbocciare ha bisogno ...</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p><em>Liti, indifferenza, senso di frustrazione, calo della libido. L’amore non è sempre rose e fiori, a volte per sbocciare ha bisogno di superare diversi ostacoli. Scopriamo insieme i sintomi e le cause di una crisi di coppia e cosa fare per superarla.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<h5>INDICE CONTENUTO</h5>
<ul>
<li><a href="#crisi-di-coppia-sintomi">I sintomi della crisi di coppia</a></li>
<li><a href="#sintomi-del-disinnamoramento">Sintomi del disinnamoramento</a></li>
<li><a href="#crisi-di-coppia-cause">Le cause di una crisi di coppia</a></li>
<li><a href="#incomprensioni-di-coppia">Incomprensioni di coppia</a></li>
<li><a href="#per-gelosia">Crisi di coppia per gelosia</a></li>
<li><a href="#per-colpa-genitori-suoceri-suocera">Per colpa dei genitori o dei suoceri</a></li>
<li><a href="#per-problemi-economici-lavoro">Per problemi economici o a causa del lavoro</a></li>
<li><a href="#per-infertilita">Crisi di coppia per infertilità</a></li>
<li><a href="#in-gravidanza">Durante la gravidanza</a></li>
<li><a href="#dopo-nascita-figlio">Dopo la nascita di un figlio</a></li>
<li><a href="#crisi-dei-3-anni-10-anni">Le crisi dei 3 anni e dei 10 anni</a></li>
<li><a href="#in-menopausa">Quando la donna entra in menopausa</a></li>
<li><a href="#rapporto-di-coppia-in-crisi-cosa-fare">Quando il rapporto di coppia entra in crisi</a></li>
<li><a href="#come-superare-crisi-di-coppia">Come superare una crisi di coppia</a></li>
<li><a href="#crisi-di-coppia-test">Crisi di coppia: test</a></li>
<li><a href="#quando-lasciarsi">Quando lasciarsi</a></li>
<li><a href="#terapia-di-coppia-in-crisi-psicologo-prato">Psicologo Prato: Terapia di coppia</a></li>
</ul>
<p><a name="crisi-di-coppia-sintomi"></a></p>
<h2>I sintomi della crisi di coppia</h2>
<p>Sono ormai trent&#8217;anni che opero come <strong>psicologo a Prato</strong> e una delle domande più frequenti che le coppie in crisi mi pongono è: &#8220;<strong>come faccio a capire se amo ancora il mio partner</strong>?&#8221;<br />
Effettivamente, può essere molto difficile comprendere se una storia d’amore è finita o meno. Tuttavia è sempre meglio armarsi di coraggio e valutare se la nostra relazione ha raggiunto un punto di rottura. Vediamo allora insieme i più comuni <strong>sintomi</strong> e <strong>cause</strong> della <strong>crisi di coppia</strong>: un elenco di situazioni che dovrebbero aiutarti a sbrogliare l’enorme matassa che oscura le tue giornate e la tua felicità.<br />
<a name="sintomi-del-disinnamoramento"></a></p>
<h3>Sintomi del disinnamoramento: come si comporta una coppia che non si ama più</h3>
<p>Le persone si innamorano ma si disinnamorano anche con molta facilità e frequenza. Però, più che parlare di “<strong>sintomi del disinnamoramento</strong>”, bisogna valutare alcuni atteggiamenti deleteri che iniziano a instaurarsi nella coppia. Come per esempio:<br />
<a name="crisi-di-sessualita"></a></p>
<h3>Crisi della sessualità: quando fare l’amore diventa difficile</h3>
<p><strong>Fare l’amore unisce la coppia</strong>. Ecco perché la <strong>crisi della sessualità</strong> è uno dei primi <strong>segnali di una crisi nel rapporto di coppia</strong>. Quando ci si innamora del proprio partner ci si sente fortemente attratti da quella persona. Ma perché all’improvviso l’attrazione svanisce? Come è possibile <strong>stancarsi del proprio partner</strong>? Di solito, si inizia inventando una scusa dopo l’altra per <strong>evitare un rapporto sessuale</strong>. A volte la mancanza di desiderio è imputabile a cause esterne (stress, problemi di salute o al lavoro, preoccupazioni di qualsiasi natura), ma quando queste non c’entrano nulla allora potrebbe trattarsi di qualcosa di più profondo, legato ai sentimenti che proviamo nei confronti del nostro partner.<br />
<a name="possessivita"></a></p>
<h3>Possessività: quando la gelosia diventa una prigione</h3>
<p>Una <strong>crisi di coppia</strong> può nascere anche dalla troppa <strong>gelosia</strong>. Quando uno dei due partner inizia ad attuare una vera e propria forma di controllo nei confronti dell’altro c’è la possibilità che gli equilibri della coppia crollino. Per risolverla bisogna indagare le cause della fragilità e capire se dipende o meno dal fatto che noi stessi possiamo essere insicuri della relazione.<br />
<a name="allontanamento"></a></p>
<h3>Allontanamento: quando non vuoi più passare del tempo col tuo partner</h3>
<p>Quando in una relazione c’è una <strong>crisi di coppia</strong>, di solito si verifica un <strong>allontanamento</strong> temporaneo dal proprio partner, perché si sente il bisogno di recuperare uno spazio personale oramai perduto. Una relazione sana, infatti, è una relazione che sa prendersi cura dei propri spazi personali, pur avendo tantissimi momenti di condivisione. Tuttavia, quando il bisogno di stare da soli predomina sul desiderio di stare con l’altro vuol dire che qualcosa non procede per il verso giusto ed è tempo di correre ai ripari.<br />
<a name="crisi-di-coppia-cause"></a></p>
<h2>Le cause di una crisi di coppia</h2>
<p>Dopo aver indagato i sintomi, bisogna capire le <strong>cause di una crisi di coppia</strong>, che possono essere diverse a seconda delle situazioni.<br />
<a name="incomprensioni-di-coppia"></a></p>
<h3>Incomprensioni di coppia</h3>
<p>In una <strong>coppia</strong> capita spesso di avere <strong>incomprensioni</strong>. Se affrontati con pazienza e razionalità la maggior parte delle crisi di coppia possono essere superate. Quando però le incomprensioni non riguardano piccoli problemi quotidiani, ma divergenze di vedute sul futuro insieme i problemi potrebbero peggiorare il rapporto fino a deteriorarlo del tutto. In questi casi, bisogna riflettere bene su quale potrebbe essere il futuro della relazione.<br />
<a name="per-gelosia"></a></p>
<h3>Crisi di coppia per gelosia</h3>
<p>Quando una <strong>crisi di coppia è dovuta alla gelosia</strong> bisogna indagarne le cause, soprattutto se è improvvisa e mai manifestata prima. Si è gelosi perché insicuri dei propri sentimenti? Si è gelosi perché siamo invasi da desideri di tradimento e pensiamo che il nostro partner possa provare lo stesso?<br />
<a name="per-colpa-genitori-suoceri-suocera"></a></p>
<h3>Crisi di coppia per colpa dei genitori o dei suoceri</h3>
<p>Nella mia carriera di <strong>psicologa in provincia di Prato</strong>, ho visto tantissime <strong>crisi di coppia causate dai genitori</strong> o <strong>per colpa dei suoceri</strong> (nella maggior parte dei casi <strong>a causa della suocera</strong>). Quando la famiglia di lui o di lei entra nel gioco delle parti in una relazione, si possono generare sentimenti di frustrazione e di allontanamento. È bene allora stabilire con il proprio partner dei limiti, per evitare di rovinare il rapporto.<br />
<a name="per-problemi-economici-lavoro"></a></p>
<h3>Crisi di coppia per problemi economici o a causa del lavoro</h3>
<p>Spesso le <strong>crisi nelle relazioni di coppia</strong> possono essere portate da <strong>problemi economici</strong>, dall’inizio di una nuova attività, investimenti sbagliati, modifiche agli orari o cambiamenti drastici a lavoro. Quest’ultimo, infatti, occupa gran parte delle nostre giornate e se non si riesce a trovare un equilibrio può portare a incomprensioni, discussioni e a deteriorare il rapporto.<br />
<a name="per-infertilita"></a></p>
<h3>Crisi di coppia per infertilità</h3>
<p>Anche l’intesa più profonda tra due persone può incrinarsi di fronte all’impossibilità di concepire dei figli. Frustrazione, stress emozionale, depressione possono essere i <strong>sintomi</strong> più comuni di una <strong>coppia in crisi</strong> a causa dell’<strong>infertilità</strong>. Una motivazione ingiusta, visto i progressi della scienza che permettono in molti casi di affrontare il problema attraverso diverse soluzioni.<br />
<a name="in-gravidanza"></a></p>
<h3>Crisi di coppia durante la gravidanza</h3>
<p>Anche durante una <strong>gravidanza</strong> la <strong>coppia</strong> può avere una <strong>crisi</strong>. Questo è un momento molto delicato per la futura mamma e per il futuro papà che può far insorgere dubbi e paure in grado di minare la solidità del rapporto.<br />
<a name="dopo-nascita-figlio"></a></p>
<h3>Crisi di coppia dopo la nascita di un figlio</h3>
<p>L’arrivo di un neonato segna un punto di rottura con la vita precedente, con le abitudini e con l&#8217;equilibrio di una coppia. Per questo motivo, la<strong> nascita di un figlio</strong> <strong>può creare una</strong> <strong>crisi nel rapporto di coppia</strong> anche nelle relazioni che funzionano. Quando un figlio nasce, tutte le attenzioni dei genitori si rivolgono a lui e questo potrebbe far nascere gelosia e frustrazione da parte di uno dei due membri della coppia.<br />
<a name="crisi-dei-3-anni-10-anni"></a></p>
<h3>Le tappe dell’amore: le crisi di coppia dei 3 anni e dei 10 anni</h3>
<p><em>L&#8217;amore dura tre anni </em>è il titolo di un romanzo dello scrittore francese Frédéric Beigbeder. L’autore infatti racconta della famosa <strong>crisi di coppia dei 3 anni </strong>dovuta soprattutto al fatto che l’entusiasmo iniziale svanisce e si inizia a non avere più voglia di conoscersi.</p>
<p>La <strong>dei 10 anni</strong>, invece, subentra nel momento in cui si tende a dare per scontato l’altro. Tutto questo è sbagliato, perché un rapporto d&#8217;amore dev&#8217;essere vissuto nella costante curiosità, con la voglia di conoscere sempre di più il partner o di scoprirne lati nuovi e diversi.<br />
<a name="in-menopausa"></a></p>
<h3>Crisi di coppia quando la donna entra in menopausa</h3>
<p>Le <strong>crisi di coppia dovute alla menopausa</strong> non sono così rare come si può pensare. La menopausa, infatti, è un momento di grande cambiamento in una coppia. Può capitare che la donna si senta molto stanca e scivoli in pensieri cupi, pensando che oramai è finito il momento più ricco e che non si possa più vivere la sessualità con piacere.<br />
<a name="rapporto-di-coppia-in-crisi-cosa-fare"></a></p>
<h2>Cosa fare quando il rapporto di coppia entra in crisi</h2>
<p>Quando il <strong>rapporto di coppia</strong> entra in <strong>crisi</strong>, capire <strong>cosa fare</strong> può essere difficile. A meno che non sia per cause gravissime che presuppongono un allontanamento immediato, si può provare a parlare per cercare di risolvere le incomprensioni e i problemi. Il più delle volte, da soli non si riesce a giudicare obiettivamente e si tende a scaricare tutta la colpa sull’altro. Per questo, il consiglio che vi posso dare è quello di rivolgersi a uno <strong>psicologo che si occupa di crisi coppia</strong> per iniziare una vera e propria <strong>terapia di coppia</strong>.</p>
<h3>Terapia di coppia per risolvere la crisi</h3>
<p>Come <strong>psicologo di coppia a Prato</strong>, mi relaziono alle crisi cercando di far sperimentare alla coppia nuovi modi e possibilità di dialogo e confronto, sia a livello verbale che corporeo. E a partire da questo che si può lavorare per attivare nuove esperienze che devono arricchire lo scambio emotivo tra i partner. Bisogna, cioè scoprire e indagare nuove modalità di stare insieme.<br />
<a name="come-superare-crisi-di-coppia"></a></p>
<h2>Come superare una crisi di coppia</h2>
<p>Ecco alcuni <strong>consigli per</strong> <strong>superare una crisi di coppia</strong>:</p>
<ul>
<li>
<h3>Cercare di capire le cause della crisi di coppia</h3>
</li>
</ul>
<p>Senza dar per scontato che sia colpa del partner e cercando anche di capire le sue motivazioni e i suoi limiti.</p>
<ul>
<li>
<h3>Tenere in considerazione i desideri e le volontà del partner</h3>
</li>
</ul>
<p>A volte, bisogna anche arrivare a dei compromessi quando i desideri del partner si scontrano con i propri.</p>
<ul>
<li>
<h3>Impostare nuove regole o limiti</h3>
</li>
</ul>
<p>Cercare di recuperare uno spazio personale e trovare invece il tempo per la condivisione e il dialogo.</p>
<ul>
<li>
<h3>Imparare a perdonare</h3>
</li>
</ul>
<p>Tutti commettiamo errori e, a seconda della gravità degli stessi, si può imparare a perdonare, se c’è la volontà da parte di entrambi di superare gli ostacoli e andare avanti.<br />
<a name="quando-lasciarsi"></a></p>
<h2>Crisi di coppia: quando lasciarsi</h2>
<p>Quando si vive una <strong>crisi di coppia</strong> è molto difficile stabile <strong>quando lasciarsi</strong>. A volte, però, questo è necessario per andare avanti. Non tutte le crisi di coppia sono risolvibili e a volte l’ostinazione ci porta solamente a privarci della nostra felicità.<br />
Tutti abbiamo lasciato o siamo stati lasciati almeno una volta, sappiamo bene quanto possa essere difficile ricominciare tutto da capo e tornare a fidarsi di un’altra persona. Tuttavia, ci sono momenti nella nostra vita in cui è necessario essere egoisti e pensare un po’ di più a noi stessi e alla nostra felicità. Bisogna iniziare a chiedersi… cos’è che mi rende felice?<br />
<a name="crisi-di-coppia-test"></a></p>
<h2>Crisi di coppia: test</h2>
<p>Tutte le coppie affrontano momenti di crisi, ma come si fa a capire quando lasciarsi? In rete, si trovano moltissimi <strong>test sulla crisi nel rapporto di coppia </strong>sulla cui funzionalità nutro diversi dubbi. Tuttavia, a volte, tre semplici domande possono aiutarci a capire meglio chi siamo e cosa vogliamo davvero per noi stessi.</p>
<h3>Quanto è forte il desiderio di provare nuove emozioni?</h3>
<p>Se il desiderio di cambiare vita e provare nuove emozioni ci sovrasta, forse dovremmo riflettere meglio se la crisi esistenziale sia dovuta a una crisi di coppia. C’è il desiderio spasmodico di provare cose nuove, solo mie, da non condividere con l’altro. Quando si iniziano a provare queste sensazioni, forse vale la pena parlarne col partner e capire se è possibile <strong>recuperare un rapporto in crisi</strong>.</p>
<h3>Quanto ti senti annoiata dalla tua relazione?</h3>
<p>Quando il tempo passato con il partner non ci soddisfa più e la quotidianità diventa noiosa e insopportabile, allora c’è la necessità di trovare <strong>soluzioni alla crisi di coppia</strong>. Le coppie che stanno insieme da molto tempo riescono a trovare un loro rifugio alla noia quotidiana, ma bisogna parlarne a lungo e scoprire un nuovo modo di relazionarsi con l’altro.</p>
<h3>Quanto ti senti te stesso in una relazione?</h3>
<p>L’autenticità è ciò che ci distingue dagli altri. Se ogni volta dobbiamo annullare noi stessi e la nostra personalità per far quadrare le cose in una relazione, alla lunga potrebbe stancarci. Fingere di essere qualcun altro non serve a nulla. È deleterio per noi e per il partner. Bisogna allora riscoprire un nuovo equilibrio.<br />
<a name="terapia-di-coppia-in-crisi-psicologo-prato"></a></p>
<h2>Psicologo Prato: Terapia di coppia</h2>
<p>I miei 30 anni di esperienza come <strong>psicologo a Prato</strong>, mi hanno permesso di vedere e risolvere molte crisi. Quando questo si rendeva impossibile, ho aiutato le persone a superare il dolore della perdita e a trovare il coraggio di ricostruirsi una nuova vita, più felice della precedente.</p>
<p><strong><a href="https://www.psicologabeatriceplanas.it/contatti/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Richiedi una consulenza</a></strong> e scopri cosa puoi fare per cambiare in meglio la tua vita.</p>
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										</item>
		<item>
		<title>La sindrome del burnout negli insegnanti: cosa fare?</title>
		<link>https://www.psicologabeatriceplanas.it/la-sindrome-del-burnout-negli-insegnanti-psicologo-prato/</link>
				<pubDate>Fri, 13 Sep 2019 10:02:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Beatrice Planas]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicologo Prato]]></category>
		<category><![CDATA[Burnout]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Sempre più diffusa, la sindrome del burnout mette k.o. diversi insegnanti in Italia e nel mondo. Ma come si manifesta e ...</p>
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]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p><em>Sempre più diffusa, la sindrome del burnout mette k.o. diversi insegnanti in Italia e nel mondo. Ma come si manifesta e cosa si può fare per superarla?</em></p>
<h2>Burnout: cosa significa</h2>
<p>Esaurimento, crollo nervoso, surriscaldamento. Questo il <strong>significato</strong> di “<strong>Burnout</strong>”, termine di origine anglosassone, che sta entrando sempre di più nel lessico famigliare dei <strong>lavoratori italiani</strong>, vista la sua diffusione. È una <strong>condizione di stress</strong> psicofisico che si va a delineare a causa degli insuccessi e delle <strong>frustrazioni che dipendono dal lavoro</strong>. Determina un vissuto di demotivazione, delusione e disinteresse nell’individuo. Oggi questa sindrome si sta facendo strada anche e soprattutto negli <strong>insegnanti</strong>. Scopriamo insieme come si può combattere.</p>
<h2>Burnout negli insegnanti: sintomi</h2>
<p>La <strong>sindrome del burnout</strong> <strong>negli insegnanti</strong> si presenta con i seguenti sintomi:</p>
<ul>
<li>affaticamento fisico ed emotivo;</li>
<li>atteggiamento distaccato e apatico nei rapporti interpersonali;</li>
<li>sentimento di frustrazione per mancata realizzazione delle proprie aspettative;</li>
</ul>
<p>Sin dalla prima metà degli anni 80 la <strong>sindrome del burnout</strong><em> </em><strong>negli insegnanti</strong> è stata valutata da molti autori che hanno aggiunto una quarta caratteristica rappresentata da:</p>
<ul>
<li>perdita della capacità del controllo: uno smarrimento emotivo e psicologico, che non consente di attribuire all’esperienza lavorativa la giusta dimensione e il giusto valore. La realizzazione professionale finisce per assumere un’importanza smisurata nel sistema di valori e nella vita relazionale dell’individuo, che finisce per avere un crollo nervoso e talvolta anche reazioni emotive, impulsive e violente. (Come lo studio <em>Getsemani</em>svolto dai Collegi Medici della ASL Città di Milano nel periodo 1/92 – 12/01 che ha valutato più di 3mila casi clinici).</li>
</ul>
<h2>Gli insegnanti colpiti dal burnout superano gli impiegati e il personale sanitario</h2>
<p>I risultati delle indagini sulla <strong>sindrome del BurnOut negli insegnanti</strong> dimostrano che la categoria è soggetta a una frequenza di patologie psichiatriche, indipendentemente da fattori quali il sesso e l’età, pari a due volte quella della categoria degli <strong>impiegati</strong> e due volte e mezzo quella del <strong>personale sanitario</strong>.</p>
<p>Anche se il DSM-IV non dice nulla in merito, è verosimile che la <strong>sindrome del burnout</strong>, quando trascurata, può trasformarsi in una patologia psichiatrica.</p>
<h2>Quali sono i fattori di stress negli insegnanti?</h2>
<p>Come <strong>Psicologo Prato</strong>, mi sono accorta che la categoria degli <strong>insegnanti</strong> è sottoposta a numerosi fattori di <strong>stress</strong>. Questi dipendono soprattutto dal rapporto con gli studenti e con i genitori, dal dover operare in contesti difficili, come classi numerose. Influisce negativamente anche la situazione di precariato, le conflittualità tra colleghi e la costante necessità di aggiornamento professionale.</p>
<p>Soprattutto, è l’inadeguato ruolo istituzionale riconosciuto alla professione che genera il conflitto maggiore: la retribuzione insoddisfacente e la scarsa considerazione da parte dell’opinione pubblica la rendono una professione molto difficile.</p>
<h2>Psicologo Prato: sindrome del burnout negli insegnanti</h2>
<p>Nell’attesa che le istituzioni intervengano a modificare l’organizzazione e l’ambiente di lavoro, il consiglio è quello di rivolgersi a un professionista che sappia ascoltare e aiutare l’i<strong>nsegnante</strong> a <strong>superare il burnout</strong>.</p>
<p>Da quando lavoro come <strong>Psicologo Prato</strong>, ho visto numerosi <strong>casi di burnout negli insegnanti</strong>. E ho attuato una serie di strategie volte a diminuire la componente idealistica rispetto al proprio lavoro, cercando di ridimensionare le aspettative per ricondurle a un piano più attinente alla realtà; evidenziare gli aspetti positivi del lavoro e coltivare interessi al di fuori per distrarsi e non focalizzare l’attenzione sempre e solo sui problemi professionali.</p>
<p>Se sei interessato a intraprendere un percorso di questo tipo, chiedimi pure tutte le informazioni di cui necessiti. Mi trovi, scrivendo a <a href="https://www.psicologabeatriceplanas.it/contatti/"><strong>Psicologo Prato</strong></a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
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										</item>
		<item>
		<title>La paura di parlare con gli altri: i disturbi di ansia sociale</title>
		<link>https://www.psicologabeatriceplanas.it/ansia-sociale-psicologo-prato/</link>
				<pubDate>Sun, 08 Sep 2019 07:00:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Beatrice Planas]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicologo Prato]]></category>
		<category><![CDATA[Ansia sociale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.psicologabeatriceplanas.it/?p=2219</guid>
				<description><![CDATA[<p>Quando anche fare una sola telefonata a una persona ci crea un disagio insostenibile, forse soffriamo di ansia sociale. Ma cos’è ...</p>
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]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p><em>Quando anche fare una sola telefonata a una persona ci crea un disagio insostenibile, forse soffriamo di ansia sociale. Ma cos’è esattamente questa fobia e come si controlla?</em></p>
<h2>Ansia sociale: cos’è</h2>
<p>Il DSM 5 definisce il <strong>disturbo di ansia sociale</strong> come una condizione nella quale il soggetto prova <strong>intensa paura</strong> o <strong>ansia</strong> relative a una o più situazioni sociali. Questo avviene soprattutto quando ci sentiamo coinvolti in una situazione dove siamo passibili del giudizio degli altri. Questo ci provoca un’<strong>ansia eccessiva</strong>, assolutamente non proporzionata all’entità del pericolo. La soluzione che le persone che soffrono di <strong>disturbo di ansia sociale</strong> è quella di allontanarsi da ciò che genera timori o affrontarle con notevole disagio.</p>
<p>L’ansia può portare problematiche sul lavoro o nelle relazioni con gli altri, amici o partner.</p>
<h2>Il disturbo di ansia sociale non è timidezza</h2>
<p>Il <strong>disturbo di ansia sociale </strong>non va confuso con la <strong>timidezza</strong>. Quest’ultima, infatti, non ti porta a provare disagi particolarmente forti. È stato dimostrato, infatti, che chi soffre di ansia sociale (al contrario della timidezza), infatti, può avere minori successi scolastici e lavorativi, minor numero di amici e relazioni sociali poco soddisfacenti. Tutto questo perché si innesta nella psicologia della persona un meccanismo che lo porta a evitare le situazioni sociali. Si pensa erroneamente che evitare una situazione che genera paura allontani la paura stessa.</p>
<p>All’inizio, la persona si sente meglio, in quanto non prova ansia e, implicitamente, qualcosa nel suo cervello associa il suo stare meglio al fatto che la situazione non è stata affrontata. Il risultato è che la situazione sociale diventerà una minaccia sempre maggiore, e questo innescherà dei circoli viziosi che alimenteranno il problema.</p>
<h2>Psicologo Prato: Come affrontare la fobia sociale</h2>
<p>Negli anni di lavoro come <strong>Psicologo Prato</strong>, ho capito che una delle tecniche psicoterapeutiche maggiormente efficaci per affrontare l’<strong>ansia sociale </strong>è l’esposizione. Creando una gerarchia di stimoli, dal meno pericoloso al più minaccioso, il paziente viene spinto a sperimentare gradualmente l’esporsi a questi contesti. I risultati che di volta in volta otterrà miglioreranno la fiducia in se stesso e lo porteranno ad allontanare il disturbo.</p>
<h2>Fattori Scatenanti</h2>
<p>Sono molte le situazioni che possono essere fonte di stress per le persone che soffrono di di <strong>ansia sociale</strong>. Vediamone qualcuna insieme:</p>
<ul>
<li>L’incontro di persone nuove</li>
<li>Essere al centro dell’attenzione o essere semplicemente osservati mentre si fa qualcosa</li>
<li>Chiacchierare con qualcuno</li>
<li>Parlare o esibirsi in pubblico</li>
<li>Essere criticati, giudicati o presi in giro</li>
<li>Parlare con persone “importanti” o autorità</li>
<li>Fare interventi in classe</li>
<li>Andare a un appuntamento</li>
<li>Telefonare a qualcuno, anche sconosciuto</li>
<li>Usare un bagno pubblico</li>
<li>Sostenere esami</li>
<li>Mangiare o bere in pubblico</li>
<li>Fare domande o interventi ad alta voce</li>
<li>Partecipare a feste o altri eventi sociali</li>
</ul>
<h2>Psicologo Prato Ansia Sociale</h2>
<p>Solo perché vi sentite nervosi in situazioni sociali non significa che soffrite di un <strong>disturbo d’ansia</strong>. Molte persone provano imbarazzo, ma questo non influenza però la loro vita quotidiana. Invece, la <strong>fobia sociale</strong> interferisce con le attività abituali del singolo e crea un profondo disagio. Per cui, se pensate di provare una fobia del genere, al netto dei sintomi sopra descritti, il consiglio è quello di rivolgersi a un professionista che sappia gestire le vostre paure e aiutarvi a superarle.</p>
<p>Come <strong>Psicologo Prato</strong>, offro consulenza e appoggio, cercando di strutturare un percorso di crescita e di superamento degli ostacoli creati dall’<strong>ansia sociale</strong>.</p>
<p>Se sei interessato, contattami <a href="https://www.psicologabeatriceplanas.it/contatti/">cliccando qui</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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]]></content:encoded>
										</item>
		<item>
		<title>Come superare l&#8217;ansia</title>
		<link>https://www.psicologabeatriceplanas.it/ansia-psicologo-prato/</link>
				<pubDate>Fri, 30 Aug 2019 10:46:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Beatrice Planas]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicologo Prato]]></category>
		<category><![CDATA[Ansia da prestazione]]></category>
		<category><![CDATA[Disturbi d'ansia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.psicologabeatriceplanas.it/?p=2214</guid>
				<description><![CDATA[<p>2 milioni è mezzo è il numero di italiani che negli ultimi 12 mesi hanno sofferto o soffrono ancora di disturbi ...</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.psicologabeatriceplanas.it/ansia-psicologo-prato/">Come superare l&#8217;ansia</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.psicologabeatriceplanas.it">Psicologo Online - Dott.ssa Beatrice Planas | Con 30 anni di esperienza</a>.</p>
]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p><em>2 milioni è mezzo è il numero di italiani che negli ultimi 12 mesi hanno sofferto o soffrono ancora di disturbi di ansia, secondo una classifica stilata dall’ISTAT. Tra i più diffusi, ansia sociale e generalizzata. A soffrirne sono soprattutto soggetti che abitano nei grandi centri urbani, la popolazione femminile e i giovani. Ma di cosa si tratta esattamente e come si affronta? </em></p>
<h2>Ansia sintomi</h2>
<p>Negli anni in cui ho lavorato come <strong>psicologa a Prato</strong>, sono riuscita a individuare una lista di <strong>sintomi</strong> più diffusi per chi <strong>soffre di ansia</strong>. Non tutti si presentano sempre ogni volta e possono essere di natura fisica, psicologica e comportamentale.</p>
<ul>
<li>Tachicardia</li>
<li>Vertigini</li>
<li>Vampate di calore</li>
<li>Stato di preoccupazione e agitazione che dura il tempo</li>
<li>Difficoltà a concentrarsi e memorizzare</li>
<li>Irritabilità</li>
<li>Difficoltà ad addormentarsi</li>
<li>Agitazione o immobilità</li>
<li>Tensione muscolare</li>
<li>Spossatezza</li>
</ul>
<h2>Quand’è che l’ansia diventa un problema?</h2>
<p>Non bisogna pensare che l’<strong>ansia</strong> sia sempre un male, perché anzi funziona da alert per il nostro organismo: attenzione <strong>sta per succedere qualcosa</strong>. E potrebbe sicuramente metterci in allarme e salvarci da <strong>situazione pericolose</strong>. Ma allora quand’è che <strong>diventa un problema</strong>?</p>
<p>Quando l’intensità dei sintomi diventa insostenibile per vivere una vita normale. Se questi si affacciano di tanto in tanto, non sono assolutamente da considerare patologici o da eliminare ricorrendo alla <strong>pillola</strong>. Anzi, potrebbero addirittura risultare utili come stimolo.</p>
<p>Invece, nel momento in cui iniziano a essere ripetuti fino a influire sulla qualità della vita è importante rivolgersi a uni <strong>psicologo</strong> o <strong>psicoterapeuta</strong> che sappia gestire la situazione nel migliore dei modi.</p>
<h2>Differenza tra ansia e paura</h2>
<p>La <strong>differenza tra ansia e paura</strong> è molto netta, non dobbiamo confonderle. Addirittura, derivano da circuiti neuronali diversi. È vero che spesso l’<strong>ansia</strong> può attivarsi in un momento percepito come pericoloso, ma va messa in relazione con lo <strong>stress</strong> contingente, e non con la <strong>paura</strong> di quello che potrebbe accadere. Persone che vivono costantemente in determinati ambienti che li costringono a uno <strong>stress</strong> duraturo, tendono a sviluppare risposte ansiose.</p>
<h2>L’ansia da prestazione</h2>
<p>L’<strong>ansia da prestazione </strong>è una delle forme dei <strong>disturbi di ansia</strong> più diffuse. Succede quando siamo chiamati a rispondere in una situazione in cui il livello di visibilità e di produttività è pronunciato. In più, si è chiamati a confrontarsi con degli “standard di perfezione” che, se non raggiunti, potrebbero minare l’idea che gli altri hanno di noi o l’immagine che abbiamo di noi stessi. A volte, questo capita quando si è sottoposti a pressioni sociali o quando si seguono modelli esterni ideali (il più delle volte impossibili da raggiungere) o in caso di <strong>scarsa autostima</strong>.</p>
<h2>Un potenziale che richiede di essere liberato</h2>
<p>L’<strong>ansia</strong> non è sempre negativa: è un potenziale che richiede di essere liberato. Attraverso essa, il cervello manda un segnale molto chiaro: stiamo escludendo dalla nostra vita una parte essenziale di noi stessi, qualcosa che non si può opprimere senza avere ricadute: <strong>creatività</strong>, <strong>sessualità</strong>, sentimenti, <strong>desideri</strong>, modi di essere”. Ma per poterlo fare bisogna prima riconoscerla e accettarla.</p>
<h2>Come superare l’ansia</h2>
<p>Ci sono diversi modi per <strong>superare l’ansia</strong>. Ma nel frattempo, si possono adottare alcuni accorgimenti:</p>
<ul>
<li>Ascoltare un brano musicale che piace molto</li>
<li>Respirare profondamente e concentrarsi solo sul respiro e le sensazioni del corpo.</li>
<li>Una bella passeggiata nella natura</li>
<li>Una corsa o comunque qualsiasi attività che costringa a concentrarsi su altro e che faccia adottare stili di vita più sani e salubri.</li>
<li>Non utilizzare PC, smartphone o altro almeno mezz’ora prima di andare al letto.</li>
<li>La <strong>meditazione</strong> può aiutare molto: aumenta il benessere personale, l’autostima e la consapevolezza di sé.</li>
</ul>
<h2>Psicologo Prato: Ansia e Terapia</h2>
<p>Negli anni in cui ho lavorato come <strong>Psicologo Prato</strong>, sono riuscita ad affinare le tecniche e i modelli di <strong>terapia</strong> per le persone che soffrono di <strong>disturbi d’ansia</strong>. Ognuno ha il suo particolare spettro emotivo su cui lavorare, che presuppone modelli psicoterapici diversi.</p>
<p>Se l’<strong>ansia</strong> sta divorando la tua vita, contattami per una <strong>consulenza</strong>. Sceglieremo insieme il modo più corretto per tirartene fuori. Scrivimi subito, <a href="https://www.psicologabeatriceplanas.it/contatti/">clicca qui</a>.</p>
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		<title>Come dimenticare il passato?</title>
		<link>https://www.psicologabeatriceplanas.it/come-dimenticare-il-passato-psicologo/</link>
				<pubDate>Fri, 23 Aug 2019 09:46:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Beatrice Planas]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicologo Prato]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Ci credereste che per dimenticare il passato e cancellare tutte le sofferenze legate ai nostri ricordi più tristi basta solo cambiare ...</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p><em>Ci credereste che per dimenticare il passato e cancellare tutte le sofferenze legate ai nostri ricordi più tristi basta solo cambiare atteggiamento? </em></p>
<h2>Posso cambiare il mio passato?</h2>
<p>Il <strong>passato </strong>ha un valore assoluto nella nostra società. Ma anche come persone: ci segna e ci rende quello che siamo, sulla base delle esperienze vissute. A volte, il <strong>passato </strong>può anche essere un macigno che ci tiene legati ai <strong>ricordi</strong>, soprattutto quelli <strong>negativi</strong> che sono sempre più difficili da <strong>cancellare</strong>. Le situazioni che abbiamo vissuto, i momenti in cui siamo stati male, i lutti, gli errori, le relazioni finite male… sono tutte esperienze che possono edificare un muro sulla strada della nostra vita, e impedirci di proseguire oltre, costringendoci a non vivere il presente.<br />
<strong>Analizzare il</strong> <strong>passato</strong> può far bene. Ma se rimaniamo ancorati a esso, pensando a cosa avremmo potuto fare per risolvere le situazioni che ci hanno messo in crisi (e che ora non sono più risolvibili), rischiamo di mettere a dura prova il nostro benessere psico-fisico e la nostra vita. Quest’ultima infatti non è solo la conseguenza di ciò che è accaduto in <strong>passato</strong>, ma soprattutto di ciò che decidiamo di fare d’ora in poi. <strong>Nessun rimpianto</strong>, allora, per ciò che si è fatto. È andata così.</p>
<h2>Psicologo Prato: Come dimenticare il passato?</h2>
<p>Adesso vi elencherò alcuni metodi <strong>per dimenticare il passato</strong> e smettere di essere ancorati ai ricordi.</p>
<h3>Cambia punto di vista per dimenticare il passato</h3>
<p>Basta chiedersi “cosa avrei potuto fare?”, chiediamoci invece: “cosa mi rende felice ora?”. Quali sono le nostre passioni? Quali sono i nostri obiettivi?<br />
A poco a poco, bisogna che ci concentriamo su ciò che ci piace realmente. Solo così riusciremo a lasciarsi indietro le zavorre di alcuni ricordi e <strong>dimenticare il passato</strong>.</p>
<h3>Smetti di vivere nel passato</h3>
<p>Se <strong>vivrai nel passato</strong>, continuerai a sentirti vittima di ciò che è successo prima. Questo renderà impossibile andare oltre. Nessuno può <strong>modificare il corso degli eventi</strong> e <strong>cambiare quello che è accaduto</strong>. Ciò che si può fare, invece, è analizzarlo in maniera diversa, più benevola.<strong> </strong></p>
<h3>Pensa a te stesso e fai quello che ti piace per dimenticare il passato</h3>
<p>Negli anni in cui ho lavorato come <strong>Psicologo Prato</strong>, ho capito che bisogna tornare all’origine, cioè all’<strong>Io</strong>, per risolvere problemi di questo tipo. Concentrati su un lavoro che ti piace, fai sport, segui i tuoi hobby… tutte queste sono attività che ci permettono di concentrare la nostra attenzione sul <strong>presente</strong>, e <strong>dimenticare il passato</strong>.<br />
Essere attivi adesso non ci fa sprofondare nei ricordi negativi. Bisogna tornare a <strong>mettere</strong> <strong>se stessi al centro</strong> del nostro mondo, in modo da avere maggior <strong>controllo sulle emozioni</strong> e sulla nostra vita.</p>
<h3>Cambia la tua routine quotidiana</h3>
<p>Dedicati a nuove attività: in questo modo potrai chiedere con i vecchi ricordi e <strong>dimenticare il tuo passato</strong>. Se fai qualcosa di diverso, avrai la possibilità di affrontare nuove sfide, scoprire punti di vista diversi e accrescere l’autostima in te stesso.</p>
<h2>Psicologo Prato: non riesco a cancellare il passato</h2>
<p>Tuttavia, ci sono dei <strong>ricordi</strong> che <strong>proprio non si riescono a cancellare</strong>. Possono essere traumi oggettivi o anche momenti particolari che hanno influito nelle nostre vite. Quando questi ricordi ci bloccano, il consiglio dello <strong>Psicologo Prato</strong> è quello di rivolgersi a un professionista che può accompagnarvi in un percorso di auto-accettazione per sostituire il valore che voi attribuite a quel ricordo. Le strade perseguibili dalla <strong>psicoterapia</strong> sono molte e diverse, analizzeremo insieme quale possa essere la migliore per voi.<br />
Chiedi un consulto o un consiglio, <a href="https://www.psicologabeatriceplanas.it/contatti/">cliccando qua</a>.</p>
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		<title>Come affrontare l’insonnia e i più comuni disturbi del sonno</title>
		<link>https://www.psicologabeatriceplanas.it/insonnia-disturbi-del-sonno-psicologo-prato/</link>
				<pubDate>Sat, 10 Aug 2019 08:59:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Beatrice Planas]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicologo Prato]]></category>
		<category><![CDATA[Disturbi del sonno]]></category>
		<category><![CDATA[Insonnia]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Spesso, di notte, le palpebre si chiudono e i pensieri iniziano ad affollare la mente. Siamo stanchi, distrutti, ma non riusciamo ...</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p><em>Spesso, di notte, le palpebre si chiudono e i pensieri iniziano ad affollare la mente. Siamo stanchi, distrutti, ma non riusciamo a dormire e restiamo svegli per ore, prima di addormentarci. I disturbi del sonno sono spesso erroneamente raggruppati sotto il termine “insonnia”. In realtà, però, essa rappresenta solo un particolare disturbo all’interno di una categoria che ne comprende molti altri. Ma allora quali sono i principali disturbi del sonno? </em></p>
<h2>Disturbi del sonno: perché il nostro corpo ha bisogno di dormire?</h2>
<p>Il <strong>sonno</strong> ha una funziona essenziale per il nostro corpo, perché gli permette di interrompere momentaneamente qualsiasi tipo di contatto col mondo esterno per potersi rigenerare dopo una giornata di <strong>stanchezza</strong>. Quando <strong>non riusciamo a dormire</strong>, probabilmente soffriamo di un <strong>disturbo del sonno</strong>.<br />
Essi si dividono in due macro-categorie:</p>
<h3>Dissonie:</h3>
<p>Come l’<strong>insonnia</strong>, le <strong>apnee notturne</strong> e le <strong>ipersonnie</strong> (<strong>narcolessia</strong>). Sono disturbi dovuti ad alterazioni del ritmo, quantità e qualità del <strong>sonno</strong>.</p>
<h3>Parasonnie:</h3>
<p>Come il <strong>sonnambulismo</strong>, sonniloquio, disturbo da <strong>incubi</strong>, enuresi, <strong>bruxismo</strong> e la sindrome delle gambe senza riposo. Sono disturbi caratterizzati dalla presenza di un evento anomalo durante la fase del <strong>sonno</strong>.</p>
<h2>L’insonnia e i disturbi del sonno: cos’è e come si cura</h2>
<p>Spesso il termine <strong>insonnia</strong> viene usato per indicare genericamente tutti i <strong>disturbi del sonno</strong>. Invece, essa indica solo quel particolare disturbo che si manifesta con <strong>difficoltà di addormentarsi</strong>, la sensazione di non essere capaci di dormire oppure l’impossibilità di rimanere addormentati per tempi sufficientemente lunghi. L<strong>’insonnia</strong> è un vero e proprio disturbo, un sintomo che dimostra la presenza di un’alterazione nel nostro organismo. Le cause sono molte come molti sono anche i <strong>tipi di insonnia</strong>.</p>
<h2>Tipologie di insonnia</h2>
<p>Possiamo distinguere <strong>tre diversi tipi di insonnia</strong>: la transitoria, a breve termine e l’insonnia cronica.</p>
<h3>L’insonnia transitoria</h3>
<p>Insorge in conseguenza a un evento traumatico, eccitante, intenso (come una notizia buona o cattiva, in grado comunque di sconvolgerci). In questi casi, l’ansia deriva da un fattore esterno che mantiene eccitato e in uno stato di <strong>veglia permanente</strong> il nostro <strong>cervello</strong> e non gli permette di <strong>dormire</strong>. In questi casi, la soluzione è rimuovere il <strong>problema</strong> che ha causato l’<strong>insonnia</strong>.</p>
<h3>L’insonnia a breve termine</h3>
<p>Come dice il nome, questo tipo di <strong>insonnia</strong> è di natura <strong>transitoria</strong>. Generalmente non dura più di due settimane. Le cause sono spesso di origine <strong>emotiva</strong>: un lutto, una separazione, un cambio drastico di vita, un momento difficile e stressante… di solito, questo tipo di <strong>insonnia</strong> tende a scomparire da sola, con l’allontanarsi del problema, tuttavia ci sono dei casi in cui permane. Quando ciò accade, il consiglio è quello di rivolgersi a un professionista.</p>
<h3>L’insonnia cronica</h3>
<p>È l’<strong>insonnia</strong> abituale, quella che persiste nel tempo. I fattori che la determinano possono essere molti: problemi psicologici, fisiologici, ambientali o eventi drammatici.</p>
<h2>Cause dell&#8217;insonnia e dei disturbi del sonno</h2>
<p><strong>Difficoltà di addormentarsi</strong>, <strong>risvegliarsi più volte durante la notte</strong>, <strong>sensazione di non aver dormito</strong>, presenza di pensieri e agitazioni che ci mantengono svegli. Queste le sensazioni che provano le persone affette da <strong>insonnia</strong>, ma quali sono le <strong>cause</strong>?  Spesso, bisogna indagare nelle emozioni. Rabbia, ira, ansia, stress, incapacità di gestire le situazioni provocano nel nostro organismo uno stato di agitazione che ci crea <strong>disturbi del sonno</strong>.<br />
L&#8217;alcol, la caffeina, le droghe, alcune problemi fisici, come l&#8217;incontinenza, o emotivi, come lo stress da troppo lavoro, possono anche condizionare la qualità e la quantità del nostro <strong>sonno</strong>.<br />
Gli <strong>effetti comuni dell&#8217;insonnia</strong>, in qualsiasi forma si manifesti, sono simili: stanchezza, apatia, nervosismo, instabilità emotiva, mancanza di concentrazione, diminuzione del rendimento e una sensazione di malessere fisico generale.</p>
<h2>Psicologo Prato: come affrontare l&#8217;insonnia e i disturbi del sonno</h2>
<p>Negli anni in cui ho lavorato come <strong>Psicologo Prato</strong>, ho scoperto che il modo migliore per <strong>curare l’insonnia</strong>, in realtà, è tenere il più lontano possibile “i cattivi pensieri” dalla nostra testa. Di solito, nel giro di una settimana la maggior parte dei <strong>problemi di insonnia</strong> si risolvono da soli, trascorso l’evento traumatico.<br />
Quando, però, il disturbo persiste per qualche settimana, o la situazione problematica si manifesta con una certa gravità, sicuramente occorre preoccuparsi, perché potrebbe rappresentare l’ingresso in una condizione cronica.<br />
In questi casi, è bene rivolgersi ad un medico, soprattutto prima di prendere qualsiasi tipo di farmaco.</p>
<h2>Psicologo Prato Insonnia e Disturbi del Sonno</h2>
<p>Quando l’<strong>insonnia</strong> è persistente e grave, tale da interferire con il normale funzionamento della vita quotidiana. Bisogna rivolgersi a un modico che stabilità se procedere con una terapia farmacologica o meno.<br />
Nei casi più lievi invece si consiglia di evitare l’uso di <strong>farmaci</strong>, perché creano dipendenza e generano un sonno indotto che non è uguale a quello naturale. Negli ultimi 20 anni, infatti, sono state messe a punto strategie d&#8217;intervento non farmacologico che si sono rilevate molto efficaci sia nel <strong>migliorare la qualità del sonno</strong> degli <strong>insonni</strong> sia nel facilitare la sospensione dell&#8217;utilizzo dei sonniferi. La <strong>psicoterapia</strong> può essere la soluzione. Come <strong>Psicologo Prato</strong>, lavoro sull’insonnia cu colloqui di gruppo o individuali, insegno alla persona le principali <strong>tecniche di rilassamento</strong> e di distrazione immaginative, per permettergli una normale igiene del sonno.<br />
Se hai <strong>problemi di insonnia</strong> o <strong>disturbi del sonno</strong> generici, <a href="https://www.psicologabeatriceplanas.it/contatti/">scrivimi qui.</a> Valuteremo insieme il percorso migliore per te.</p>
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		<title>Mio figlio ha un disturbo dell’alimentazione: come mi comporto?</title>
		<link>https://www.psicologabeatriceplanas.it/disturbo-dellalimentazione-psicologo-prato/</link>
				<pubDate>Mon, 05 Aug 2019 08:44:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Beatrice Planas]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicologo Prato]]></category>
		<category><![CDATA[Anoressia]]></category>
		<category><![CDATA[Bigoressia]]></category>
		<category><![CDATA[Bulimia]]></category>
		<category><![CDATA[Disturbi alimentazione]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Anoressia, bulimia, bigoressia… sono parole che terminano allo stesso modo: con l’immensa sofferenza dell’adolescente che ne è affetto. Ma come si ...</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p><em>Anoressia, bulimia, bigoressia… sono parole che terminano allo stesso modo: con l’immensa sofferenza dell’adolescente che ne è affetto. Ma come si affronta un disturbo dell’alimentazione e come si sconfigge? </em></p>
<h2>È durante l’adolescenza che si può sviluppare un disturbo dell&#8217;alimentazione</h2>
<p>Se ripenso alla mia <strong>adolescenza</strong> rivedo spensieratezza, gioia, sentimenti di ribellione e di amore… l’assoluta voglia di definirsi, di trovare un’identità, di determinarsi per quello che si è veramente…<br />
L’adolescenza, infatti, è quel particolare periodo della vita di ognuno di noi dove si forma la personalità del futuro adulto, si è molto suscettibili alla <strong>pressione sociale</strong> e a come l’<strong>immagine del corpo </strong>viene percepita.<br />
Noi adulti spesso dimentichiamo o non ricordiamo più che i giovani e gli adolescenti vivono il mondo attraverso le emozioni, correndo a grandissime velocità. Tutto ciò che succede attorno a loro può generare risposte emotive che scatenano comportamenti difficili da governare, le cui cause sono oscure al ragazzo stesso.<br />
Nel mondo di oggi, governato dai social, dall’immagine e dall’<strong>ossessione per la bellezza </strong>e per il proprio <strong>corpo</strong>, aumentano a dismisura i casi di <strong>problematiche legate al cibo</strong> e ai <strong>disturbi alimentari</strong>.</p>
<h2>Psicologo Prato: Quali sono le cause di ogni disturbo dell&#8217;alimentazione nei giovani?</h2>
<p>Per poter combattere un <strong>disturbo dell&#8217;alimentazione</strong>, dobbiamo prima indagarne le <strong>cause</strong>, che possono essere molteplici.<br />
Nella mia esperienza di lavoro come <strong>Psicologo Prato</strong>, ho seguito da vicino casi in cui il <strong>disturbo dell&#8217;alimentazione</strong> rappresentava un modo per esprimere un disagio famigliare; altri in cui derivava da eventi traumatici o abusi; per non parlare dei moltissimi casi dovuti alla pressione sociale dei propri coetanei (ad esempio, in seguito a episodi ripetuti di <strong>bullismo</strong>). In ogni caso, il <strong>disturbo dell&#8217;alimentazione</strong> esprime la difficoltà ad avere relazioni affettivamente significative. Ecco perché non basta la sola <strong>dieta</strong> per superare questo disagio, ma bisogna mettere in gioco diverse professionalità, per aiutare il ragazzo o la ragazza a <strong>superare il trauma</strong>.</p>
<h2>Anoressia: cos’è e come si combatte</h2>
<p>I <strong>comportamenti anoressici</strong> derivano dall’alto valore che il ragazzo o la ragazza attribuiscono alla <strong>magrezza</strong>. Questo potrebbe derivare dal fatto di essere effettivamente in <strong>sovrappeso</strong> o da bassa autostima che porta a sentirsi sgradevoli ora e sempre. L’<strong>anoressia</strong>, infatti, esprime un desiderio di perfezione ed è molto più diffuso tra le ragazze che tra i ragazzi. È possibile che si manifesti in persone che hanno sofferto di abbandono e solitudine.</p>
<h2>Bulimia: cos’è e come si combatte</h2>
<p>I <strong>comportamenti bulimici</strong>, al contrario, si manifestano con una <strong>fame</strong> irrefrenabile, ossessiva e incontrollata, accompagnata da ansie, voglie e desideri che non possono essere soddisfatti. Il <strong>bulimico</strong> scarica sul cibo un bisogno di attenzione e di affetto.</p>
<h2>Bigoressia: una nuova forma di anoressia maschile</h2>
<p>La <strong>bigoressia</strong> è una versione “maschile” dell’<strong>anoressia</strong> che si sta sviluppando soprattutto nell’ultimo periodo. Con Instagram e Facebook, spopolano sul web foto di uomini dal <strong>fisico perfetto</strong>. E la <strong>bigoressia</strong> rappresenta proprio il desiderio di raggiungere una forma fisica smagliante e sviluppare masse muscolari voluminose e armoniose. Le <strong>cause della bigoressia</strong> possono essere le stesse dell’anoressia. Questa porta il ragazzo a impiegare molte ore in <strong>allenamenti</strong> intensi e massacranti, che gli fanno trascurare tutti gli altri aspetti della sua vita.</p>
<h2>Quali sono le soluzioni a ogni disturbo dell’alimentazione?</h2>
<p><strong>Anoressia</strong>, <strong>bulimia</strong>, <strong>bigoressia</strong>… sono tutte figlie della stessa medaglia: nascono dalla sofferenza e la acuiscono, portando scompiglio nella vita delle persone che ne sono affette. Tutte possono avere conseguenze gravissime sulla salute, addirittura portare alla morte. Per questo motivo, al primo campanello d’allarme, è necessario rivolgersi a uno specialista.<br />
In tal senso, la <strong>psicoterapia</strong> è indispensabile, perché per guarire bisogna esplorare prima le <strong>cause del disagio</strong> interiore che ha scatenato il <strong>disturbo di alimentazione</strong>. Ricostruire, infatti, insieme al paziente le ragioni dei suoi comportamenti disfunzionali è indispensabile per imparare a gestirli.<br />
Dal momento che ogni <strong>disturbo dell&#8217;alimentazione</strong> può essere molto pericolosi per la salute, in alcuni casi di disagio avanzato può essere necessario il ricovero in ospedale e il successivo trattamento in centri specializzati.<br />
Negli altri casi, è consigliabile che i genitori si rivolgano a uno specialista <strong>psicologo</strong> che possa seguire l’adolescente nel corso del suo sviluppo.</p>
<p>Nel corso della mia carriera professionale come <strong>Psicologo Prato</strong>, ho seguito diversi casi di <strong>disturbo dell’alimentazione</strong> in giovani e adulti. Inoltre, nello studio collabora una Dott.ssa Biologa Nutrizionista esperta in Disturbi del Comportamento Alimentare e Nutrizione Clinica.<br />
Insieme possiamo scovare la radice del disagio ed estirparla. <a href="https://www.psicologabeatriceplanas.it/contatti/">Contattami, cliccando qui.</a></p>
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		<item>
		<title>Ipocondria o paura di essere malati: come si cura?</title>
		<link>https://www.psicologabeatriceplanas.it/ipocondria-psicologo-prato/</link>
				<pubDate>Sun, 28 Jul 2019 14:11:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Beatrice Planas]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicologo Prato]]></category>
		<category><![CDATA[Ipocondria]]></category>
		<category><![CDATA[Paura di essere malati]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Mal di testa che nascondono patologie rare, dolori al ventre che si trasformano in malattie in curabili, la paura, micidiale, che ...</p>
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]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p><em>Mal di testa che nascondono patologie rare, dolori al ventre che si trasformano in malattie in curabili, la paura, micidiale, che possa accadere qualcosa di brutto in qualunque momento. Questa è l’ipocondria, la malattia del secolo. Ma come si cura? </em></p>
<h2>Ipocondria: cos’è</h2>
<p><strong>Paura di ammalarsi</strong>, <strong>ansia</strong> che possa succedere qualcosa di brutto da un momento all’altro, ogni piccolo disturbo diventa un problema enorme che potrebbe nascondere una patologia pericolosa… questa è l’<strong>ipocondria</strong>. Una preoccupazione legata alla <strong>paura di avere una malattia </strong>grave, basata su un’erronea interpretazione di sintomi somatici che partono dal nostro cervello.<br />
A nulla servono le continue rassicurazioni dei medici e i risultati positivi delle analisi a cui ci sottoponiamo. Noi continuiamo a credere di essere malati. La persona affetta da <strong>ipocondria</strong> non smette mai di controllare il suo corpo, monitorarlo alla ricerca dei sintomi di una qualche malattia.</p>
<h2>Quali sono le cause dell’ipocondria – Psicologo Prato</h2>
<p>Le <strong>radici dell’ipocondria</strong> spesso sono riconducibili all’infanzia. Soprattutto in persone che non hanno ricevuto le giuste attenzioni da piccoli. In questo modo, infatti, l’ipocondriaco cerca di attirare, da adulto, quelle attenzioni negate o disattese quando non era che un ragazzo.<br />
Negli anni in cui ho lavorato come <strong>psicologo Prato</strong>, ho appreso che l’<strong>ipocondria</strong> può svilupparsi anche negli individui i cui i genitori non sono stati in grado di dare un significato ai loro affetti. Uno dei compiti principali di ogni adulto, infatti, è quello di aiutare il bambino a comprendere e creare una mappa emozionale di riferimento, che lo renda in grado di identificare le esperienze e le emozioni vissute. Quando questo non accade, il bambino sviluppa la tendenza a confondere emozioni e sensazioni somatiche, arrivando a interpretare i turbamenti emotivi come sintomi di malattie fisiche.<br />
Infine, <strong>dietro</strong> <strong>l’ipocondria</strong> può celarsi un forte <strong>senso di colpa</strong><strong>, </strong>che ci fa credere di dovere ricevere una punizione per qualcosa che abbiamo fatto in passato.</p>
<h2>Come smettere di essere ipocondriaco?</h2>
<p>Per <strong>superare l’ipocondria</strong> dobbiamo iniziare ad adottare atteggiamenti positivi, che ci inducano a riflettere meglio su ciò che il nostro corpo prova o sente:</p>
<ol>
<li>Bisogna innanzitutto accettare la propria situazione, non negarla. L’<strong>ipocondriaco</strong> tenderà a convincere se stesso e gli altri che i propri malanni sono veri e non frutto dell’<strong>ipocondria</strong>.</li>
<li>Prendere coscienza che il fatto di <strong>sentirsi malato</strong> in realtà è solo la necessità di riempiere una mancanza, un bisogno mascherato di essere amati e accettati, un alibi per non affrontare le difficoltà della nostra esistenza.</li>
<li>Presa coscienza di ciò, l’<strong>ipocondriaco</strong> deve passare all’azione e chiedersi: vale la pena vivere la vita con questa ansia o si può provare a essere più sereni?</li>
<li>Impegnarsi in attività che ci appassionano, in modo da distrarci da noi stessi e non farci pensare alle malattie che potremmo avere.</li>
<li>Non farsi condizionare dai <strong>sintomi</strong>, ma imparare a dominarli. Se non vogliamo uscire o passare del tempo con le persone a cui vogliamo bene dobbiamo imparare a capire che alcuni dolori possono sparire, perché sono provocati solo da una condizione del nostro cervello.</li>
<li>Se nonostante questi tentativi, non si riesce a uscirne, rivolgersi a uno specialista e iniziare un percorso di <strong>psicoterapia</strong> adeguato all’entità del problema.</li>
</ol>
<h2>La paura di essere malati è la malattia del secolo</h2>
<p>La <strong>paura di essere malati</strong> è <strong>la malattia del secolo</strong>. Internet ci ha resi molto più vulnerabili a questo tipo di patologie per diversi motivi. Da una parte l’<strong>ansia sociale </strong>dovuta ai social network che ci fanno credere che le persone conducano vite più serene e rilassate della nostra. Dall’altra, l’accesso a informazioni medico-divulgative sulle patologie esistenti.</p>
<h2>Come curare l’ipocondria &#8211; psicologo Prato</h2>
<p>Come <strong>Psicologo Prato</strong>, adotto un approccio sistemico per la <strong>cura dell’ipocondria</strong>. Questo porterà il paziente a riconoscere il proprio problema e a capire autonomamente <strong>come curare l’ipocondria</strong>.<br />
Se vuoi parlare con uno specialista, puoi <a href="https://www.psicologabeatriceplanas.it/contatti/">richiedere una consulenza, cliccando qui.</a></p>
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		<title>Per stare bene bisogna essere egoista nella vita?</title>
		<link>https://www.psicologabeatriceplanas.it/per-stare-bene-bisogna-essere-egoista-nella-vita/</link>
				<pubDate>Sat, 20 Jul 2019 11:28:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Beatrice Planas]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicologo Prato]]></category>
		<category><![CDATA[Amare se stessi]]></category>
		<category><![CDATA[Egoismo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.psicologabeatriceplanas.it/?p=2193</guid>
				<description><![CDATA[<p>Sicuramente vi sarà capitato almeno una volta nella vita, dal medico o dallo psicologo, di essere invitati a prendervi più cura ...</p>
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]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p><em>Sicuramente vi sarà capitato almeno una volta nella vita, dal medico o dallo psicologo, di essere invitati a prendervi più cura di voi stessi. Ascoltare i vostri bisogni, le vostre emozioni e concentrare così una buona parte della vostra attenzione su voi stessi piuttosto che sugli altri. </em><br />
<em>Spesso l’obiezione che viene mossa riguarda il fatto che queste azioni costituiscano un invito ad essere egoisti. Ma è vero? Per stare bene ed essere felici bisogna essere egoista? </em></p>
<h2>Psicologo Prato: Egoista vuol dire felici?</h2>
<p>Sin dall’inizio della mia carriera come <strong>Psicologo Prato</strong>, mi sono posta questa domanda. E alla fine sono riuscita a darmi una risposta: c’è differenza, e molta anche, tra <strong>autorealizzazione</strong> ed <strong>egoismo</strong>.<br />
La nostra vita la si potrebbe ridurre a momenti e attimi riposti in cassetti catalogati a seconda della funzionalità. Una parte di essi conserva le azioni e le energie che abbiamo usato in riferimento agli altri e a tutto ciò che ci circonda; un’altra invece custodisce ciò che facciamo per noi, per realizzare quanto vogliamo, i nostri sogni e i nostri desideri.<br />
Secondo voi quale dei due atteggiamenti è da considerare <strong>egoista</strong>?</p>
<h2>Chi è veramente un egoista?</h2>
<p>Se avete risposto il secondo, avete dato la risposta sbagliata. Assurdo vero? Eppure è così, riflettiamoci insieme. Un <strong>egoista</strong> è una persona che è costantemente perseguitato dall’idea dell’altro. Se si ascolta qualcuno che racconta di come è riuscito a fregare un’altra persona, di come ha ottenuto il massimo dal lavoro senza coinvolgere i colleghi e così via, ci accorgiamo che anche solo nel linguaggio c’è un costante riferimento agli “altri”. Questi vengono infatti visti dall’<strong>egoista</strong> come un ostacolo da superare, l’idolo polemico contro il quale scagliare tutte le proprie debolezze e frustrazioni.</p>
<h2>Chi pensa a se stesso non è egoista</h2>
<p>Al contrario, ci può capitare una persona molto concentrata su se stessa che ci racconta di come è riuscito a ottenere successo e dare un senso alla propria vita concentrandosi sulle sue forze… questa persona non porrà mai gli altri come un ostacolo o un impedimento e difficilmente ci verrebbe da considerarlo “<strong>egoista</strong>”.<br />
Una persona che ha imparato a conoscersi e a rispettare i propri limiti, una persona che sa <strong>amarsi</strong> così come è, molto probabilmente maturerà al suo interno un’idea benevola verso il prossimo. Se ci si ama, si riesce ad amare anche gli altri. Se siamo disposti ad accogliere i nostri difetti e le nostre mancanze come parte di noi stessi, saremmo capaci di farlo anche verso l’esterno.<br />
Se invece si odia o si giudica, si odierà e si giudicherà anche gli altri è così via.</p>
<h2>Psicologo Prato: come combattere l’egoismo</h2>
<p>Come <strong>Psicologo Prato</strong>, ho imparato, infatti, che l’amore per sé ha delle ricadute positive anche nei <strong>disagi psicologici</strong>. Una persona che si conosce e si ama, imparerà ad accettare tutto di sé, anche le parti più scomode e meno gradevoli. Tenderà, cioè, a trasformare i propri limiti in risorse.<br />
Il compito della <strong>psicologia</strong> e della <strong>psicoterapia</strong>, infatti, è impostare un percorso in cui il paziente riesca a ritrovare l’<strong>amore per se stesso </strong>e, attraverso questo, anche per tutto ciò che lo circonda.<br />
Se credi di non amarti abbastanza o vedi nei tuoi limiti le frustrazioni di una vita, impara a volerti bene. Se da solo non dovessi riuscirci, puoi sempre chiedere l’aiuto di un <strong>professionista</strong>.<br />
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		<title>Ho una dipendenza da social network: come lo capisco?</title>
		<link>https://www.psicologabeatriceplanas.it/dipendenza-da-social-network-psicologo-prato/</link>
				<pubDate>Sun, 14 Jul 2019 08:05:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Beatrice Planas]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicologo Prato]]></category>
		<category><![CDATA[Dipendenza da social network]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Iperconnessi, costantemente attaccati al cellulare, molti giovani di oggi manifestano una dipendenza da social network… e non solo i giovani! La ...</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p><em>Iperconnessi, costantemente attaccati al cellulare, molti giovani di oggi manifestano una dipendenza da social network… e non solo i giovani!</em></p>
<h2>La dipendenza da social network non colpisce solo i giovani</h2>
<p>Nel mondo di oggi la fruizione della quotidianità ha subito una trasformazione notevole. Viviamo costantemente connessi, controlliamo i nostri <strong>social network</strong> con assiduità, ci relazioniamo con gli altri attraverso uno schermo. Questo ha portato all’insorgenza, per alcuni giovani ma anche adulti, di una vera e propria <strong>dipendenza da internet</strong>.</p>
<h2>La dipendenza da internet: cos’è e come funziona</h2>
<p>La <strong>dipendenza da internet</strong> racchiude in sé diverse forme: può essere <strong>dipendenza dal gioco</strong>, dai <strong>social network</strong> o <strong>dal sesso</strong>.<br />
Più di due miliardi di persone, quasi un terzo del mondo, hanno un <strong>account</strong> social e parlano regolarmente con i loro contatti dovunque essi si trovano e in qualunque momento. È sicuramente una grande invenzione che ha portato numerosi benefici alla società e alle persone. Tuttavia, quando questa si trasforma in ossessione le cose iniziano a preoccupare.</p>
<h2>La dipendenza da internet</h2>
<p>La <strong>dipendenza da social network</strong> è molto diffusa ed è causata dal meccanismo intrinseco di piacere, soddisfazione, affettività e autostima che si attiva nell’interazione con le attività che si possono svolgere sui <strong>social network</strong>. Quando pubblico una <strong>foto</strong> o un contenuto, infatti, lo faccio perché voglio ricevere più “<strong>like</strong>” possibili. Quando a qualcuno <strong>piace</strong> quello che condivido, a livello cerebrale vengono rilasciate sostanze psico-attivanti che creano meccanismi e schemi ricompensatori che portano al riutilizzo sempre maggiore. E pian piano mi rendo conto che non voglio più smettere (e non riesco a smettere!) di usare i social.<br />
Dipendenza da social network: i numeri<br />
Pensate che in Italia almeno 5mila ragazzi sono considerati a rischio di <strong>dipendenza da social network</strong>, visto che trascorrono da 2 a 3 ore al giorno sui loro profili.<br />
Secondo una ricerca recente, otto adolescenti su dieci sono connessi a un <strong>social network</strong> e aggiornano continuamente il profilo. Nel 2008 la diffusione di <strong>Facebook</strong> è stata così esponenziale da posizionare l&#8217;Italia al primo posto della classifica mondiale dei Paesi con maggiore percentuale di aumento utenti.<br />
In pochi anni, infatti, il social network tutto blu è diventato uno dei dieci siti web maggiormente cliccati.<br />
Questo può portare le persone a “chiudersi” nel mondo virtuale e perdere ogni contatto con la realtà.</p>
<h2>Psicologo Prato: i sintomi della dipendenza da social network</h2>
<p>Nei miei anni di lavoro come <strong>Psicologo Prato</strong>, sono riuscita a redigere una lista di <strong>sintomi della dipendenza da social network</strong>:</p>
<ul>
<li>Emicrania</li>
<li>Ipersudorazione</li>
<li>Tachicardia</li>
<li>Ansia</li>
<li>Depressione</li>
<li>Stress sociale</li>
<li>Senso di solitudine</li>
</ul>
<p>Certamente è molto difficile valutare se e quando un uso eccessivo del web si trasformi in un problema vero e proprio. Molti giovani e meno giovani passano ormai una quantità significativa di ore sul computer senza per questo sviluppare forme di <strong>dipendenza</strong>. Quello che diventa un segno della eventuale presenza di un “problema” riguarda il modo in cui l’uso di <strong>internet</strong> riduce la qualità relazionale e interattiva degli individui.</p>
<h2>Psicologo Prato Dipendenza da Social Network</h2>
<p>Se pensi di avere un problema con la <strong>dipendenza da internet</strong>, potresti aver bisogno di un aiuto <strong>psicologico</strong>. Nella mia esperienza di <strong>Psicologo Prato</strong> ho avuto a che fare con molti casi simili e insieme all’interessato siamo riusciti a intraprendere un percorso che ci ha portati alla guarigione completa dalla dipendenza.<br />
Richiedi una consulenza psicologica, <a href="https://www.psicologabeatriceplanas.it/contatti/">cliccando qui</a>.</p>
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